Una guida ai musei italiani dedicati al cavallo, alla cavalleria, alle tradizioni equestri e al rapporto tra equidi, persone e territorio
Il cavallo non appartiene soltanto alla storia dell'equitazione.
Per migliaia di anni gli equidi hanno attraversato la storia delle società umane, entrando nella vita quotidiana, nell'agricoltura, nei trasporti, nelle guerre, nelle tradizioni religiose e popolari, nell'artigianato e, più recentemente, nello sport e nella cultura.
Questa storia è conservata anche nei musei.
In Italia esistono diverse realtà che hanno dedicato al cavallo interi percorsi espositivi oppure importanti collezioni, raccontandone la storia da prospettive molto diverse: archeologica, antropologica, militare, artistica, etnografica e persino ludica.
Non sono tutti musei dello stesso tipo. Alcuni raccontano il cavallo all'interno della storia di un territorio; altri documentano la cavalleria e l'equitazione; altri ancora conservano collezioni dedicate a una particolare popolazione equina o alla rappresentazione del cavallo nella cultura materiale.
Questa guida raccoglie alcune delle principali realtà italiane.
Lazio — Blera: “Il cavallo e l'uomo”
A Blera, in provincia di Viterbo, il Museo Civico “Gustavo VI Adolfo di Svezia” ospita la sezione demo-etno-antropologica “Il cavallo e l'uomo”, inaugurata nel 2002.
Il percorso nasce dalla collaborazione tra archeologi e antropologi con l'obiettivo di documentare il rapporto storico tra cavallo, persone e territorio nella Maremma Laziale.
Il museo segue questo rapporto attraverso due grandi percorsi.
La parte archeologica racconta l'evoluzione del cavallo, la domesticazione, la sua diffusione in Italia e il ruolo degli equini nella preistoria e nella protostoria, compresi gli aspetti funerari e rituali.
La parte demo-etno-antropologica conduce invece nella Maremma moderna e contemporanea, con particolare attenzione alla cultura dei butteri, al lavoro con il bestiame, alla produzione di selle e finimenti, alla doma, alla marcatura del bestiame e alle tradizioni popolari.
Nell'area esterna sono stati inoltre ricostruiti ambienti tradizionali come la stalla, l'abbeveratoio, la bottega del maniscalco, il tondino e una capanna maremmana.
Il museo è oggi visitabile gratuitamente dal venerdì alla domenica.
Museo Civico “Gustavo VI Adolfo di Svezia” – Sezione “Il cavallo e l'uomo”
Via Umberto I, 54 – Blera (VT)
Sardegna — Pozzomaggiore: il Museo del Cavallo
A Pozzomaggiore, in provincia di Sassari, il Museo del Cavallo è una delle realtà italiane più specificamente dedicate a questo tema.
Inaugurato nel 2004, occupa gli spazi di un antico convento degli Agostiniani, successivamente utilizzato anche come caserma dei Carabinieri a cavallo.
Il percorso museale si sviluppa su più ambienti e affronta il cavallo da una prospettiva storica, antropologica ed etnografica. Le collezioni documentano il ruolo dell'equide nel lavoro tradizionale, nello sport e nella cultura locale, con particolare attenzione anche agli oggetti realizzati attraverso l'artigianato e il lavoro femminile.
Una parte importante è costituita dalla Collezione Gustavo Pesarin, che comprende oltre 200 reperti tra frammenti architettonici, stampe, disegni e ceramiche legati al tema del cavallo.
Il museo è strettamente legato al territorio e alla tradizione equestre sarda.
Attenzione: al momento della pubblicazione risulta temporaneamente chiuso per lavori di ristrutturazione. Il Comune ha comunque continuato nel 2026 a occuparsi della gestione e valorizzazione della struttura, quindi è una realtà da tenere sotto osservazione per la riapertura.
Museo del Cavallo
Piazza Convento – Pozzomaggiore (SS)
Sardegna — Genoni: il Cavallino della Giara
A Genoni, nell'Oristanese, si trova il Civico Museo del Cavallo della Giara, dedicato al particolare patrimonio equino dell'altopiano della Giara.
