Il fatto avvenne nel 2012 lungo la strada provinciale 57, nel territorio sipontino, a circa un centinaio di metri dal maneggio al quale il padre della vittima aveva affidato un cavallo murgese da domare. La ragazza è morta dopo aver battuto violentemente la nuca sull’asfalto, perché spinta o disarcionata dal cavallo, che si sarebbe improvvisamente spaventato per il sopraggiungere di un mezzo o un animale. La giovane vittima, Antonietta Prencipe, di anni 21, non aveva il casco al momento dell'incidente.

Nel processo di primo grado, il Tribunale di Foggia nel 2018 aveva condannato per omicidio colposo il titolare del maneggio, M.P., ritenuto responsabile del reato a lui ascritto perché, nel corso dell'addestramento di una cavalla di proprietà del padre della vittima, aveva consentito, per imprudenza, imperizia e negligenza, alla giovane donna di salire sulla groppa del cavallo senza cap, lasciandola poi sola ad uscire in passeggiata, nonostante la cavalla non fosse perfettamente domata, cagionando in tal modo la morte della predetta, in conseguenza delle lesioni riportate a seguito della caduta.

La pena comminata era di un anno e sei mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali. Il titolare del maneggio era stato anche condannato a risarcire i danni cagionati ai 4 familiari, attraverso il pagamento a titolo di provvisionale della somma di 40mila euro.

Dichiarati colpevoli per favoreggiamento (resero false dichiarazioni) anche 3 persone che erano presenti il giorno dell'accaduto. Per loro la pena è stata quella di otto mesi di reclusione e pagamento delle spese processuali. Ai tre era stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena. Andati in appello, successivamente hanno ottenuto l’estinzione dei reati penali per avvenuta prescrizione.

I testi dell’accusa dichiararono in sede di dibattimento che la ragazza si era recata nella struttura per effettuare le prime lezioni a cavallo. Una volta salita sull’animale, fu portata lungo la stradina adiacente il maneggio e poi lasciata da sola, come raccontò un teste oculare. Un trailer giunto in zona spaventò la cavalla murgese, che impennò facendo cadere la giovane rovinosamente a terra. Antonietta, senza alcuna protezione al momento dei fatti, morì sul colpo.

Per quanto riguarda il titolare del maneggio, M.P., 66enne di Manfredonia, la Corte d’Appello di Bari, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato non doversi procedere nei confronti dell’uomo per estinzione del reato per prescrizione, ma ha confermato le statuizioni civili.
 
L'uomo ha fatto infine ricorso in Cassazione, che nel 2023 però ha giudicato inammissibile l'istanza.