Ippologia, ossia, trattato universale de' cavalli, di Gazzola Giovanni Antonio Maria, 1837.

Un estratto

È una creatura che rinunzia alla propria volontà per quella del suo padrone, che sa intenderla e spesso ancora prevenirla, una creatura che sente conformemente all’ altrui desiderio, che si pone ad appagarlo con tutte le forze, che va dove si vuole che vada, che si prova a tutte le cose che gli si comandano, che non si nega a sforzo veruno, che si precipita con entusiasmo alle azioni più difficili e pericolose, e si lascia piuttosto uccidere dalla fatica, che lasciare
intentata o ineseguita una impresa.

Questo eloquente squarcio del principe de’ moderni naturalisti, Buffon, in chi non farebbe sorgere il desiderio di veder prodigate a questo nobile animale tutte le cure delle quali egli è, a tanti titoli , meritevole? Cure che non solamente sarebbero giusta ricompensa dei servigi che a noi ne derivano, ma cagione di un grandissimo utile commerciale. Le altre nazioni hanno bene appreso ciò che noi Italiani abbiamo dimenticato; e mentre noi, che, in fatto di cavalli, eravamo una volta i fornitori a tutta l’Europa, ci siamo oggi assoggettati a riceverli a enorme prezzo dall’estero, ogni estero perfeziona le proprie razze, e rallegra così il proprio paese e di belli e robusti animali, e del denaro degli altri.

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