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Giovanni Lindo Ferretti e i cavalli: quando il ritorno alla montagna diventa una scelta di vita

Dopo aver segnato la storia della musica italiana con i CCCP – Fedeli alla Linea, i CSI e i PGR, Giovanni Lindo Ferretti ha scelto un percorso che ha sorpreso molti: lasciare i grandi palcoscenici per tornare a vivere nell'Appennino reggiano, a Cerreto Alpi, il paese dove è nato.

Questo ritorno non rappresenta una fuga dalla modernità, ma una ricerca di continuità con il proprio territorio, le proprie radici e un diverso rapporto con il tempo. In questo progetto di vita il cavallo occupa un posto centrale.

Il cavallo come compagno di cammino

Per Ferretti il cavallo non è un semplice animale da allevamento né uno strumento sportivo. È un compagno di viaggio, un essere vivente con cui instaurare una relazione fondata su rispetto, fiducia e responsabilità.

Nel suo allevamento sull'Appennino tosco-emiliano ha contribuito alla valorizzazione delle razze locali e alla riscoperta del viaggio a cavallo come esperienza lenta, capace di riconnettere la persona con il paesaggio e con il ritmo della natura.

Le carovane equestri organizzate negli anni rappresentano una proposta culturale prima ancora che turistica: attraversare il territorio senza fretta, lasciandosi guidare dal passo del cavallo.

Una scelta controcorrente

In un'epoca dominata dalla velocità, dall'efficienza e dalla tecnologia, la scelta di Ferretti assume anche un significato simbolico.

Vivere con i cavalli significa accettare i tempi della natura, dedicare attenzione quotidiana agli animali e riscoprire una dimensione fatta di lavoro, silenzio e responsabilità.

Il cavallo diventa così il simbolo di una diversa idea di progresso, nella quale il rapporto con gli animali non è basato sul consumo o sulla prestazione, ma sulla convivenza.

Spiritualità e tradizione

Dopo il ritorno alla fede cattolica, Ferretti ha più volte raccontato come la vita in montagna e la presenza costante dei cavalli abbiano contribuito alla propria trasformazione personale.

Nei suoi libri, negli spettacoli teatrali e nelle numerose interviste emerge spesso il valore spirituale del rapporto con questi animali, considerati capaci di insegnare disciplina, misura e attenzione verso il mondo vivente.

Per Ferretti il cavallo non rappresenta un mezzo per affermare il dominio umano sulla natura, ma un interlocutore con cui condividere un percorso.

Il cavallo nella produzione artistica

Anche la produzione artistica più recente riflette questa evoluzione.

Libri come Reduce e numerosi interventi pubblici raccontano il ritorno all'Appennino, la vita rurale e la presenza quotidiana dei cavalli come elementi che hanno modificato profondamente il suo modo di guardare il mondo.

La musica, la scrittura e la vita con gli animali diventano così aspetti di una stessa ricerca di autenticità.

Un messaggio ancora attuale

In un periodo storico nel quale il rapporto tra persone e animali viene spesso ridotto a consumo, spettacolo o prestazione, l'esperienza di Giovanni Lindo Ferretti offre una prospettiva diversa.

Il cavallo diventa simbolo di lentezza, memoria, responsabilità e appartenenza al territorio. Non un ritorno nostalgico al passato, ma una riflessione sul modo in cui desideriamo vivere il presente e costruire il futuro.

Forse è proprio questa la lezione più significativa che emerge dalla sua esperienza: il rapporto con i cavalli può ancora insegnare qualcosa sulla libertà, sulla misura e sulla capacità di abitare il mondo con maggiore consapevolezza.

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