Chi svolge professionalmente l'attività di allevamento di cavalli o di altri equidi deve individuare il corretto codice ATECO ai fini fiscali, previdenziali e amministrativi.
Il codice generalmente utilizzato è il 01.43.00 – Allevamento di cavalli e altri equini.
Cosa comprende il codice ATECO 01.43.00?
Rientrano in questa categoria le attività di:
- allevamento di cavalli;
- allevamento di asini;
- allevamento di muli;
- allevamento di bardotti;
- riproduzione degli equidi;
- gestione dell'allevamento finalizzata alla produzione, selezione e commercializzazione degli animali.
L'attività comprende sia la fase riproduttiva sia quella di crescita e allevamento degli equidi.
Cosa non comprende?
Sono escluse dal codice 01.43.00 diverse attività che, pur riguardando i cavalli, hanno una diversa classificazione economica.
Tra queste:
- presa in pensione e cura di animali per conto terzi (attività di servizio);
- gestione di scuderie di cavalli da corsa;
- corsi e scuole di equitazione;
- altre attività sportive o ricreative connesse all'equitazione.
È quindi possibile che una stessa impresa utilizzi più codici ATECO qualora svolga attività differenti.
Allevamento e maneggio: possono convivere?
Sì.
Molte aziende agricole allevano cavalli e, contemporaneamente, gestiscono un maneggio, una scuola di equitazione o organizzano passeggiate a cavallo.
In questi casi occorre verificare:
- quale sia l'attività prevalente;
- se sia necessario aggiungere ulteriori codici ATECO;
- quale regime fiscale risulti applicabile alle diverse attività.
La semplice presenza di cavalli non è sufficiente a qualificare ogni attività come allevamento.
Il regime forfettario
L'accesso al regime forfettario dipende dal possesso dei requisiti previsti dalla normativa fiscale vigente e non esclusivamente dal codice ATECO.
Tra i principali requisiti rientra il rispetto del limite annuale di ricavi o compensi previsto dalla legge, oltre all'assenza delle cause di esclusione stabilite dalla disciplina del regime forfettario.
Per questo motivo è sempre opportuno verificare la propria situazione con un commercialista prima dell'apertura della partita IVA.
Sicurezza sul lavoro
Ai fini della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, l'attività di allevamento di cavalli e altri equini rientra generalmente tra quelle a rischio medio.
La classificazione assume rilievo, tra l'altro, per:
- formazione obbligatoria dei lavoratori;
- formazione del datore di lavoro;
- organizzazione della prevenzione aziendale;
- individuazione degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008.
Quali autorizzazioni servono?
L'apertura di un allevamento di equidi può richiedere ulteriori adempimenti, tra cui:
- apertura della partita IVA;
- iscrizione al Registro delle Imprese, quando prevista;
- richiesta del codice aziendale (codice di stalla);
- registrazione nel Sistema di Identificazione e Registrazione (I&R);
- rispetto della normativa sul benessere animale;
- eventuali autorizzazioni urbanistiche e sanitarie previste dalla normativa regionale e comunale.
Gli adempimenti possono variare in base alle dimensioni dell'allevamento e all'attività effettivamente svolta.
In conclusione
Il codice ATECO 01.43.00 identifica l'attività di allevamento e riproduzione di cavalli e altri equini, distinguendola da attività diverse come la pensione per cavalli, le scuole di equitazione o la gestione di scuderie sportive.
Individuare il corretto codice ATECO è fondamentale non solo ai fini fiscali, ma anche per gli adempimenti amministrativi, previdenziali e di sicurezza sul lavoro.
Riferimenti utili
- Classificazione ATECO – 01.43.00 Allevamento di cavalli e altri equini.
- Art. 2135 Codice civile (imprenditore agricolo).
- D.Lgs. 81/2008 (salute e sicurezza sul lavoro).
Nota: i codici ATECO individuano l'attività economica esercitata, ma non determinano da soli il regime fiscale applicabile, che dipende dalla normativa tributaria vigente e dalle caratteristiche concrete dell'impresa.
