Quando si pensa a Maria Antonietta, l'ultima regina di Francia prima della Rivoluzione, vengono subito in mente Versailles, gli abiti sontuosi e il Petit Trianon. Più raramente si ricorda il suo rapporto con i cavalli, che accompagnò tutta la sua vita, dall'adolescenza alla tragica fine.
Per la sovrana i cavalli non erano soltanto un simbolo di prestigio. Erano anche uno dei pochi strumenti attraverso cui poteva allontanarsi, almeno per qualche ora, dall'etichetta soffocante della corte.
L'educazione di un'arciduchessa
Maria Antonietta nacque a Vienna nel 1755, figlia dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria.
Come tutte le principesse degli Asburgo ricevette un'educazione che comprendeva musica, danza e lingue, ma anche l'equitazione.
Andare a cavallo era infatti una competenza indispensabile per una futura sovrana, sia per partecipare alle cerimonie ufficiali sia per prendere parte alle grandi cacce organizzate dalle corti europee.
Versailles e i cavalli
Dopo il matrimonio con il futuro Luigi XVI e il trasferimento a Versailles, i cavalli entrarono ancora di più nella sua vita quotidiana.
La corte francese disponeva di una delle più grandi organizzazioni equestri d'Europa.
Le Scuderie Reali ospitavano centinaia di cavalli destinati alle carrozze, alle parate militari, alle battute di caccia e ai viaggi della famiglia reale.
Ogni uscita della regina richiedeva un'imponente organizzazione, con cocchieri, scudieri, cavalieri e personale addetto agli animali.
Le cavalcate al Petit Trianon
Il luogo che Maria Antonietta amava più di ogni altro era il Petit Trianon, ricevuto in dono da Luigi XVI.
Qui poteva sottrarsi almeno in parte alla rigidissima etichetta di Versailles.
Passeggiare a cavallo nei giardini e nei boschi circostanti rappresentava uno dei momenti di maggiore serenità della sua giornata.
La natura e gli animali contribuivano a creare un ambiente molto diverso dalla vita ufficiale della corte.
La passione per la caccia
Come gran parte dell'aristocrazia del XVIII secolo, anche Maria Antonietta partecipò ad alcune battute di caccia.
La caccia reale costituiva uno degli eventi più importanti della vita di corte e rappresentava molto più di un semplice passatempo.
Era un rito sociale e politico nel quale il cavallo occupava un ruolo centrale.
Pur non raggiungendo la fama equestre di figure come Elisabetta d'Austria o Diana di Poitiers, la regina era considerata una buona cavallerizza.
Il cavallo come simbolo del potere
Nel Settecento il cavallo era uno dei principali simboli della monarchia.
Le carrozze reali, le parate e le cerimonie ufficiali esibivano splendidi cavalli accuratamente selezionati.
La magnificenza delle scuderie di Versailles contribuiva a rappresentare la ricchezza e la forza della corona francese.
Per questo motivo il cavallo compare frequentemente nei dipinti, nelle incisioni e nelle celebrazioni dedicate a Maria Antonietta.
Dalla gloria alla Rivoluzione
Con lo scoppio della Rivoluzione francese il mondo delle grandi scuderie reali scomparve rapidamente.
Molti cavalli della Corona vennero requisiti, venduti o destinati agli eserciti rivoluzionari.
Anche le sontuose carrozze della famiglia reale divennero simboli di un potere ormai destinato a tramontare.
Maria Antonietta venne arrestata nel 1792 e l'anno successivo fu condannata a morte.
Con lei si concluse un'epoca nella quale il cavallo rappresentava uno degli strumenti più evidenti del prestigio monarchico europeo.
Un'eredità ancora visibile
Visitando oggi Versailles è ancora possibile ammirare le Grandes Écuries e le Petites Écuries, testimonianza dell'enorme importanza che il cavallo rivestiva nella corte francese.
La storia di Maria Antonietta ricorda come, nel XVIII secolo, l'equitazione fosse parte integrante della vita delle grandi famiglie regnanti europee.
Per la regina i cavalli furono insieme mezzo di rappresentanza, strumento di svago e occasione per ritrovare, almeno per qualche ora, una libertà che la vita di corte le concedeva sempre più raramente.
Curiosità
Maria Antonietta imparò a cavalcare durante l'infanzia alla corte degli Asburgo.
Frequentava abitualmente il Petit Trianon, dove amava passeggiare nella natura.
Le Scuderie Reali di Versailles ospitavano centinaia di cavalli.
Il cavallo era uno dei principali simboli del prestigio della monarchia francese nel XVIII secolo.
