In una tiepida giornata di gennaio, all'età di 34 anni, Camillo ha deciso di attraversare il Ponte dell’Arcobaleno.
Ci ha accompagnati per tanti anni, riempiendo le nostre vite di affetto e dolcezza.
La nostra storia è iniziata nel 2014, quando alcuni amici avevano organizzato un trekking a cavallo. C’era solo un piccolo problema: a me mancava il cavallo! Poi, quasi per destino, ho trovato un annuncio su una piattaforma web e quella stessa sera il buon Camillo è entrato nella mia vita.
Non era più giovanissimo, sicuramente più avanti con gli anni di quanto riportato – in modo incerto e sbiadito – sul suo libretto. Ha fatto qualche passeggiata, ma presto l’artrosi ha reso le cose più difficili. Così si è guadagnato un ruolo ancora più speciale: è diventato il coccolone della famiglia, il compagno fidato della mia nipotina e una fonte inesauribile di sorrisi ed emozioni straordinarie. Non ha mai fatto un passo falso, mai uno sgarbo a nessuno… fosse stato per me, lo avrei eletto Presidente della Repubblica.
Negli ultimi anni ha combattuto contro il Cushing, ma avendo la fortuna di averlo sempre accanto, siamo riusciti a curarlo al meglio, con le sue pappe speciali, le medicine e tutte le attenzioni che merita un cavallo anziano. Gli ultimi mesi, però, il suo corpo ha iniziato a cedere. Ogni mattina lo aiutavamo ad alzarsi, perché le sue gambe non volevano più seguirlo, anche se il suo spirito restava giovane e pieno di voglia di vivere.
Poi, quel giorno maledetto, ho capito che era troppo stanco… perfino il solo pensiero di rialzarsi sembrava un peso insostenibile. E così, con infinito amore, lo abbiamo lasciato andare in un dolce sonno, augurandogli una meravigliosa seconda vita nel paradiso dei cavalli. ![]()
Nella foto Camillo, cavallo di Silvia, che gli fa questa dedica.
