“È una notizia che non avrei mai voluto dare, ma lo scorso 18 settembre Calenita è deceduta. La cavalla è stata trasferita in Svezia nella scuderia di Wim Paal nel luglio del 2022 nonostante la diatriba legale tra noi e il signor Prospero. Da allora non sono mai più riuscita a vederla, sono andata addirittura in Svezia con la speranza di poterla riabbracciare e mi è stato negato l’accesso nel centro di allenamento dove risiedeva la cavalla.
 
A quel punto, grazie all’ingaggio di un investigatore privato, ho almeno potuto avere qualche foto della cavalla.
 
Ho provato in tutti i modi possibili di riportarla in Italia, ho chiesto aiuto anche al Masaf (ex Mipaaf), ma i tempi di risposta sono troppo lunghi. In Svezia ha invertito la rotta, prestazioni ben al di sotto delle corse da favola che vinceva a casa e questo, andando oltre l’aspetto affettivo, era già un valido motivo per tornare indietro nella scelta.
 
Tra l’altro la cavalla a soli quattro anni in Italia aveva ancora una programmazione ambiziosa da sfruttare. Per me e il mio compagno i cavalli sono qualcosa di indescrivibile, abbiamo un legame speciale con tutti i nostri portacolori, li seguiamo personalmente nella loro quotidianità e mai avremmo pensato di trovarci davanti ad un ingiustizia del genere. Amavo Calenita, mi ha fatto vivere momenti indimenticabili, ho vissuto giorno dopo giorno la sua escalation e ho sognato per lei un grande futuro, ma purtroppo il finale non è dei più felici.
 
C’è bisogno urgente di una riforma e non mi riferisco alla programmazione o al sistema scommesse che sono gli argomenti più citati quando si parla di rilancio di questo sport, parlo di una maggiore tutela per cavalli e proprietari”.