Catania è una città in cui il cavallo appartiene da secoli alla storia, alla cultura e alle tradizioni popolari. Non sorprende quindi che anche tra i racconti più misteriosi della città compaia un cavallo, questa volta decisamente meno rassicurante.
La leggenda del cavallo senza testa di Via Crociferi è una delle storie più suggestive della tradizione catanese e si inserisce perfettamente nel patrimonio di racconti legati alla Catania notturna e misteriosa.
Via Crociferi, oggi una delle strade barocche più celebri della città, nel Settecento era frequentata da numerose famiglie nobili. Secondo la tradizione, alcuni nobili che vi abitavano erano soliti incontrarsi durante la notte per conversazioni riservate, intrighi amorosi o cospirazioni private.
Per evitare occhi indiscreti sarebbe quindi stata diffusa una voce destinata a tenere lontani i curiosi: dopo il tramonto, lungo la strada avrebbe vagato un cavallo senza testa.
Una storia abbastanza inquietante da scoraggiare chiunque dall'avventurarsi nella zona durante le ore notturne.
Ma, secondo la leggenda, un giovane decise di sfidare il misterioso animale.
Scommise con alcuni amici che avrebbe raggiunto Via Crociferi nel cuore della notte e, come prova del proprio coraggio, avrebbe piantato un grosso chiodo sotto l'Arco delle Monache Benedettine, la cui costruzione è tradizionalmente fatta risalire al 1704.
Il giovane riuscì nell'impresa.
Piantò il chiodo e si preparò a tornare dagli amici, convinto di aver dimostrato che la storia del cavallo senza testa non era altro che una leggenda.
Ma qualcosa andò storto.
Nella concitazione del momento, il giovane non si sarebbe accorto di aver fissato al muro, insieme al chiodo, anche un lembo del proprio mantello.
Quando cercò di allontanarsi, sentì improvvisamente qualcosa trattenerlo.
Una mano invisibile?
Il cavallo senza testa?
Per il giovane non ci fu differenza.
Convinto di essere stato raggiunto dalla creatura della leggenda, fu preso dal terrore e morì dalla paura.
La scommessa era stata vinta.
Ma il prezzo, secondo il racconto popolare, fu altissimo.
Ancora oggi la leggenda indica proprio quel punto di Via Crociferi come il luogo in cui sarebbe rimasta la traccia del chiodo.
Naturalmente non sappiamo quanto ci sia di storico e quanto appartenga alla tradizione orale. È proprio questo, però, il fascino delle leggende: nel corso dei secoli realtà, paura, superstizione e immaginazione finiscono per sovrapporsi.
E nel caso del cavallo senza testa c'è anche un elemento particolarmente curioso.
Il cavallo, animale profondamente presente nella cultura siciliana, diventa qui una figura del mistero, utilizzata per trasformare una strada cittadina in uno spazio da evitare dopo il tramonto.
Oggi Via Crociferi è una delle mete più conosciute della Catania monumentale e viene inserita anche nei percorsi dedicati alla Catania esoterica e dei misteri.
Di giorno si ammirano chiese, monasteri e architetture barocche.
Di notte, invece, la fantasia può ancora riportare in vita quel cavallo senza testa che, secondo la leggenda, avrebbe attraversato la strada per tenere lontani gli occhi indiscreti.
E forse è proprio questo il destino delle buone leggende: non hanno bisogno di essere vere per continuare a raccontare qualcosa della città che le ha create.
