Il trottatore, come temperamento tipico, è un ottimo cavallo. Sia per le dimensioni, sia per l'attitudine, può diventare un cavallo ideale anche per l'equitazione.

Si tratta di un cavallo capace di impegnarsi a fondo, resistente, leale, amorevole e versatile.

Sebbene come cavallo sia generalmente semplice da gestire, l'attrezzatura da corsa al trotto e il suo utilizzo possono presentare alcuni problemi quando a fine carriera il cavallo transita nel mondo della sella.

Problemi e sfide che si possono incontrare:

  • La bocca è dura e poco sensibile
  • Il cavallo non flette la testa
  • Il cavallo non flette le spalle
  • Si flette in fuori e lontano dalla direzione in cui si sta dirigendo (controflessione)
  • Non può girare l'angolo correttamente
  • Non può fare cerchi
  • Prende il galoppo sbagliato
  • Non riesce a fare il galoppo

Pretendere che il trottatore, dopo anni in cui si è cimentato solo in corse in ippodromo, sia un bravo cavallo da sella in un paio di settimane è assurdo.

Del resto, viene regalato o ceduto a basso prezzo a fine carriera, proprio perché per la sella non è immediatamente pronto. Chi vuole comperare un cavallo pronto per i tipici esercizi in rettangolo, non ne troverà uno sano e giovane e già addestrato allo stesso prezzo con il quale si riscatta un trottatore. Va da sé quindi, che a fronte del risparmio, qualcosa va investito nella conversione, affidandosi a trainer esperti se non si è in grado di fare il lavoro da soli.

Qui nasce un ulteriore problema. In molti maneggi ci sono istruttori e istruttrici che non sono addestratori di cavalli. Sono abituati ad avere a che fare con cavalli principalmente già addestrati e non hanno le competenze per recuperare un cavallo da corsa. Oppure non ci vedono un vantaggio economico, perché facendo da mediatori per la compravendita di cavalli da sella, desiderano che i loro allievi comprino solo cavalli dove loro stessi possano lucrarci sopra nella compravendita. E quindi potrebbero non collaborare con il progetto di recuperare il trottatore, anche se voi non avete ambizioni particolari come equestri, e quindi non avete bisogno del super cavallo con curriculum da gran premio per gli sport equestri. E' un problema che si risolve facilmente, perché il cavallo può essere inserito inizialmente in una scuderia dove sappiano fare questo lavoro, per poi tornare al maneggio vicino a casa che siete più comodi frequentare. Oppure si assume un addestratore a domicilio, di quelli che vengono loro dove siete voi su appuntamento.

Il punto è che i movimenti che chiediamo al trottatore di eseguire nelle arene sono completamente nuovi e richiedono abilità ginniche che il cavallo non avrà finché non completa il ricondizionamento.

Anche uscire a fare trekking, su superfici irregolari e colline, richiede un nuovo tipo di fisicità da parte di un cavallo che ha lavorato tutta la sua vita su una superficie piana e perfettamente livellata!

La conversione richiede tempo, pazienza e gentilezza. Possono essere necessari fino a 90 giorni di lavoro costante per ricondizionare il cavallo. Per i trottatori piegarsi, flettersi e girarsi è una nuova serie di abilità che vanno imparate da qualcuno che gliele sa insegnare.

In particolare le imboccature da trotto sono spesso molto severe e lavorano su un diverso angolo di redine e con una pressione diversa rispetto al tipico filetto da equitazione. Questo favorisce bocche dure, poco sensibili al contatto.

Idealmente, se per un periodo il cavallo si potesse lavorare senza imboccatura del tutto, sarebbe meglio per favorire la transizione, per poi ripartire da un semplice filetto snodato. Anche perché il ricondizionamento del cavallo trottatore parte da lavorarlo a terra, non a sella, e quindi l'imboccatura può essere posticipata.

Non è però l'unico problema che si può incontrare nella transizione. Il trottatore è stato allenato a correre su una pista ovale, con due enormi linee rette e due curve lunghe e ampie. E' diverso dall'allenamento tipico del cavallo da sella in un rettangolo, che è piccolo rispetto alla pista da corsa, e in cui il cavallo deve fare cerchi, girare su stesso, cambiare direzione, fare diverse andature e recuperare anche il galoppo che invece è scoraggiato nella carriera in pista attraverso, ad esempio, l'uso di balze intere o semibalze durante l'allenamento.

