Questa è la storia di Elena e dei suoi cavalli, legami intrecciati di amore, dedizione e sacrificio. Ogni cavallo ha segnato un capitolo importante della sua vita, lasciando un’impronta indelebile nel suo cuore.
S, la cavalla che correva
S era una cavalla da scuola, arrivata dall’Olanda per il commercio. Nervosa e piena di energia, divideva le opinioni: c’era chi la adorava e chi la temeva. Elena l’ha scelta, e da quel momento le due sono diventate inseparabili. Insieme hanno affrontato il percorso sportivo fino al primo grado, ma più di ogni successo, S le ha insegnato l’importanza della libertà e della socialità per i cavalli. Le ha garantito una vita all’aperto, rispettando i suoi limiti. A 15 anni sono comparsi i primi segni del morbo di Cushing, che Elena ha gestito con cura, fino al pensionamento definitivo a 22 anni. S si è spenta a 25 anni per una colica improvvisa, senza averne mai sofferto prima.
Ciccio, il cavallo del cuore
Ciccio era un Sella Italiano intero, un morello dal carattere forte ma buono. Acquistato per un colpo di fulmine, ha accompagnato Elena fino alle categorie dei 6 anni. Nonostante fosse intero, ha sempre vissuto libero e in compagnia di altri cavalli. A 9 anni, però, la sua vita è cambiata: immunodepressione, IBD e linfangite lo hanno colpito duramente. In clinica gli hanno dato sei mesi di vita e consigliato l’abbattimento, ma Elena non ha accettato. Lo ha riportato a casa, dedicandogli cure instancabili: fasciature, alimentazione controllata, movimenti studiati per preservare la circolazione. Grazie a lei, Ciccio ha vissuto altri otto anni, rifiorendo nonostante le difficoltà. Quando il suo corpo non ha più retto, Elena ha dovuto lasciarlo andare. Ciccio si è spento a 17 anni, circondato dall’amore di chi non ha mai smesso di lottare per lui.
Otello, il gigante buono
Otello era un cavallo di grande valore economico, nato per il salto ostacoli, ma la sua salute fragile ha segnato il suo destino. Problemi alla pelle, ai piedi, linfangite e IBD hanno reso impossibile la sua vendita. Quando Elena ha saputo della sua situazione, non ha voltato le spalle. Dopo la perdita di Ciccio, ha scelto di accogliere Otello, sperando di offrirgli una vita dignitosa. Lo ha curato con attenzione, cambiando la sua alimentazione, dandogli libertà e compagnia. Il cavallo, inizialmente diffidente, ha imparato ad amare la vita all’aperto, trovando conforto anche in un piccolo pony di 30 anni. Ma la sua salute era compromessa. Ogni giorno era una sfida tra fasciature, controlli e il timore di un peggioramento. Due giorni fa, Otello è andato in colica. Nonostante l’intervento tempestivo, non c’è stato nulla da fare. Un ultimo responso crudele: melanomi intestinali, probabilmente la causa di tutti i suoi problemi. Dopo solo sei mesi con Elena, se n’è andato a 9 anni. Troppo presto, ma con la certezza di essere stato finalmente amato e rispettato per ciò che era, e non per ciò che avrebbe dovuto essere.
Pamina Ginger, il filo che lega tutto
Ora con Elena è rimasta Pamina Ginger, figlia di S e Ciccio. Nata in casa e infortunata da piccola, starà con lei per sempre. La sua presenza racchiude la memoria dei cavalli che l’hanno accompagnata, il simbolo di un amore che continua, oltre la perdita.
Queste storie parlano di rispetto, di scelte difficili, di una dedizione che non ha mai cercato il compromesso. Per Elena, il benessere dei suoi cavalli è sempre venuto prima di tutto. E, anche quando la vita è stata ingiusta, lei ha dato loro ciò che più contava: dignità, libertà e amore fino alla fine.
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Nella foto Elena con uno dei suoi amati cavalli ![]()
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