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I Sacha e il cavallo Yakuto: vivere con i cavalli nel luogo abitato più freddo della Terra

Nell'estremo nord-est della Siberia si estende la Repubblica di Sacha (Jacuzia), il più vasto soggetto federale della Federazione Russa. Con oltre 3 milioni di chilometri quadrati, ha una superficie quasi dieci volte quella dell'Italia, ma una popolazione inferiore al milione di abitanti.

Qui si registrano alcune delle temperature più basse mai rilevate in aree stabilmente abitate: durante l'inverno si possono raggiungere -60 °C, mentre in estate il termometro può superare i 30 °C, con un'escursione termica tra le più elevate del pianeta.

Il popolo indigeno della regione si chiama Sacha (o Sakha). Il termine Yakuto deriva invece dalla denominazione russa Yakut ed è quello con cui il popolo è diventato noto all'esterno.

Un territorio immenso

La Jacuzia è ricoperta in gran parte da immense foreste di conifere (taiga), tundra e zone di permafrost permanente. Oltre alla caccia, alla pesca e all'allevamento tradizionale, il territorio possiede enormi risorse minerarie, tra cui diamanti, oro, carbone, gas naturale e petrolio.

Oggi convivono nella repubblica popolazioni di origine russa, ucraina e numerosi gruppi indigeni, tra cui Sacha, Eveni, Evenchi, Čukči e Jukaghiri.

Le origini del popolo Sacha

Le origini dei Sacha sono ancora oggetto di studio. Le ricostruzioni storiche indicano che gli antenati di questo popolo provenissero dall'Asia centrale, probabilmente dall'area attorno al lago Baikal e dalla Mongolia settentrionale.

Tra il XIII e il XIV secolo migrarono progressivamente verso nord, forse anche a causa delle profonde trasformazioni politiche avvenute durante l'espansione dell'Impero Mongolo.

Portarono con sé il proprio bene più prezioso: il cavallo.

Nel corso dei secoli, vivendo in uno degli ambienti più estremi del pianeta, sia le persone sia gli animali svilupparono caratteristiche uniche di adattamento al clima artico.

Il cavallo Yakuto

Il cavallo Yakuto (Yakut Horse) è considerato una delle razze equine più resistenti al mondo.

Discende probabilmente da antiche popolazioni equine della steppa asiatica che, isolate per secoli nella Siberia nord-orientale, hanno sviluppato caratteristiche morfologiche e fisiologiche straordinarie.

È un cavallo di piccola statura, generalmente tra 135 e 145 centimetri al garrese, con corpo compatto, arti robusti e zoccoli estremamente resistenti.

Durante l'inverno sviluppa un mantello eccezionalmente folto che può raggiungere oltre dieci centimetri di lunghezza. La pelle è più spessa rispetto a quella della maggior parte delle altre razze e uno spesso strato di grasso sottocutaneo contribuisce a limitare la dispersione del calore.

Sopravvivere a -60 °C

Ciò che rende davvero eccezionale il cavallo Yakuto è la capacità di vivere all'aperto durante tutto l'anno.

Non viene normalmente ricoverato in scuderia e trascorre anche gli otto mesi invernali pascolando in libertà.

Con gli zoccoli rompe la neve per raggiungere l'erba secca sottostante, comportamento noto come tebenevka, comune anche in altre razze adattate alle steppe fredde.

Il metabolismo rallenta durante i mesi più rigidi, riducendo il consumo energetico. Non si tratta di una vera ibernazione, ma di un importante adattamento fisiologico che consente all'organismo di affrontare il lungo inverno.

Questi cavalli sono inoltre molto longevi e possono vivere mediamente 25-30 anni.

Alimentazione

L'alimentazione è costituita quasi esclusivamente dal pascolo naturale.

Durante l'inverno gli animali scavano autonomamente sotto la neve alla ricerca della vegetazione.

Gli esemplari utilizzati quotidianamente per il lavoro ricevono spesso integrazioni di fieno nei periodi più difficili.

In alcune aree sono documentate integrazioni alimentari con prodotti di origine animale o con pesce, pratica legata alle tradizioni locali e alla disponibilità di risorse durante l'inverno, ma la loro dieta resta prevalentemente erbivora.

Un compagno indispensabile

Per i Sacha il cavallo non è soltanto un mezzo di trasporto.

Per secoli ha rappresentato la principale risorsa economica della famiglia.

Viene utilizzato:

  • per la sella;

  • per il traino delle slitte;

  • come animale da latte;

  • come animale da carne;

  • nelle feste tradizionali;

  • nelle celebrazioni culturali e religiose.

Ancora oggi il cavallo occupa un posto centrale nell'identità culturale della popolazione.

Latte, carne e artigianato

La cucina tradizionale sacha utilizza ampiamente i prodotti derivati dal cavallo.

Il più noto è il kumis, bevanda fermentata ottenuta dal latte di giumenta, diffusa in gran parte delle popolazioni delle steppe asiatiche.

La carne equina è considerata un alimento pregiato e viene consumata in numerose preparazioni tradizionali.

Anche pelle e crini trovano impiego nella produzione artigianale.

Con le pelli si realizzano tappeti, mantelli, scarpe e altri oggetti d'uso quotidiano.

I crini vengono intrecciati per produrre corde, tessuti e decorazioni.

In un ambiente dove per secoli ogni risorsa era preziosa, praticamente nulla dell'animale veniva sprecato.

Allevamento

Gli allevamenti sono generalmente estensivi.

Le mandrie vivono libere per gran parte dell'anno e richiedono un intervento umano limitato.

Nel tempo si sono sviluppati diversi ecotipi regionali, con differenze nella taglia, nella conformazione e nelle attitudini produttive, adattati alle differenti condizioni climatiche della Jacuzia.

Sport e tradizioni

I cavalli Yakuti partecipano ancora oggi a feste popolari, manifestazioni culturali e competizioni tradizionali.

Sono inoltre impiegati per lunghi spostamenti nelle aree rurali, dove neve, ghiaccio e assenza di strade rendono ancora indispensabile il loro utilizzo.

Quanto costa un cavallo Yakuto?

Al di fuori della Russia questa razza è rarissima.

La maggior parte degli esemplari resta infatti nella propria area d'origine, dove rappresenta un patrimonio genetico e culturale di grande valore.

Quando disponibile sul mercato locale, un cavallo adulto può costare intorno agli 80.000 rubli, mentre un puledro può essere acquistato a partire da circa 60.000 rubli, valori naturalmente variabili in base all'età, al sesso e all'attitudine dell'animale.

Un patrimonio culturale vivente

Il cavallo Yakuto non è soltanto una razza resistente al freddo.

Rappresenta il risultato di oltre sette secoli di coevoluzione tra esseri umani, animali e uno degli ambienti più ostili del pianeta.

Senza questi cavalli, il popolamento stabile della Jacuzia sarebbe stato probabilmente molto più difficile.

Ancora oggi il cavallo continua a essere uno dei simboli più forti dell'identità del popolo Sacha, testimone di un rapporto con gli equidi costruito sulla capacità reciproca di adattarsi a un territorio estremo.

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