DALLA GRECIA AL SALENTO: LA LUNGA ROTTA DEI CAVALLI DESTINATI ALLA MACELLAZIONE
Nel 2020 la Grecia vietò l'allevamento, l'utilizzo e l'esportazione di equidi destinati alla produzione di carne, pelle, cuoio e altri prodotti. Ma per decenni, prima di quel divieto, cavalli provenienti dalla Grecia furono inseriti nella filiera europea della carne equina e inviati verso i macelli italiani. Una storia che incrocia anche la Puglia e il Salento.
La decisione greca del 2020 rappresentò una svolta.
Con la legge 4711/2020, pubblicata il 29 luglio 2020, la Grecia vietò l'allevamento, l'utilizzo e l'esportazione di cani, gatti ed equidi per la produzione di pellicce, pelle, carne, medicinali o altre sostanze. La disposizione modificò la normativa precedente e rese illegale anche l'esportazione degli equidi destinati a questi scopi.
Secondo l'associazione greca Ippothesis, che dal 2014 si occupa della tutela degli equidi, quella del 2020 fu una delle principali conquiste ottenute dopo anni di pressione istituzionale: la Grecia arrivò così a vietare la macellazione e l'esportazione di equidi destinati alla macellazione.
Ma perché era necessario arrivare a una legge del genere?
Perché prima del divieto esisteva un commercio di equidi destinati alla carne che superava i confini nazionali.
LA GRECIA COME SNODO VERSO I MACELLI ITALIANI
Una fonte particolarmente importante arriva proprio dalla stampa greca.
Nel marzo 2013 il quotidiano greco Proto Thema pubblicò un'inchiesta dal titolo significativo: “Eppure facciamo anche esportazioni di cavalli”.
L'articolo descriveva la Grecia come un nodo della movimentazione di equidi destinati alla macellazione, affermando che per anni cavalli di varia provenienza, compresi animali provenienti dall'ippodromo greco, venivano indirizzati verso i macelli di Italia e Francia.
La posizione geografica della Grecia rendeva inoltre il Paese un punto di passaggio per animali provenienti anche da altri Stati balcanici.
Secondo l'inchiesta, camion con targhe italiane e francesi erano presenti nelle campagne greche e gli animali venivano raccolti per essere trasferiti verso i mercati europei della carne equina. La stessa fonte riferiva di carichi numerosi e di condizioni di trasporto contestate dalle associazioni e dalle autorità.
Quindi il flusso Grecia → Italia non è una ricostruzione nata oggi: era già raccontato dalla stampa greca nel 2013.
E IN ITALIA?
La storia diventa particolarmente interessante quando arriviamo in Puglia.
Il Salento ha avuto per decenni una propria filiera commerciale legata ai cavalli destinati alla macellazione.
Una delle testimonianze più significative è contenuta nel documentario Gitanistan – Lo Stato immaginario delle famiglie Rom-Salentine, diretto da Pierluigi De Donno e Claudio “Cavallo” Giagnotti.
Il film racconta la storia delle famiglie rom-salentine attraverso testimonianze dirette.
Tra queste c'è quella della famiglia Rinaldi.
La scheda ufficiale del film spiega che negli anni Settanta la famiglia Rinaldi gestiva in Puglia il commercio di cavalli da macello, acquistando e vendendo circa 300 animali ogni settimana.
Non è quindi un semplice riferimento folkloristico.
Il commercio dei cavalli da macello costituiva un'attività economica di dimensioni rilevanti.
Il documentario è stato prodotto da Maxman Coop, Freim e Dilinò e distribuito da I Wonder Pictures; la documentazione relativa alla produzione indica il contributo di Fondazione Apulia Film Commission, Cineteca di Bologna e Regione Emilia-Romagna.
È importante precisarlo perché talvolta il film viene descritto online come un'opera “finanziata dalla Commissione Europea”: nelle fonti ufficiali che abbiamo trovato non risulta questo finanziamento.
QUANDO LE DUE STORIE SI INCONTRANO
Da una parte abbiamo dunque una fonte greca che documenta il trasferimento di equidi verso i macelli italiani.
Dall'altra abbiamo una documentazione cinematografica e testimoniale che documenta in Puglia un commercio di cavalli da macello di dimensioni considerevoli.
Le due fonti non permettono, da sole, di stabilire che tutti o una determinata percentuale dei cavalli commerciati nel Salento provenissero dalla Grecia.
Questo sarebbe un salto logico che non vogliamo fare.
Ma permettono di collocare il Salento dentro una storia più ampia: quella della filiera internazionale della carne equina che collegava i Paesi balcanici, la Grecia e l'Italia.
Ed è proprio questo l'aspetto più interessante.
