Tribunale Federale FISE – Decisione del 2019
Il benessere del cavallo non riguarda soltanto le gare, ma anche l'addestramento quotidiano.
Lo ha ribadito il Tribunale Federale della FISE in una decisione che ha riguardato un istruttore deferito dopo la diffusione di un video, pubblicato sui social network, nel quale veniva documentata una tecnica di addestramento ritenuta incompatibile con i principi di tutela dell'animale.
Il deferimento
Con atto di incolpazione depositato il 18 giugno 2019, la Procura Federale FISE ha deferito Riccardo Rossi, tesserato della A.S.D. Le Masse, contestandogli diverse violazioni del Regolamento di Giustizia e delle norme federali sul benessere del cavallo.
Contestualmente è stata deferita anche la società sportiva, chiamata a rispondere a titolo di responsabilità oggettiva.
Il video pubblicato sui social
L'origine del procedimento disciplinare è una segnalazione trasmessa il 30 aprile 2019 dal Comitato Regionale FISE Umbria.
La segnalazione prendeva spunto da un video pubblicato sulla pagina Facebook di un'allieva dell'istruttore.
Secondo quanto riportato nell'atto di deferimento, il filmato mostrava una tecnica di addestramento nella quale venivano alzati gli ostacoli verso gli arti del cavallo durante il salto, con l'obiettivo di provocarne l'urto. In gergo questo modo di operare viene definito "barrare".
Secondo la Procura Federale, tale condotta esponeva il cavallo a sofferenze non necessarie e metteva a rischio anche l'incolumità del binomio cavallo-cavaliere.
Le violazioni contestate
All'istruttore sono state contestate, tra le altre, violazioni relative a:
i doveri di correttezza, lealtà e probità previsti dal Regolamento di Giustizia FISE;
il divieto di porre in essere comportamenti violenti, brutali o idonei a provocare dolore o disagio non necessario al cavallo;
il divieto di utilizzare metodi di addestramento violenti;
il rispetto del Codice di Condotta FEI per il Benessere del Cavallo, secondo cui gli equidi devono essere allenati esclusivamente con metodi compatibili con le loro capacità, senza ricorrere a pratiche umilianti o tali da incutere paura.
Era stata contestata anche la violazione dell'articolo 24 del Regolamento Nazionale Salto Ostacoli, relativo allo "sbarrare" i cavalli.
La difesa
L'istruttore e la società si sono costituiti nel procedimento eccependo, in via preliminare, alcune presunte irregolarità procedurali.
Nel merito hanno sostenuto che:
l'attività documentata dal video non si svolgeva nell'ambito di un'attività sportiva federale, ma durante un addestramento privato;
non erano stati utilizzati metodi crudeli;
le barriere impiegate erano leggere e rivestite di gommapiuma, così da ridurre al minimo l'impatto con il cavallo;
mancava la prova di un effettivo dolore o danno arrecato all'animale.
La decisione del Tribunale Federale
Il Tribunale Federale ha respinto tutte le eccezioni preliminari formulate dalla difesa.
Nel merito ha ritenuto fondate quasi tutte le contestazioni mosse dalla Procura Federale.
I giudici hanno escluso soltanto la violazione dell'articolo 24 del Regolamento Nazionale Salto Ostacoli, mentre hanno confermato la sussistenza delle altre violazioni disciplinari relative al benessere del cavallo e ai doveri imposti ai tesserati federali.
Le sanzioni
Il Tribunale Federale ha applicato nei confronti dell'istruttore:
la sospensione da ogni carica o incarico sociale o federale per tre mesi e quindici giorni;
un'ammenda di 1.000 euro.
Alla A.S.D. Le Masse, quale responsabile oggettiva per i fatti contestati al proprio tesserato, è stata inflitta un'ulteriore ammenda di 1.000 euro.
Il Tribunale ha inoltre disposto la trasmissione degli atti alla Procura Federale affinché valutasse l'eventuale rilevanza disciplinare di ulteriori circostanze riguardanti il possesso dei requisiti necessari per l'esercizio dell'attività di istruttore.
Un principio importante
La decisione assume rilievo perché conferma che le norme sul benessere animale non si applicano soltanto durante le competizioni.
Anche l'addestramento privato può essere sottoposto alla disciplina federale quando coinvolge soggetti tesserati e comportamenti incompatibili con i principi di tutela del cavallo.
La circostanza che l'attività non si svolga durante una gara non esclude infatti il dovere di rispettare gli standard etici imposti dalla Federazione.
L'evoluzione della cultura equestre
Negli ultimi anni il mondo equestre ha progressivamente abbandonato tecniche di addestramento fondate sulla coercizione, privilegiando metodologie che valorizzano l'apprendimento, la gradualità e il rispetto delle capacità fisiche e psicologiche dell'animale.
Il Codice di Condotta FEI rappresenta oggi uno dei principali riferimenti internazionali in materia di benessere del cavallo e impone che ogni metodo di allenamento sia compatibile con le caratteristiche dell'equide e non provochi paura, sofferenza o umiliazione.
Una decisione che va oltre il singolo caso
Per Horse Angels, questa sentenza ha un valore che supera la vicenda disciplinare.
Ribadisce che il benessere del cavallo non è soltanto un principio etico, ma costituisce un preciso dovere per tutti coloro che operano nel settore equestre.
L'efficacia dell'addestramento non può mai giustificare metodi che espongano l'animale a sofferenze evitabili o utilizzino la paura come strumento educativo.
Il rispetto del cavallo non rappresenta un limite alla pratica sportiva: ne è il presupposto indispensabile.
