Cassazione penale, Sez. V, 2021 – Diffamazione a mezzo stampa in un libro sull'equitazione
Massima
Integra il reato di diffamazione la pubblicazione di affermazioni idonee a ledere la reputazione di persone identificabili, anche quando tali affermazioni siano inserite in un'opera divulgativa dedicata al mondo equestre.
I fatti
Il procedimento riguardava l'autrice di un libro dedicato all'etologia e alla cultura equestre, pubblicato nel 2005 con il titolo Comprendere il cavallo – Storia e teoria dell'equitazione.
Nel volume veniva narrata la vicenda del cavallo Barnaby John, affermando che, al termine della carriera agonistica, l'animale sarebbe morto «dopo anni di stenti» e dopo «un'agonia protratta in nome di un egoismo cieco sbandierato ai quattro venti come amore».
Secondo l'accusa, tali espressioni consentivano di identificare le proprietarie del cavallo e risultavano lesive della loro reputazione.
Il Tribunale pronunciò sentenza di condanna, successivamente confermata dalla Corte d'Appello.
Il ricorso in Cassazione
L'autrice ricorse in Cassazione chiedendo l'annullamento della sentenza.
La difesa sosteneva, tra l'altro, la veridicità della ricostruzione riportata nel libro, evidenziando le condizioni di salute del cavallo negli ultimi periodi della sua vita.
La decisione della Cassazione
Con la decisione del 2021 la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità dell'imputata per il reato di diffamazione.
La pronuncia ha quindi reso definitiva la condanna pronunciata nei confronti dell'autrice.
Principio di diritto
La tutela della libertà di manifestazione del pensiero e del diritto di critica incontra il limite della tutela della reputazione altrui. Quando le affermazioni pubblicate consentono di identificare persone determinate e sono ritenute lesive del loro onore o della loro reputazione, può configurarsi il reato di diffamazione.
Materia: diffamazione – pubblicazioni sul mondo equestre – tutela della reputazione.