Balze e semibalze sono state vietate in Italia in corsa e nello sgambamento pre corsa in ippodromo dal 2019. Il regolamento le qualifica nell'equipaggiamento che può danneggiare il cavallo o modificare la sua integrità fisica. Ma nessuno va a controllare cosa succede nei centri di allenamento, dove ancora sono comunemente usate.

balze

Per il fatto che il trottatore è allenato ad una unica andatura, inizialmente può sembrare "legnoso" nei nuovi compiti che gli si assegnano. Se per anni l'unica cosa che ha fatto è trottare ad alta velocità, manterrà schemi di movimento familiari per un pò di tempo.

Lavoro da fare sul cavallo:

  • Rilassare i muscoli laterali per una maggiore flessibilità
  • Correggere la postura del collo e la linea superiore per non avere un cavallo rovesciato
  • Sollevare la schiena e contrarre la pancia per supportare meglio il peso dell'equestre
  • Ottenere che il cavallo raccolga i posteriore e fletta il collo
  • Insegnare al cavallo che va bene galoppare
  • Rendere il cavallo ambidestro lavorando sulla simmetria
  • Togliere le paure al cavallo

La maggior parte del lavoro iniziale è di stretching e di lunghina, in tondino o rettangolo a seconda della disponibilità.

stretch

Foto dello stretching prese da questo link

Gli esercizi di stretching andrebbero fatti tutti i giorni, premiando il cavallo per i suoi progressi.

I trottatori sono spesso rigidi lateralmente e sarà necessario migliorarli perché possano fare i cerchi in rettangolo a tutte le andature.

Si tratta di cavalli a cui viene fatto il "lavaggio del cervello" per non rompere al galoppo attraverso una disciplina spesso abbastanza dura.

Bisogna insegnargli che va bene galoppare, che non saranno puniti con la frusta o con tironi in bocca se lo faranno. Ci vuole empatia e pazienza, controcondizionando il cavallo e premiandolo ogni volta che galoppa.

Poi sarebbe bene che imparasse i lavori di spalla, la cessione del collo, l'elevazione della schiena, ed essere decontratturato con un lavoro fatto con gentilezza.

La cosa migliore, se non si ha esperienza con il riaddestramento è ovviamente farsi aiutare da persone competenti senza avere fretta. Non bisogna progredire con gli esercizi fino a che non sono stati risolti i problemi di base.

Contemporaneamente una difficoltà da risolvere è togliere la paura o diffidenza. Il cavallo da trotto è in mano ad un allenatore che il più delle volte non è il proprietario. E' difficile che l'allenatore si affezioni al cavallo, visto che per lui è solo una fonte di reddito, e il cavallo viene allontanato spesso senza pietà se non è produttivo per le corse. Già il fatto che nell'ippica i cavalli siano definiti prodotti la dice lunga, un prodotto è un oggetto, non un soggetto. Viene poi guidato solitamente da driver diversi. I guidatori possono essere decisi anche il giorno della corsa, non hanno necesssariamente alcun rapporto affettivo con il cavallo. Capita quindi che ci siano trottatori che non sono abituati a rapporti profondi ed empatici con chi li lavora e che quindi siano diffidenti. Quando si è di fronte ad un soggetto particolarmente sulle difensive, occorre convincerlo che si è diversi dalle persone che lo avevano prima, e che si può fidare di voi.

Se non si è consapevoli che il trottatore può necessitare di questo lavoro e nel caso ne abbia bisogno, non si è disposti a farlo, non si è la persona giusta per lui. Ricordandosi che i fallimenenti non sono mai colpa del cavallo, ma sempre e solo della mancanza di consapevolezza di chi lo ha preso senza avere le giuste competenze o risorse per acquisirle.

Si tratta quindi di fare un lavoro di valorizzazione per il mondo della sella, e nel farlo, specialmente se si esegue personalmente, o con l'affiancamento della persona giusta, se ne ha un vantaggio in termini di crescita personale.