La cultura Yamnaya, o cultura di Jamna, occupò tra il IV e il III millennio a.C. una vasta area delle steppe pontico-caspiche, tra il Mar Nero, il Mar d'Azov, il basso Volga e le regioni circostanti.
Per molto tempo gli Yamnaya sono stati descritti come una delle prime popolazioni ad avere sviluppato una mobilità basata sull'associazione tra allevamento, carri e cavalli. Questa interpretazione ha avuto un ruolo importante anche nelle ricostruzioni della diffusione delle popolazioni delle steppe verso l'Europa.
Le ricerche archeologiche, antropologiche e soprattutto archeogenetiche più recenti hanno però reso il quadro molto più complesso.
Oggi è importante distinguere tra la presenza del cavallo, la sua domesticazione, l'eventuale uso come animale da latte, l'equitazione e l'impiego per trainare veicoli. Sono fenomeni diversi e non possono essere considerati automaticamente equivalenti.
Gli Yamnaya utilizzavano carri e carri a quattro ruote
Su questo punto l'evidenza archeologica è solida.
Nelle sepolture associate alla cultura Yamnaya sono stati rinvenuti veicoli a ruote, compresi carri e carri a quattro ruote. Questi veicoli appartengono alla più ampia diffusione dei trasporti su ruota nelle steppe durante il IV e il III millennio a.C.
La funzione dei carri era particolarmente importante per comunità pastorali che si muovevano in territori vasti. Un veicolo poteva trasportare persone, materiali e provviste e contribuire alla mobilità di gruppi che vivevano in un ambiente nel quale gli spostamenti stagionali avevano un ruolo significativo.
Ma il fatto che gli Yamnaya disponessero di veicoli a ruote non dimostra che questi fossero trainati da cavalli.
Le evidenze disponibili indicano infatti che i primi carri Yamnaya erano verosimilmente trainati soprattutto da bovini. L'impiego dei bovini come animali da trazione è coerente con altre evidenze archeologiche del periodo e con il ruolo centrale del bestiame nell'economia delle popolazioni delle steppe.
E i cavalli?
Qui la questione diventa molto più interessante.
Gli Yamnaya avevano certamente un rapporto con i cavalli. Resti equini sono presenti in contesti archeologici della prima età del Bronzo e sono state individuate anche evidenze biomolecolari compatibili con il consumo di latte di cavalla in individui delle steppe.
Uno studio pubblicato su Nature nel 2021 aveva già individuato proteine del latte equino nel tartaro dentale di individui della steppa e aveva interpretato questi risultati come un'indicazione della presenza di cavalli domestici nella regione durante la prima età del Bronzo. Gli stessi autori, tuttavia, sottolineavano che questi dati non permettevano di stabilire se i cavalli fossero utilizzati per cavalcare o per la trazione.
Questa distinzione è fondamentale.
Un cavallo domestico non è necessariamente un cavallo da sella e la presenza di un cavallo in una società non dimostra automaticamente che quel cavallo trainasse un carro.
Gli Yamnaya cavalcavano?
Nel 2023 uno studio pubblicato su Science Advances ha fornito la prima evidenza bioantropologica considerata compatibile con l'equitazione in individui Yamnaya.
I ricercatori hanno analizzato cinque individui datati tra circa il 3021 e il 2501 a.C., provenienti da sepolture in Romania, Bulgaria e Ungheria. Le modificazioni osservate nello scheletro sono state interpretate come compatibili con attività di equitazione.
Questo risultato è importante perché sposta la discussione dal semplice ritrovamento di resti equini all'analisi diretta del corpo umano.
Ma anche questa evidenza deve essere interpretata con cautela: dimostrare che alcune persone cavalcavano non significa dimostrare che l'intera società Yamnaya utilizzasse abitualmente cavalli per il trasporto, né che i carri fossero trainati da cavalli.
La svolta degli studi genetici
La ricerca più recente ha modificato in modo significativo il quadro.
Nel 2024 un grande studio pubblicato su Nature ha analizzato 475 genomi di cavalli antichi e ha individuato un passaggio decisivo intorno al 2200 a.C., quando la linea genetica dei moderni cavalli domestici iniziò a diffondersi rapidamente attraverso l'Eurasia.
Gli autori collegano questa trasformazione all'affermazione della mobilità basata sul cavallo su larga scala e concludono che essa avvenne più tardi rispetto alla tradizionale associazione tra espansione Yamnaya e diffusione della mobilità equestre.
Lo studio mette quindi in discussione una ricostruzione molto diffusa: quella secondo cui l'espansione Yamnaya in Europa, intorno al 3000 a.C., sarebbe stata resa possibile da grandi mandrie di cavalli domestici utilizzate sistematicamente per la mobilità.
Non significa che nessun individuo Yamnaya cavalcasse.
