Una delle domande più frequenti tra chi pratica equitazione riguarda il peso che un cavallo può trasportare senza compromettere il proprio benessere.
Per molti anni si è fatto riferimento alla cosiddetta "regola del 20%", secondo cui il peso complessivo di cavaliere, sella e attrezzatura non dovrebbe superare il 20% del peso del cavallo.
Oggi, tuttavia, la ricerca scientifica suggerisce un approccio più articolato: non esiste una percentuale valida per tutti gli equidi, perché la capacità di carico dipende da numerosi fattori.
La regola del 20%
Secondo questa indicazione generale:
un cavallo di 400 kg potrebbe trasportare fino a circa 80 kg;
un cavallo di 500 kg fino a circa 100 kg;
un cavallo di 600 kg fino a circa 120 kg.
Questi valori comprendono:
il peso della persona;
la sella;
staffe;
sottosella;
eventuale equipaggiamento.
Si tratta però di una stima orientativa e non di un limite scientificamente valido in ogni situazione.
Cosa dice la ricerca scientifica?
Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato che il rapporto tra il peso del cavaliere e quello del cavallo influenza la qualità del movimento, la postura e alcuni comportamenti che possono indicare disagio.
Uno studio pubblicato nel 2020 da Sue Dyson e collaboratori ha osservato che, aumentando il rapporto tra il peso del cavaliere e quello del cavallo, possono comparire alterazioni dell'andatura e comportamenti compatibili con una minore disponibilità al lavoro in alcuni soggetti.
Gli autori sottolineano però che non è possibile identificare una soglia universale, perché ogni cavallo risponde in modo diverso.
Perché non basta fare una percentuale?
Due cavalli dello stesso peso possono avere capacità di carico molto differenti.
Occorre valutare:
conformazione della schiena;
sviluppo della muscolatura;
età;
stato di salute;
livello di allenamento;
qualità del movimento;
eventuale presenza di dolore.
Anche la persona che monta ha un ruolo importante.
Un cavaliere esperto, con un buon equilibrio e una seduta stabile, può risultare meno gravoso di una persona più leggera ma poco equilibrata, che produce continui movimenti sulla schiena del cavallo.
La razza fa la differenza?
In parte sì.
Razze robuste e compatte, selezionate anche per il lavoro, tendono generalmente a sopportare carichi maggiori rispetto a cavalli molto leggeri o con conformazioni più esili.
Anche all'interno della stessa razza esistono però notevoli differenze individuali.
Per questo motivo non è corretto stabilire il peso massimo basandosi esclusivamente sulla razza.
Pony e cavalli leggeri
I pony vengono spesso montati da bambini, ma ciò non significa che possano sostenere qualsiasi carico.
Anche per loro valgono gli stessi principi: occorre considerare peso, conformazione, età e condizione fisica.
Horse Angels ritiene che, per prudenza, nei pony e nelle razze più leggere, come molti purosangue, sarebbe opportuno adottare criteri ancora più cautelativi rispetto al tradizionale 20%.
Una soglia orientativa del 15% del peso corporeo, comprensiva di cavaliere e attrezzatura, potrebbe rappresentare un riferimento più rispettoso del benessere di questi soggetti.
Per cavalli di costituzione più robusta, il limite orientativo del 20% rimane quello più frequentemente citato nella letteratura, fermo restando che ogni situazione deve essere valutata individualmente.
Il terreno e la durata del lavoro
Il peso non è l'unico elemento da considerare.
Anche il tipo di attività modifica lo sforzo richiesto.
Ad esempio:
percorsi in salita;
terreni sabbiosi;
lunghe escursioni;
competizioni;
lavoro intenso.
In queste condizioni anche un carico normalmente ben tollerato può diventare eccessivo.
L'importanza della sella
Una sella non adatta può creare punti di pressione molto elevati sulla schiena.
Una distribuzione irregolare del peso può provocare:
dolore;
contratture muscolari;
lesioni cutanee;
alterazioni del movimento;
problemi comportamentali.
Per questo motivo il corretto adattamento della sella è importante almeno quanto il peso trasportato.
Come capire se il cavallo sta lavorando in modo confortevole?
Alcuni segnali possono suggerire che il lavoro sia eccessivo o che qualcosa non funzioni correttamente:
riluttanza a essere sellato;
difficoltà nel movimento;
irrigidimento della schiena;
cambiamenti improvvisi del comportamento;
perdita di muscolatura dorsale;
riduzione delle prestazioni;
sensibilità alla palpazione della schiena.
Questi segnali meritano una valutazione da parte del medico veterinario e di professionisti qualificati.
La posizione di Horse Angels
Horse Angels ritiene che il benessere dell'equide debba prevalere su esigenze sportive, ricreative o commerciali.
Per questo motivo sarebbe auspicabile che i regolamenti delle attività equestri introducessero criteri più chiari sul rapporto tra peso della persona, attrezzatura e caratteristiche dell'animale, prevedendo limiti più cautelativi per pony, purosangue e soggetti con conformazioni meno adatte al trasporto di carichi.
Ogni cavallo dovrebbe essere valutato individualmente, evitando approcci basati esclusivamente su una semplice percentuale.
Domande frequenti
Un cavallo può portare una persona di 100 kg?
Dipende dal peso, dalla conformazione, dall'allenamento e dallo stato di salute del cavallo, oltre che dal peso della sella e dell'attrezzatura. Non esiste una risposta valida per tutti gli equidi.
Il 20% è una regola scientifica?
No. È una linea guida ampiamente utilizzata, ma non rappresenta un limite assoluto. La ricerca suggerisce una valutazione caso per caso.
La sella conta nel peso totale?
Sì. Il peso della sella, delle staffe, del sottosella e dell'eventuale equipaggiamento deve essere sommato a quello della persona.
Riferimenti scientifici
Dyson S., Ellis A.D., Mackechnie-Guire R., Douglas J., Bondi A., Harris P. (2020). The influence of rider:horse bodyweight ratio and rider-horse-saddle fit on equine gait and behaviour: A pilot study. Equine Veterinary Education, 32(10), 527-539.
