Tribunale di Genova
I fatti
Nel novembre 2018 un controllo congiunto dei Carabinieri Forestali e dei servizi veterinari di sanità pubblica ha interessato un allevamento di asini situato nel Comune di Ceranesi (Genova), al confine tra Liguria e Piemonte.
L'intervento, avvenuto anche a seguito della diffusione di un servizio televisivo di Striscia la Notizia, ha documentato una situazione ritenuta di particolare gravità.
Secondo gli accertamenti svolti dagli organi intervenuti, nell'azienda erano presenti numerosi asini in condizioni igienico-sanitarie precarie, con insufficiente disponibilità di alimenti e carcasse di animali abbandonate all'interno dei terreni.
Durante il sopralluogo sono stati rinvenuti dodici asini deceduti, mentre gli altri animali presenti risultavano in condizioni tali da rendere necessario il loro sequestro e il successivo ricollocamento presso strutture idonee.
Le contestazioni della Procura
La Procura della Repubblica ha esercitato l'azione penale nei confronti dei due legali rappresentanti della società agricola, contestando, in concorso tra loro:
- il reato di maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.);
- il reato di uccisione di animali (art. 544-bis c.p.).
Secondo il capo di imputazione, gli imputati avrebbero detenuto gli asini in condizioni di malnutrizione, omettendo le cure veterinarie necessarie nonostante alcuni animali fossero affetti da patologie virali e presentassero una crescita anomala degli zoccoli, circostanze che avrebbero provocato sofferenza e difficoltà nella deambulazione.
L'accusa ha inoltre contestato che tali condotte avrebbero determinato la morte di tredici asini.
Il sequestro
Gli animali sopravvissuti sono stati sottoposti a sequestro e successivamente trasferiti presso strutture in grado di garantirne la cura e il mantenimento.
Profili giuridici
Il procedimento rappresenta un esempio dell'applicazione degli articoli 544-bis e 544-ter del Codice Penalenell'ambito degli allevamenti.
Il caso evidenzia inoltre come, in presenza di gravi carenze nella gestione degli animali, il sequestro possa costituire una misura urgente finalizzata a interrompere una situazione di pericolo per il loro benessere, indipendentemente dall'esito finale del processo penale.
Nota: le contestazioni riportate corrispondono al capo d'imputazione formulato dalla Procura. La responsabilità penale definitiva può essere accertata solo con una sentenza passata in giudicato.