Significa che non abbiamo motivo sufficiente per attribuire agli Yamnaya una vera e propria società equestre nel senso che assumerà successivamente la mobilità a cavallo.
Carri trainati da cavalli: attenzione alla cronologia
Anche la tecnologia dei veicoli deve essere distinta.
I carri Yamnaya appartengono a una fase molto antica della storia dei veicoli a ruote e sono generalmente associati alla trazione animale, in particolare bovina.
I primi carri leggeri a due ruote con ruote a raggi, associati inequivocabilmente a cavalli domestici e a un nuovo sistema di controllo dell'animale, compaiono invece successivamente nel complesso Sintashta, intorno al 2000–1800 a.C.
Le evidenze archeologiche e genetiche convergono quindi verso una sequenza nella quale:
i veicoli a ruote compaiono prima della piena affermazione della mobilità equestre;
i bovini svolgono un ruolo importante nella trazione dei primi carri delle steppe;
il rapporto degli Yamnaya con i cavalli era già significativo, ma non equivale automaticamente all'uso sistematico del cavallo per la trazione;
la mobilità equestre su larga scala si afferma più tardi, soprattutto nel II millennio a.C.
Perché questa distinzione è importante
La storia del cavallo domestico non può essere ridotta alla semplice formula "il cavallo fu domesticato e subito utilizzato per cavalcare e trainare carri".
La domesticazione è un processo.
Anche l'integrazione del cavallo nelle società umane è un processo: può comprendere inizialmente la gestione degli animali, il consumo del latte, l'allevamento, l'uso rituale e solo successivamente forme più intensive di trasporto e mobilità.
La grande trasformazione documentata geneticamente intorno al 2200 a.C. suggerisce proprio che la diffusione dei moderni cavalli domestici e della mobilità equestre rappresentò una fase successiva rispetto alle prime forme di gestione del cavallo.
Una nuova lettura degli Yamnaya
Gli Yamnaya furono quindi protagonisti di una trasformazione fondamentale delle società delle steppe, ma non è necessario attribuire loro ogni innovazione successiva legata al cavallo.
Il loro sistema di mobilità combinava allevamento, spostamenti stagionali e trasporto su ruota. I carri potevano essere trainati da bovini, mentre il rapporto con i cavalli era già in evoluzione.
Le evidenze bioantropologiche indicano inoltre che almeno alcune persone Yamnaya potrebbero aver praticato l'equitazione.
La ricerca più recente invita quindi a sostituire l'immagine dello "Yamnaya cavaliere che attraversa l'Europa con carri trainati da cavalli" con una ricostruzione più articolata: carri a trazione animale, soprattutto bovina, e un rapporto crescente con il cavallo che precede la successiva affermazione della mobilità equestre su larga scala.
È una differenza apparentemente sottile, ma fondamentale per ricostruire correttamente la storia del cavallo e del suo rapporto con le società umane.
Cosa sappiamo oggi
La ricerca attuale permette di distinguere almeno quattro questioni:
Carri Yamnaya: sì, sono documentati archeologicamente.
Trazione dei carri: le evidenze indicano soprattutto bovini nei primi sistemi di trasporto delle steppe.
Cavalli e Yamnaya: il rapporto con i cavalli è documentato e comprende probabilmente forme di gestione e, in alcuni casi, l'uso del latte.
Equitazione: esistono evidenze bioantropologiche compatibili con l'equitazione in alcuni individui Yamnaya, ma ciò non equivale a una società già fondata sulla mobilità equestre.
La grande diffusione dei cavalli domestici moderni e della mobilità basata sul cavallo appare invece associata a una fase successiva, intorno al 2200 a.C.
Fonti scientifiche
Tra i principali studi che hanno contribuito a modificare il quadro vi sono:
Librado P. et al., The origins and spread of domestic horses from the Western Eurasian steppes, Nature, 2021.
Wilkin S. et al., Dairying enabled Early Bronze Age Yamnaya steppe expansions, Nature, 2021.
Trautmann M. et al., First bioanthropological evidence for Yamnaya horsemanship, Science Advances, 2023.
Librado P. et al., Widespread horse-based mobility arose around 2200 bce in Eurasia, Nature, 2024.
Taylor W. T., studi sulla cronologia della domesticazione e dell'impiego del cavallo.
In sintesi
La vecchia interpretazione secondo cui gli Yamnaya avrebbero semplicemente "inventato il carro trainato da cavalli" non riflette più lo stato attuale della ricerca.
Gli Yamnaya utilizzavano veicoli a ruote e avevano un rapporto significativo con i cavalli. Alcuni individui potrebbero averli cavalcati già nel III millennio a.C. Ma le prove più recenti indicano che la vera diffusione della mobilità equestre basata sulla moderna linea dei cavalli domestici avvenne più tardi, intorno al 2200 a.C.
La storia è quindi più complessa — e proprio per questo più interessante.
