Cesenatico (FC), Italia 3713625953 3713625953 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Assistenza online tramite email o whatsapp

Ippoturismo e azienda agricola: quando è attività agricola connessa?

Molte aziende agricole organizzano passeggiate a cavallo, trekking equestri e attività di ippoturismo. Dal punto di vista fiscale, però, non sempre queste attività possono essere considerate attività agricole connesse, con la conseguente applicazione del regime fiscale agevolato previsto per l'imprenditore agricolo.

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito i criteri da rispettare nella risposta all'interpello n. 138 del 27 dicembre 2018, riguardante un'azienda agricola che coltivava foraggi e seminativi e gestiva una scuderia destinata alle escursioni a cavallo.

Il quesito posto all'Agenzia delle Entrate

L'azienda chiedeva se l'attività di ippoturismo potesse beneficiare del regime fiscale forfetario previsto per le attività agricole connesse.

In particolare, il contribuente intendeva applicare:

  • la determinazione del reddito imponibile sul 25% dei corrispettivi registrati ai fini IVA;
  • la detrazione forfetaria del 50% dell'IVA, analogamente a quanto previsto per le attività agrituristiche.

Quando un'attività è "connessa" a quella agricola?

L'Agenzia delle Entrate richiama l'articolo 2135 del Codice civile, secondo cui un'attività può essere considerata connessa solo se ricorrono contemporaneamente due requisiti.

Requisito soggettivo

L'attività connessa deve essere svolta dallo stesso imprenditore agricolo che esercita l'attività agricola principale.

Requisito oggettivo

L'attività deve utilizzare prevalentemente mezzi, strutture, attrezzature e risorse normalmente impiegati nell'attività agricola.

Non basta quindi che l'attività si svolga all'interno di un'azienda agricola.

Perché l'ippoturismo non era considerato attività connessa?

Nel caso esaminato dall'Agenzia delle Entrate il requisito oggettivo non risultava soddisfatto.

Le risorse utilizzate per organizzare le escursioni a cavallo erano infatti sostanzialmente diverse rispetto a quelle impiegate per la coltivazione dei terreni e per l'attività agricola principale.

Di conseguenza, l'ippoturismo non poteva beneficiare automaticamente del regime fiscale previsto per le attività agricole connesse.

Quando l'ippoturismo può rientrare tra le attività connesse?

Secondo l'Agenzia delle Entrate, ciò può avvenire quando l'attività sia realmente integrata con l'allevamento degli equini esercitato dalla stessa azienda agricola.

In particolare:

  • i cavalli devono appartenere all'azienda agricola;
  • devono provenire dall'attività di allevamento svolta dall'imprenditore;
  • deve esistere un'effettiva integrazione tra allevamento e attività turistica.

In alcuni casi, l'impiego degli equini nell'attività di ippoturismo può essere formalizzato mediante documentazione interna dell'azienda, nel rispetto delle regole contabili e fiscali applicabili.

Il caso dell'agriturismo

Una situazione diversa riguarda l'azienda agrituristica.

Quando le escursioni a cavallo rappresentano un servizio accessorio offerto agli ospiti dell'agriturismo e risultano effettivamente integrate nell'attività agricola, è più agevole ricondurre l'ippoturismo tra le attività agricole connesse.

Anche in questo caso, tuttavia, è necessario verificare attentamente il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa fiscale.

E se i cavalli appartengono a terzi?

Se i cavalli utilizzati per le escursioni appartengono a soggetti diversi dall'azienda agricola, diventa molto più difficile qualificare l'attività come connessa all'allevamento.

La presenza di cavalli di proprietà di terzi costituisce infatti un elemento che può far perdere il collegamento funzionale con l'attività agricola principale.

La pensione per cavalli

Un discorso analogo riguarda la pensione per cavalli.

Se l'imprenditore agricolo non esercita un'attività di allevamento, ma ospita cavalli di proprietà altrui utilizzando:

  • foraggi prodotti in azienda;
  • lettiere ottenute dai propri terreni;
  • personale dell'azienda agricola;

l'attività non genera reddito agrario, ma viene generalmente qualificata come prestazione di servizi agricoli, con il relativo trattamento fiscale.

IVA nella vendita dei cavalli

La normativa IVA distingue la destinazione economica dell'animale.

Operazione Aliquota IVA
Cessione di cavalli destinati alla produzione alimentare 10%
Cessione di cavalli destinati allo sport, al tempo libero o ad altri impieghi 22%

Per entrambe le categorie, la normativa prevede una percentuale di compensazione del 7,30%, nell'ambito del regime speciale agricolo applicabile ai produttori che ne possiedono i requisiti.

In conclusione

L'ippoturismo non è automaticamente un'attività agricola connessa solo perché viene svolto all'interno di un'azienda agricola.

Per beneficiare del regime fiscale agevolato è necessario dimostrare che esista un reale collegamento con l'attività agricola principale e che siano rispettati i requisiti previsti dall'articolo 2135 del Codice civile e dalla normativa tributaria.

Poiché la qualificazione fiscale dipende dalle concrete modalità di organizzazione dell'azienda, è consigliabile rivolgersi a un commercialista esperto in fiscalità agricola prima di avviare attività di ippoturismo o di pensione per cavalli.

Riferimenti normativi

  • Art. 2135 Codice civile – Imprenditore agricolo.
  • Art. 32 del TUIR – Reddito agrario.
  • D.P.R. 633/1972 – Disciplina IVA.
  • Risposta dell'Agenzia delle Entrate all'interpello n. 138 del 27 dicembre 2018 – Attività di ippoturismo e attività agricola connessa.

💳 Dona in sicurezza

  • Bonifico Bancario — IBAN: IT37C0760113200001000505063, BIC/SWIFT BPPIITRRXXX
  • Bollettino Postale — conto: 1000505063

🔗DONA ORA ONLINE

🧾 5×1000 a Horse Angels ODV

✍️ Codice 92169370928

Non ti costa nulla, basta la firma nella dichiarazione dei redditi.