Chi assiste per la prima volta a una gara di salto ostacoli, dressage o completo potrebbe chiedersi perché gli atleti indossino ancora giacche, stivali alti, camicie e, in alcune discipline, persino la cravatta o lo stock tie.
In un'epoca in cui quasi tutti gli sport privilegiano abbigliamento tecnico e funzionale, l'equitazione continua a mantenere un dress code che affonda le sue radici nella storia.
Un'eredità dell'esercito e della caccia
L'abbigliamento da competizione equestre deriva in gran parte dalle uniformi militari e dagli abiti utilizzati nella caccia alla volpe britannica tra il XVIII e il XIX secolo.
Molti dettagli sono rimasti quasi invariati nel tempo:
giacca da concorso;
stivali alti;
pantaloni chiari;
camicia bianca;
casco che ha sostituito il tradizionale cilindro nelle discipline dove la sicurezza lo richiede.
Questi elementi non sono solo una questione estetica, ma rappresentano un legame con la storia dell'equitazione moderna.
Tradizione o sport?
Uno studio delle ricercatrici Katherine Dashper e Michael St John ha analizzato il significato dell'abbigliamento nelle competizioni equestri.
Secondo la ricerca, molti praticanti considerano questo modo di vestire parte integrante dell'identità dello sport. L'abbigliamento comunica eleganza, disciplina, prestigio e appartenenza a una tradizione che distingue l'equitazione dalla maggior parte delle altre discipline sportive.
Pur accettando innovazioni nei materiali — tessuti tecnici, più leggeri, traspiranti ed elastici — la maggioranza degli intervistati desidera mantenere l'aspetto tradizionale.
Un simbolo di appartenenza
Per molti cavalieri e amazzoni l'abito da gara rappresenta molto più di un semplice equipaggiamento.
Indossarlo significa sentirsi parte della comunità equestre e condividere valori, rituali e tradizioni tramandati da generazioni.
Lo studio suggerisce che il dress code contribuisce a creare una forte identità collettiva, rendendo immediatamente riconoscibile il mondo dell'equitazione.
Ma c'è anche il rovescio della medaglia
Gli autori evidenziano alcuni aspetti critici.
L'abbigliamento da concorso è spesso costoso e può rafforzare l'idea che gli sport equestri siano riservati a persone con elevate disponibilità economiche.
Anche la limitata varietà di modelli e vestibilità può rappresentare un problema, soprattutto per chi non rientra nelle taglie considerate "standard".
Infine, alcuni capi privilegiano ancora l'estetica rispetto alla praticità, nonostante i notevoli progressi dei tessuti tecnici.
Un aspetto sorprendentemente inclusivo
C'è però anche un elemento positivo.
L'equitazione è uno dei pochi sport olimpici in cui persone di sesso diverso competono insieme alle stesse condizioni. Inoltre, non esistono categorie separate tra uomini e donne nelle principali competizioni internazionali.
Il dress code contribuisce a uniformare l'aspetto dei concorrenti, riducendo visivamente molte differenze legate al genere, all'età o all'esperienza agonistica.
Naturalmente, restano visibili le differenze economiche, soprattutto nella qualità dell'abbigliamento e dell'attrezzatura, ma sotto molti altri aspetti l'uniforme equestre tende a mettere tutti sullo stesso piano.
Tradizione e innovazione possono convivere
Oggi l'abbigliamento equestre continua a evolversi.
Le giacche sono sempre più leggere e traspiranti, gli stivali utilizzano materiali innovativi e i caschi offrono livelli di protezione impensabili fino a pochi decenni fa.
La sfida per il futuro sarà trovare un equilibrio tra eleganza, sicurezza, comfort e inclusività, senza perdere quel patrimonio storico che rende l'equitazione immediatamente riconoscibile tra tutti gli sport.
Curiosità
Se oggi vediamo giacche blu, nere o grigie, in origine i colori dell'abbigliamento equestre indicavano spesso il corpo militare di appartenenza o la casata nobiliare del cavaliere. Ancora oggi alcune discipline, come il dressage, conservano dettagli che richiamano direttamente le uniformi dell'Ottocento.
Fonte scientifica
Dashper, K., & St John, M. (2016). Clothes make the rider? Equestrian competition dress and sporting identity. Annals of Leisure Research, 19(2), 235–250. Lo studio analizza il ruolo dell'abbigliamento da competizione nella costruzione dell'identità, della tradizione e dello status sociale negli sport equestri.
Versione open access (PDF):
Clothes make the rider? – PDF completo (Leeds Beckett University)
Pagina della pubblicazione sulla rivista Annals of Leisure Research (DOI):
Scheda dell'articolo su Taylor & Francis
