Chi vive con un cavallo prima o poi assiste a una scena curiosa: l'animale solleva il labbro superiore, mostra gli incisivi, allunga il collo e assume un'espressione che ricorda un sorriso o addirittura una risata.
Ma i cavalli ridono davvero?
La risposta è no. Almeno non nel significato umano del termine.
Quella buffa smorfia si chiama riflesso di Flehmen ed è un comportamento del tutto naturale, osservabile anche in molte altre specie di mammiferi come bovini, capre, felini e alcuni ungulati selvatici.
Che cos'è il riflesso di Flehmen?
Quando un cavallo esegue il Flehmen solleva il labbro superiore, apre leggermente la bocca e inspira in modo particolare.
Lo scopo non è esprimere un'emozione, ma trasportare molecole odorose verso un organo sensoriale specializzato: l'organo vomeronasale, noto anche come organo di Jacobson.
Questa struttura, situata nella parte anteriore del palato, è specializzata nell'analisi di sostanze chimiche presenti nell'ambiente, in particolare i feromoni.
In pratica, il cavallo sta "annusando meglio".
Quando lo fanno?
Il Flehmen è particolarmente frequente quando un cavallo annusa:
l'urina di un altro cavallo;
le feci;
secrezioni corporee;
una cavalla in estro;
un puledro appena nato;
odori nuovi o particolarmente intensi.
Gli stalloni lo manifestano spesso durante il periodo riproduttivo, ma anche fattrici, castroni e puledri possono eseguire questo comportamento.
Serve solo per la riproduzione?
No.
Per molto tempo si è pensato che il Flehmen fosse quasi esclusivamente legato alla riproduzione.
Oggi sappiamo che il riflesso aiuta il cavallo a raccogliere informazioni chimiche molto più ampie: riconoscere individui, valutare lo stato fisiologico di un altro equide, identificare odori insoliti e acquisire informazioni utili sull'ambiente.
È quindi uno strumento di comunicazione e di esplorazione.
I cavalli provano emozioni?
Sì, i cavalli provano emozioni come paura, curiosità, interesse, frustrazione, piacere e stati di rilassamento.
Tuttavia, il Flehmen non è considerato un'espressione di gioia o divertimento.
Attribuire automaticamente un significato umano a questo comportamento è un esempio di antropomorfismo, cioè l'interpretazione delle azioni degli animali utilizzando categorie emotive tipicamente umane.
Comprendere il comportamento naturale degli equidi significa imparare a interpretarli per ciò che sono, senza trasformare ogni espressione in un sorriso o in una risata.
Una smorfia che racconta molto
Anche se non stanno ridendo, quando un cavallo esegue il Flehmen ci sta comunicando qualcosa di interessante: ha percepito un odore che merita un'analisi più approfondita.
Quella che ai nostri occhi appare come una buffa espressione è in realtà uno straordinario adattamento evolutivo che permette agli equidi di raccogliere informazioni preziose sull'ambiente e sugli altri animali.
La prossima volta che vedrai un cavallo "sorridere", saprai che non sta raccontando una barzelletta: sta semplicemente usando uno dei suoi sensi più sofisticati.
