La tutela del cavallo passa anche attraverso la repressione delle frodi assicurative. Un caso emerso in provincia di Roma dimostra come un animale possa diventare il mezzo attraverso cui tentare di ottenere un indebito risarcimento, con conseguenze potenzialmente gravissime sia per il benessere dell'equide sia sul piano penale.
Il caso
Secondo quanto contestato dalla Procura di Roma, un incidente stradale nel quale un cavallo sarebbe rimasto ferito non sarebbe stato accidentale, ma accuratamente pianificato con l'obiettivo di ottenere il pagamento dell'indennizzo assicurativo.
L'episodio risale al 2014 e si sarebbe verificato lungo una strada adiacente alla Riserva Naturale dell'Insugherata.
Nel registro degli indagati finirono:
la persona alla guida dell'automobile;
la persona che montava il cavallo;
il patrocinatore della proprietaria del cavallo.
Secondo l'ipotesi accusatoria, il piano sarebbe stato ideato con la finalità di simulare un sinistro e ottenere il risarcimento previsto dalla polizza assicurativa.
Il reato contestato
L'accusa formulata dalla Procura era quella di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, fattispecie prevista dall'articolo 642 del Codice penale.
La norma punisce chi, allo scopo di conseguire per sé o per altri l'indennizzo di un'assicurazione, provoca o simula il danneggiamento del bene assicurato oppure aggrava dolosamente le conseguenze di un evento.
Nel caso di un cavallo assicurato, la tutela penale opera esattamente come per qualsiasi altro bene coperto da una polizza: se il danno viene provocato intenzionalmente o simulato per ottenere il pagamento dell'assicurazione, la condotta può integrare il reato.
Il cavallo come vittima della frode
Al di là degli aspetti economici, vicende di questo tipo pongono un problema di benessere animale.
Se l'ipotesi accusatoria fosse confermata, il cavallo sarebbe stato esposto deliberatamente al rischio di riportare lesioni anche gravissime pur di ottenere un vantaggio economico.
L'animale, in questi casi, non è soltanto l'oggetto della copertura assicurativa, ma diventa la principale vittima della condotta illecita.
A seconda delle modalità con cui il fatto viene realizzato, oltre ai reati contro il patrimonio possono infatti configurarsi anche fattispecie relative al maltrattamento di animali, qualora venga dimostrata la volontaria sottoposizione dell'equide a sofferenze o lesioni non giustificate.
L'importanza delle indagini
Le indagini su presunte frodi assicurative richiedono spesso la collaborazione tra magistratura, forze di polizia, compagnie assicurative, consulenti tecnici e medici veterinari.
La ricostruzione della dinamica dell'incidente, l'analisi delle lesioni riportate dall'animale, le testimonianze e la documentazione assicurativa possono risultare determinanti per stabilire se il sinistro sia realmente accidentale oppure artificiosamente costruito.
Un principio da ricordare
L'assicurazione rappresenta uno strumento di tutela economica contro eventi imprevedibili, non una fonte di profitto.
Quando un animale viene deliberatamente esposto al rischio di subire un danno per ottenere un indennizzo, il comportamento può assumere rilevanza penale e comportare conseguenze molto serie per tutti i soggetti coinvolti.
Come in ogni procedimento penale, le accuse formulate dalla Procura costituiscono un'ipotesi investigativa che dovrà essere verificata nel contraddittorio processuale e fino a eventuale sentenza definitiva vale il principio della presunzione di innocenza.