Non si trattava necessariamente di un percorso lineare.
Un cavallo poteva essere raccolto in un Paese, trasferito in Grecia, caricato su un mezzo destinato all'Italia e infine entrare nella filiera della macellazione.
La geografia commerciale degli equidi poteva quindi essere molto più ampia del luogo nel quale l'animale veniva infine macellato.
IL DIVIETO DEL 2020
Il 2020 interrompe legalmente questa possibilità in Grecia.
L'articolo 17 della legge 4711/2020 stabilisce infatti che sono vietati l'allevamento, l'utilizzo e l'esportazione di cani, gatti ed equidi per la produzione di pellicce, pelle, carne o per la preparazione di prodotti farmaceutici o altre sostanze.
L'associazione Ippothesis ricorda che prima di questa riforma in Grecia non esisteva una legge che vietasse specificamente la macellazione degli equidi e attribuisce alla propria campagna un ruolo importante nel raggiungimento del divieto.
La Grecia, quindi, non si limitò a impedire la macellazione sul proprio territorio.
Bloccò anche l'esportazione degli equidi destinati a quei fini.
Ed è proprio questo secondo elemento a essere particolarmente importante quando si ricostruisce la storia del commercio internazionale dei cavalli.
NON È CORRETTO DIRE CHE “LI AVEVANO MACELLATI TUTTI”
C'è però una frase che sarebbe facile utilizzare, ma che non vogliamo trasformare in un falso storico.
Non possiamo affermare che:
“La Grecia vietò la macellazione perché in Salento avevano praticamente macellato tutti i cavalli greci.”
Non abbiamo una fonte che dimostri né una simile quantità né un rapporto causale diretto tra il commercio salentino e la decisione legislativa greca.
La documentazione ci permette invece di dire qualcosa di più preciso.
Per anni la Grecia fu inserita nella rete europea di movimentazione degli equidi destinati alla macellazione, con l'Italia tra le destinazioni documentate.
Contemporaneamente, in Puglia esisteva una consistente attività commerciale legata ai cavalli da macello.
E nel 2020 la Grecia decise di interrompere legalmente la propria partecipazione a quella filiera attraverso il divieto di macellazione e di esportazione per la macellazione.
UNA STORIA CHE MERITA DI ESSERE RICORDATA
La vicenda è interessante anche perché racconta come possa cambiare nel tempo ciò che una società considera normale.
Negli anni Settanta, il commercio di centinaia di cavalli da macello alla settimana poteva essere un'attività economica.
Nel 2013 la stampa greca descriveva ancora una rete di esportazione di equidi verso i macelli europei.
Nel 2020 la Grecia ha scelto di vietare per legge la macellazione e l'esportazione degli equidi destinati a quel mercato.
Una stessa filiera, osservata attraverso tre momenti storici diversi.
Ed è proprio questo che rende importante conservare le testimonianze.
Perché la storia degli animali non passa soltanto attraverso le leggi che li proteggono.
Passa anche attraverso i commerci, i porti, i camion, i macelli, le famiglie che lavoravano in quel settore e le persone che, a un certo punto, hanno deciso di cambiare quelle regole.
La storia dei cavalli greci arrivati in Italia è una di queste.
E il Salento ne conserva ancora le tracce.
FONTI E APPROFONDIMENTI
Legge greca 4711/2020 – articolo 17
La norma che vieta l'allevamento, l'utilizzo e l'esportazione di equidi destinati alla produzione di carne, pelle, cuoio e altri prodotti.
Ippothesis – Panhellenic Equine Welfare Society
L'associazione greca ricostruisce la propria attività e indica il 2020 come l'anno nel quale fu ottenuto il divieto di macellazione e di esportazione degli equidi destinati alla macellazione.
Proto Thema, 2 marzo 2013 – “Κι όμως κάνουμε και ‘εξαγωγές’ αλόγων”
Inchiesta della stampa greca sulla Grecia come snodo della movimentazione di equidi verso i macelli di Italia e Francia.
Gitanistan – Lo Stato immaginario delle famiglie Rom-Salentine
Documentario di Pierluigi De Donno e Claudio “Cavallo” Giagnotti. La scheda ufficiale riporta che negli anni Settanta la famiglia Rinaldi commerciava in Puglia circa 300 cavalli da macello alla settimana.
I Wonder Pictures – scheda ufficiale di Gitanistan
Informazioni sul documentario, sulla famiglia Rinaldi e sul commercio dei cavalli da macello in Puglia.
Associazione 21 Luglio – materiali sul film Gitanistan
Documentazione sulla produzione del film e sui contributi di Fondazione Apulia Film Commission, Cineteca di Bologna e Regione Emilia-Romagna.
