Quando ci siamo incontrate per la prima volta, ero poco più che una ragazzina. Sedici anni e un cuore pieno di dubbi. Non sapevo bene chi fossi né quale fosse la mia strada. Avevo fatto qualche anno di equitazione, ma senza grandi soddisfazioni, né per me né per i cavalli con cui avevo lavorato. Non sapevo di chi fidarmi, né se quel mondo fosse davvero il mio.
Tu, invece, eri fuoco. Dieci anni, un’energia incontenibile e un carattere ribelle, temprato dalla diffidenza verso gli uomini che avevano cercato di domarti senza ascoltarti. Tu non accettavi ordini, non per imposizione. Eri arrabbiata, ostinata, un tornado di forza e volontà. Io ero inesperta, insicura. Eravamo il duo perfetto. Alice e Danae.
Quante cadute, quanti freni tirati, quante incomprensioni. Ma, nonostante tutto, la voglia di starti vicino era più forte di ogni difficoltà. Per un anno ti ho tenuta in mezza fida, ma in realtà passavo ogni momento libero con te. E poi, il bivio: la tua proprietaria decise di venderti. Ricordo ancora il nodo allo stomaco al solo pensiero di perderti. E ricordo la gratitudine immensa verso i miei genitori quando decisero di acquistarti per me. Dopo un anno insieme, lasciarti andare sarebbe stato impensabile.
Da allora, non ci siamo mai separate. Oggi hai superato i 30 anni e viviamo sotto lo stesso cielo. Ogni mattina, appena apro la porta, il mio sguardo ti cerca. Sei lì, in compagnia di un’altra bellissima trentenne, Maia, che da qualche anno condivide con te questa serena vecchiaia.
A volte mi fermo a pensare a tutto il tempo passato, a come siamo cambiate entrambe. Tu, giovane ribelle che rifiutava ogni imposizione, sei riuscita a far emergere qualcosa che avevo sempre saputo dentro di me, ma che per inesperienza e insicurezza non avevo mai avuto il coraggio di ascoltare. Grazie a te ho capito che l’equilibrio non si impone, si costruisce. Che la fiducia non si pretende, si conquista. Ho imparato a lasciarti esprimere, a rispettare i tuoi tempi, a non metterti in situazioni di pericolo. Solo così hai potuto fidarti di me. E solo così ho imparato a fidarmi di te.
Siamo state io e te contro tutto. Contro chi diceva che eri pericolosa, che non eri adatta, che avrei dovuto venderti. Contro chi ti affibbiava nomignoli cattivi, senza mai provare a capirti davvero. Ogni volta che qualcuno cercava di metterci in discussione, dentro di me si rafforzava una certezza: avevo scelto la strada giusta. E la ripercorrerei altre mille volte.
Oltre ai piccoli e grandi traguardi tecnici – montare a pelo, in collare, con totale armonia – quello che conta davvero è ciò che ho scoperto lungo il nostro cammino. Che non è la negatività a insegnare, ma la comprensione. Che non è la punizione a educare, ma la fiducia. Che nessuno dovrebbe sentirsi migliore per aver soggiogato un’altra vita.
La tua forza, la tua fierezza, la tua tenacia mi hanno fatto da guida. E oggi ti prometto – e prometto anche a me stessa – che seguirò sempre il tuo esempio. E cercherò di trasmetterlo alla mia bimba. Anche se, a pensarci bene, credo che abbia già preso un po’ da te.
Danae e Maia, le cavalle trentenni di Alice 💙🧡
