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Doping equino come reato sportivo: norme, sanzioni e controlli

Quando si parla di doping nei cavalli, spesso si pensa immediatamente al diritto penale. In realtà, nella maggior parte dei casi, la prima conseguenza di una positività riguarda la giustizia sportiva.

Ogni cavallo che partecipa a una competizione ufficiale è soggetto ai regolamenti antidoping della federazione o dell'autorità competente. Se viene rilevata una sostanza vietata o una sostanza regolamentata oltre i limiti consentiti, può essere avviato un procedimento disciplinare indipendentemente dall'eventuale rilevanza penale della vicenda.

Per questo motivo si parla di illecito sportivo.


Cos'è il doping sportivo nei cavalli?

Il doping equino consiste nell'impiego di sostanze o metodi capaci di alterare artificialmente le condizioni fisiologiche del cavallo durante una competizione oppure di mascherare dolore, infiammazione o altre condizioni incompatibili con la gara.

L'obiettivo delle norme antidoping è duplice:

  • garantire la regolarità della competizione;
  • tutelare il benessere dell'animale.

Il cavallo, infatti, non sceglie di assumere una sostanza: ogni decisione ricade sulle persone che lo gestiscono.


Chi giudica una positività?

Dipende dalla competizione.

Negli sport equestri la competenza appartiene agli organi di giustizia della FISE, secondo i regolamenti armonizzati con la FEI.

Nell'ippica la competenza è del MASAF, che gestisce la giustizia sportiva delle corse al trotto e al galoppo.

👉 Approfondimento: Chi controlla il doping nei cavalli? Differenze tra FISE e MASAF


Quali sono le conseguenze disciplinari?

Una positività può comportare:

  • sospensione dell'allenatore;
  • sanzioni economiche;
  • perdita dei premi;
  • squalifica del risultato sportivo;
  • aggravamento della sanzione in caso di recidiva.

I procedimenti prevedono normalmente più gradi di giudizio e la possibilità di impugnare le decisioni.


Reato sportivo e reato penale non sono la stessa cosa

È importante distinguere i due piani.

L'illecito sportivo serve a tutelare la correttezza delle competizioni.

Il reato penale tutela invece interessi previsti dalla legge dello Stato.

Una positività antidoping non comporta automaticamente un procedimento penale.

Tuttavia, in alcune circostanze la somministrazione di sostanze può assumere rilievo anche davanti alla Procura della Repubblica, ad esempio quando emergano possibili profili di maltrattamento animale o altre fattispecie previste dal codice penale.

👉 Approfondimento: Quando il doping equino diventa anche un reato penale


Il sistema funziona davvero?

L'Italia dispone di una normativa articolata e di procedure disciplinari consolidate.

Permangono però alcune criticità.

Controlli limitati

Negli sport equestri i controlli antidoping sono concentrati soprattutto nelle competizioni di maggiore livello tecnico.

Nell'ippica i controlli interessano principalmente i cavalli selezionati al termine delle corse, mentre le verifiche nei centri di allenamento sono state introdotte solo in tempi relativamente recenti e rappresentano ancora uno strumento in evoluzione.

Questo non significa che il sistema sia inefficace, ma evidenzia come sia impossibile controllare ogni cavallo in ogni gara.

Un doping sempre più sofisticato

Le tecniche di somministrazione e le nuove molecole evolvono molto rapidamente.

Per contrastarle servono:

  • laboratori altamente specializzati;
  • investimenti continui;
  • aggiornamento scientifico;
  • controlli sempre più mirati.

Il costo di questo sistema è elevato e rappresenta una delle principali sfide per tutte le autorità sportive, non soltanto italiane.

Trasparenza

Un ulteriore tema riguarda la pubblicazione delle decisioni disciplinari.

Negli ultimi anni molte sentenze sono state diffuse in forma anonimizzata, rendendo più difficile valutare l'effettiva efficacia del sistema e l'eventuale presenza di recidive.

Secondo Horse Angels una maggiore trasparenza contribuirebbe ad aumentare la fiducia degli operatori e dei cittadini nella giustizia sportiva.


La posizione di Horse Angels

Horse Angels sostiene una politica di tolleranza zero nei confronti del doping.

Ma il contrasto non può limitarsi alle sanzioni.

Occorrono:

  • controlli più estesi;
  • laboratori efficienti;
  • formazione continua;
  • maggiore trasparenza;
  • collaborazione tra autorità sportive, magistratura e servizi veterinari.

Solo così sarà possibile proteggere davvero i cavalli e garantire competizioni corrette.


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