Il rapporto tra istruttore e allievo si fonda sulla fiducia, sull'autorevolezza e sulla responsabilità educativa. Quando questo rapporto coinvolge una persona minorenne, l'ordinamento impone una tutela ancora più rigorosa. Una vicenda giudiziaria conclusasi presso il Tribunale di Mantova ricorda come il consenso dichiarato o il coinvolgimento affettivo non escludano la rilevanza penale dei rapporti sessuali con un minore nelle situazioni previste dalla legge.
Il caso
I fatti risalgono al periodo tra il 2011 e il 2012 e riguardano un istruttore di equitazione specializzato nella monta americana.
Secondo l'accusa, l'uomo intrattenne una relazione di natura sessuale con una propria allieva di quattordici anni, frequentatrice del centro ippico presso il quale svolgeva attività di insegnamento.
Il procedimento penale si concluse nel 2013.
La definizione del processo
L'istruttore definì il procedimento mediante patteggiamento, con applicazione della pena di due anni e otto mesi di reclusione.
Contestualmente venne riconosciuto un risarcimento di 50.000 euro in favore della persona offesa.
Con il patteggiamento non si svolge il dibattimento e il giudice applica la pena richiesta dalle parti dopo aver verificato i presupposti previsti dalla legge.
Il rapporto di affidamento
La vicenda evidenzia il particolare rilievo che assume il rapporto educativo tra istruttore e allievo.
Chi insegna una disciplina sportiva esercita una posizione di autorevolezza e di fiducia, soprattutto quando l'attività coinvolge minori.
Per questo motivo l'ordinamento presta particolare attenzione alle situazioni in cui il rapporto educativo possa trasformarsi in uno strumento di condizionamento o di abuso.
La tutela dei minori nello sport
Negli ultimi anni il sistema sportivo italiano ha rafforzato gli strumenti di prevenzione attraverso l'introduzione delle politiche di Safeguarding, oggi obbligatorie per associazioni e società sportive.
Tali misure comprendono:
procedure di tutela dei minori;
codici di comportamento per tecnici e istruttori;
sistemi di segnalazione di condotte inappropriate;
formazione del personale;
individuazione di figure responsabili della protezione dei tesserati.
L'obiettivo è prevenire situazioni di abuso e garantire che gli ambienti sportivi rimangano luoghi sicuri sotto il profilo educativo, relazionale e psicologico.
Un principio che riguarda tutto il settore equestre
Le strutture equestri svolgono un'importante funzione educativa e sociale, accogliendo ogni anno numerosi bambini e adolescenti.
Per questo motivo la professionalità di istruttori, tecnici e gestori non si misura soltanto nelle competenze sportive, ma anche nella capacità di rispettare rigorosamente i confini del rapporto educativo e di tutelare le persone più vulnerabili.
La fiducia delle famiglie rappresenta uno degli elementi fondamentali dell'attività equestre e deve essere preservata attraverso comportamenti improntati alla massima correttezza, trasparenza e responsabilità.
