Negli ultimi anni montare un cavallo utilizzando soltanto un collare da collo (neck rope o neck ring) è diventato sempre più popolare, soprattutto sui social media.
Le immagini di cavalli montati senza briglia e senza imboccatura trasmettono l'idea di una comunicazione perfetta e di una relazione basata esclusivamente sulla fiducia.
Ma cosa significa realmente montare con il collare? È una tecnica adatta a tutti? E può sostituire completamente la briglia?
Che cos'è il collare da equitazione?
Il collare è una corda o un anello morbido che circonda la base del collo del cavallo.
Non agisce sulla bocca né sul naso e permette di comunicare principalmente attraverso:
- assetto;
- peso del corpo;
- gambe;
- leggere pressioni esercitate sul collo.
Per questo motivo viene spesso utilizzato come esercizio per migliorare la qualità degli aiuti.
Non è un metodo di addestramento
Montare con il collare non rappresenta un metodo educativo autonomo.
È semplicemente uno strumento che può essere utilizzato quando cavallo e cavaliere hanno già sviluppato una comunicazione molto precisa.
Il cavallo non impara a fermarsi grazie al collare: ha già imparato quei segnali durante il lavoro precedente.
Quali competenze richiede?
Per montare in sicurezza con il collare sono generalmente necessarie:
- una buona educazione del cavallo;
- risposta affidabile agli aiuti di gambe e assetto;
- equilibrio del cavaliere;
- capacità di gestire eventuali imprevisti.
Per questo motivo non rappresenta un punto di partenza, ma spesso un punto di arrivo.
I possibili vantaggi
Utilizzato correttamente, il collare può:
- migliorare l'indipendenza delle mani;
- sviluppare un assetto più equilibrato;
- favorire una comunicazione più sottile;
- ridurre la tendenza ad affidarsi eccessivamente alle redini.
Molti istruttori lo utilizzano come esercizio didattico anche con la briglia indossata.
I limiti
Il collare non aumenta automaticamente il benessere del cavallo.
Se il cavaliere mantiene un assetto instabile o utilizza aiuti poco chiari, i problemi rimangono anche senza imboccatura.
Inoltre il collare offre possibilità di controllo molto inferiori rispetto a una normale briglia in situazioni impreviste.
Per questo motivo non è adatto a tutti i cavalli, a tutti i cavalieri e a tutti gli ambienti.
È sicuro?
Può esserlo quando:
- il cavallo è ben educato;
- il lavoro si svolge in un ambiente controllato;
- il cavaliere possiede esperienza adeguata.
In spazi aperti, su strada o con cavalli giovani o inesperti è generalmente consigliabile mantenere sistemi di controllo più affidabili.
I social mostrano solo il risultato finale
Molti video mostrano cavalli che lavorano in perfetta armonia con il collare.
Quello che spesso non si vede sono anni di educazione, addestramento e lavoro progressivo che hanno reso possibile quel livello di comunicazione.
Imitare il risultato senza aver costruito le basi può aumentare il rischio di incidenti.
Collare, bitless e senza nulla: sono la stessa cosa?
No.
Sono tre situazioni diverse.
- Bitless: utilizza una briglia senza imboccatura che agisce sul naso e sulla testa.
- Collare: comunica principalmente attraverso collo, assetto e gambe.
- Senza nulla: richiede un livello ancora maggiore di addestramento e controllo.
Confondere questi sistemi può creare aspettative irrealistiche.
Conclusioni
Montare con il collare può essere un esercizio utile per migliorare equilibrio, precisione degli aiuti e qualità della comunicazione.
Non rappresenta però una scorciatoia né un'alternativa automaticamente più rispettosa.
Come per qualsiasi altro strumento, ciò che fa davvero la differenza è la preparazione del cavallo, la competenza della persona e il rispetto del benessere animale.
📦 Box – Il collare non sostituisce l'educazione
Un cavallo che lavora serenamente con il collare non è un cavallo "magico". Nella maggior parte dei casi ha alle spalle un lungo percorso di educazione, durante il quale ha imparato a rispondere all'assetto, alle gambe e alla voce. Il collare non elimina la necessità di addestrare il cavallo: rende semplicemente visibile la qualità del lavoro svolto in precedenza.