È un museo diverso da quelli dedicati genericamente alla storia del cavallo: qui il protagonista è il cavallino della Giara, strettamente legato all'ambiente, alla storia e alla cultura della Sardegna.
Il museo può essere inserito all'interno di un percorso più ampio che comprende anche il Museo PARC, la cava fossilifera di Duidduru e altri luoghi del territorio. Il Ministero della Cultura ha documentato il percorso museale e le attività dedicate alla conoscenza del patrimonio di Genoni.
È quindi particolarmente interessante per comprendere come un equide possa diventare parte integrante del patrimonio naturale e culturale di un territorio.
Civico Museo del Cavallo della Giara
Via Chiesa, 79 – Genoni (OR)
Piemonte — Pinerolo: il Museo Storico dell'Arma di Cavalleria
A Pinerolo, storica “culla della cavalleria” italiana, si trova il Museo Storico dell'Arma di Cavalleria.
È una realtà diversa dai musei etnografici di Blera e Pozzomaggiore: il suo focus è la storia della cavalleria militare.
Le collezioni comprendono cimeli, armi, stendardi, bardature e uniformi dei corpi di cavalleria degli Stati italiani dal Cinquecento ai giorni nostri.
Il percorso racconta inoltre la storia della Scuola Militare di Cavalleria, mentre la struttura conserva anche un archivio storico, un archivio fotografico e cinematografico e una biblioteca.
È un luogo particolarmente interessante per chi vuole approfondire la storia dell'equitazione militare, dell'addestramento e dell'impiego del cavallo nelle forze armate.
Il museo è attualmente visitabile in determinati giorni e offre anche visite guidate per gruppi su prenotazione.
Museo Storico dell'Arma di Cavalleria
Viale Giolitti, 5 – Pinerolo (TO)
Calabria — Bisignano: il Museo del Cavallo
A Bisignano, in provincia di Cosenza, si trova un vero e proprio Museo del Cavallo, nato in un territorio caratterizzato da una lunga tradizione di allevamento equino.
La struttura è stata progettata tra il 2002 e il 2005 dall'architetto Marcello Guido ed è stata inserita dal Ministero della Cultura nel Censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi.
La nascita del museo è legata anche alla volontà di conservare ed esporre due carrozze ottocentesche appartenute a una famiglia locale.
L'edificio stesso è quindi parte della storia del museo: il progetto recupera un'area storica legata all'antico monastero domenicano e integra nel complesso anche una cisterna sotterranea ritrovata durante i lavori.
È un esempio interessante di come il tema del cavallo possa diventare anche occasione di recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico.
Museo del Cavallo
Viale Punto Piemonte, 77-81 – Bisignano (CS)
Prima della visita è opportuno verificare direttamente con il Comune le modalità di apertura e accesso.
Lazio — Paliano: Horse Museum Foundation
A Paliano, in provincia di Frosinone, opera la Horse Museum Foundation, realtà privata nata nel 2019 dopo un lungo percorso di collezionismo dedicato al cavallo.
La Fondazione dichiara una collezione di oltre 1.000 pezzi e sviluppa attività espositive e culturali in Italia e all'estero. La sua missione comprende la divulgazione della cultura del cavallo attraverso arte, cultura e attività educative.
È una realtà particolarmente interessante perché amplia il concetto di “museo del cavallo” oltre la dimensione strettamente storica o etnografica, utilizzando anche l'arte e il collezionismo come strumenti di divulgazione.
La Fondazione organizza inoltre mostre tematiche e iniziative culturali.
Horse Museum Foundation
Paliano (FR)
Per visite e attività è consigliabile consultare preventivamente il sito della Fondazione.
Veneto — Schio: Museo del Cavallo e degli Attrezzi Rurali
A Schio, in provincia di Vicenza, il Museo del Cavallo e degli Attrezzi Rurali raccoglie una consistente collezione dedicata al cavallo e al mondo del lavoro agricolo.
