Il Tribunale civile di Bergamo ha pronunciato la seguente SENTENZA n. 1812/2019 pubblicata il 30/07/2019 nella causa civile di I Grado iscritta al N./2017 R.G. promossa dai genitori contro un maneggio, dove una minore di anni 10 era caduta andando a cavallo, riportando una frattura all'omero.

Nel 2017 i genitori della minore chiedevano il risarcimento danni di euro 25.275,00 per la caduta della figlia dal cavallo. La consulenza tecnica trovava conferma anche nelle valutazioni del medico legale dell’Assicurazione di parte convenuta, il quale riscontrava un danno, per l’invalidità permanente, dell’8%, vale a dire un punto in più rispetto alla consulenza di parte di chi chiedeva il danno.

La circostanza della caduta da cavallo, durante una lezione di equitazione del 2015, non veniva contestata nel procedimento, né nella trattativa extragiudiziale non andata in porto.

Il maneggio specificava che non si trattava di prima ma di seconda lezione, oltre ad altre sezioni di allenamento, riferite dai genitori della minore, presso diversa struttura.

La teste ***, nonna della minore ***, escussa dichiarava che quest’ultima “aveva già provato a salire su un cavallo a Londra, in un’occasione”.

Ne consegue, per il Tribunale, che la minore deve essere considerata una principiante esperta e pertanto l’attività di maneggio può essere definita pericolosa (Cass. Civ. n. 7093/2015). La responsabilità ex art. 2050 c.c. è una responsabilità oggettiva che sussiste, a prescindere dall’esistenza o meno di colpa, in capo all’esercente dell’attività pericolosa (Cass. Civ. n. 26516/2009; Cass. Civ. n. 8457/2004).

Il “rumore improvviso ed imprevedibile proveniente da un gruppo di ciclisti ” che, secondo la tesi difensiva di parte convenuta , “causava il movimento repentino del cavallo” con conseguente caduta della minore, non può essere considerata circostanza idonea ad esonerare l’impresa convenuta, nelle cui vicinanze è situata una pista ciclabile, dalla responsabilità sopra citata, essendo nella norma il passaggio di biciclette, condotte anche da gruppi rumorosi, in tale contesto.

Trattandosi di animale, inoltre, l’imprevedibilità del comportamento dello stesso, costituisce una caratteristica ontologica di ogni essere privo di raziocinio” (Cass.Civ. n. 7093/2015 già citata).

Dalla consulenza di parte attrice sopra citata si evinceva che il danno biologico permanente veniva valutato nella misura del 7%, mentre quello temporaneo parziale in 10 giorni al 75% e in 30 giorni sia al 50 % che al 25%.

Secondo le Tabelle del Tribunale di Milano, relativamente all’anno 2014, l’importo del risarcimento avrebbe dovuto essere calcolato in euro 17.525,00, di cui euro 14.645,00 per il danno biologico permanente ed euro 2.880,00 per quello temporaneo.

Non veniva provato in corso di causa il caso fortuito, trattandosi per il Tribunale di una caduta da cavallo che può succedere per la natura intrinseca dell'animale.

Il Tribunale ha così deciso:

  • Risarcimento danni, della somma di euro 17.525,00 , oltre a rivalutazione monetaria dal dì del sinistro ed interessi legali sulla somma rivalutata annualmente, fino al saldo effettivo;
  • Rimborso delle spese di lite, che si liquidano in euro 4.836,00.