FISE – Tribunale Federale
Tribunale Federale FISE – R.G. n. 2/20 (Proc. P.A. n. 43/19)
Il caso
Il 9 giugno 2019, durante un concorso equestre, una donna pubblicò sui social immagini e osservazioni riguardanti due cavalli presentati in gara dal Centro Ippico Seprio, ritenuti in condizioni di eccessiva magrezza.
La vicenda suscitò numerose segnalazioni da parte di associazioni animaliste, tra cui Horse Angels, rivolte sia alla Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) sia alle autorità competenti.
L'intervento della giustizia sportiva
La Federazione avviò un procedimento disciplinare limitato ai fatti connessi all'attività agonistica.
Con provvedimento del 25 luglio 2019, il Giudice Sportivo Nazionale irrogò nei confronti dell'istruttore Luca Minorini la sospensione dalla qualifica di istruttore per due mesi, oltre a diverse sanzioni pecuniarie.
Tale procedimento riguardava esclusivamente i fatti verificatisi in occasione della competizione e non le condizioni di gestione dei cavalli all'interno del centro ippico.
Successivamente, a conclusione del procedimento disciplinare federale, il Tribunale Federale FISE, con decisione del 29 luglio 2020 (R.G. Trib. Fed. n. 2/20 – Proc. P.A. n. 43/19), ha disposto:
- Luca Minorini: sospensione da ogni qualifica federale per tre anni, sospensione del Centro Ippico Seprio ed ammenda di 1.000 euro;
- Valentina Cagnazzo: sospensione per due anni ed ammenda di 500 euro;
- Lucrezia Sciuccati: sospensione per un anno ed ammenda di 300 euro;
- Nicole Schiavon: sospensione per un anno ed ammenda di 300 euro.
Gli accertamenti dell'ATS Insubria
Parallelamente, diverse associazioni, tra cui Horse Angels, presentarono esposti alla Procura della Repubblica e all'ATS Insubria.
Il sopralluogo effettuato dai servizi veterinari dell'ATS evidenziò criticità gestionali che non riguardavano soltanto i due cavalli osservati in gara, ma anche altri equidi detenuti presso il centro ippico.
Gli ispettori rilevarono inoltre:
- irregolarità nella gestione della documentazione degli equidi;
- irregolare tenuta dei registri di carico e scarico;
- ulteriori carenze nella gestione aziendale.
L'esito della giustizia ordinaria
Nonostante le irregolarità riscontrate durante l'ispezione veterinaria, gli accertamenti non hanno dato luogo a un procedimento penale.
Le autorità competenti hanno adottato esclusivamente provvedimenti amministrativi, consistenti in prescrizioni e sanzioni.
Perché il caso è significativo
La vicenda evidenzia come giustizia sportiva e giustizia ordinaria operino su piani diversi.
La FISE, nell'ambito della propria autonomia disciplinare, può sanzionare condotte ritenute incompatibili con i principi di tutela del cavallo e con i regolamenti federali, anche quando tali fatti non integrano un reato accertato dall'autorità giudiziaria.
Il caso del Centro Ippico Seprio rappresenta un esempio concreto di questa distinzione: a fronte di pesanti sanzioni disciplinari federali, gli accertamenti svolti dall'autorità sanitaria hanno prodotto esclusivamente conseguenze di natura amministrativa, senza l'avvio di un procedimento penale.