La raccolta comprende circa 600 oggetti, 86 stampe dedicate alle razze equine, libri e numerosi pannelli esplicativi.
Il museo permette quindi di osservare il cavallo non soltanto come soggetto storico o sportivo, ma nel contesto concreto degli strumenti e delle attività rurali che ne hanno caratterizzato l'impiego.
Attenzione: la scheda del Ministero della Cultura riporta attualmente la struttura come chiusa, per cui è necessario verificare l'eventuale riapertura prima di programmare una visita.
Museo del Cavallo e degli Attrezzi Rurali
Via delle Fornaci – Schio (VI)
Lombardia — Grandate: il Museo del Cavallo Giocattolo
Non tutti i musei dedicati al cavallo raccontano animali reali.
A Grandate, in provincia di Como, si trova il Museo del Cavallo Giocattolo, ospitato negli spazi che un tempo erano la scuderia del trottatore Tornese.
Il museo conserva una collezione di oltre 670 cavalli giocattolo, realizzati dal Settecento ai giorni nostri e provenienti da diversi Paesi.
Cavalli a dondolo, a molla, in legno, latta, stoffa e cartapesta raccontano come l'immagine del cavallo sia entrata anche nella cultura dell'infanzia e nel mondo del giocattolo.
Il museo è riconosciuto dal Ministero della Cultura come il primo e, secondo la sua scheda, tuttora unico museo al mondo dedicato al cavallo giocattolo.
L'ingresso è gratuito e il museo organizza attività educative e visite per scuole e famiglie.
Museo del Cavallo Giocattolo
Via Tornese, 10 – Grandate (CO)
Non esiste un solo modo di raccontare il cavallo
Mettere insieme queste realtà permette di osservare qualcosa di interessante.
Il “museo del cavallo” non è una categoria omogenea.
A Blera il cavallo viene raccontato attraverso archeologia, antropologia e cultura rurale.
A Pozzomaggiore attraverso la storia e l'identità equestre sarda.
A Genoni attraverso il rapporto tra una particolare popolazione equina e il proprio ambiente.
A Pinerolo attraverso la storia della cavalleria militare.
A Bisignano attraverso il patrimonio architettonico e la tradizione locale.
A Paliano attraverso arte, collezionismo e divulgazione.
A Schio attraverso il lavoro rurale e gli strumenti della cultura contadina.
A Grandate, infine, attraverso il giocattolo e l'immaginario dell'infanzia.
Sono prospettive diverse, ma tutte contribuiscono a documentare quanto il cavallo sia stato presente nella storia culturale italiana.
Dal passato al presente
Visitare questi musei non significa necessariamente celebrare ogni forma storica di utilizzo del cavallo.
Al contrario, il patrimonio museale permette di osservare con gli occhi del presente pratiche, strumenti e relazioni appartenenti a epoche nelle quali gli equidi avevano funzioni molto diverse da quelle odierne.
Dalla guerra al lavoro agricolo, dal trasporto alla doma, dalla cavalleria alle tradizioni popolari, le collezioni raccontano anche trasformazioni profonde.
È proprio questa distanza storica a rendere i musei importanti: conservare la memoria non significa necessariamente replicare il passato.
Per chi si occupa oggi di tutela degli equidi, questi luoghi possono quindi diventare anche occasioni per comprendere come sia cambiata nel tempo la relazione tra persone, cavalli e territorio.
Una guida in aggiornamento
Questa pagina non vuole essere un elenco definitivo.
In Italia esistono infatti anche musei archeologici, etnografici, militari e territoriali che conservano collezioni significative dedicate agli equidi senza essere formalmente “musei del cavallo”.
Per questo continueremo ad ampliare la guida, verificando anche le realtà locali, le collezioni specializzate e i musei che documentano la storia delle razze equine italiane.
Se conosci un museo italiano dedicato al cavallo o una collezione museale con una significativa sezione sugli equidi, puoi segnalarcelo: lo verificheremo e valuteremo l'inserimento nella guida.
Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
