Lo sport equestre, come ogni attività educativa e formativa, si fonda su un rapporto di fiducia tra istruttore, allievi e famiglie. Quando questa fiducia viene tradita, il danno va ben oltre il singolo episodio e coinvolge l'intero sistema di tutela dei minori.
È quanto emerge da una sentenza di primo grado che ha condannato un maestro di equitazione a cinque anni e sei mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 15.000 euro nei confronti della giovane che si è costituita parte civile.
I fatti contestati
Secondo quanto ricostruito nel processo, gli abusi sarebbero iniziati nel 2007, quando la ragazza aveva appena 14 anni e frequentava lezioni di equitazione.
L'imputato, allora sessantenne, avrebbe progressivamente approfittato del rapporto di fiducia instaurato con la giovane allieva, facendo leva sul proprio ruolo di istruttore.
Nel capo d'imputazione si descrive un'escalation di comportamenti che, secondo l'accusa, sarebbero iniziati con atteggiamenti apparentemente affettuosi e si sarebbero trasformati, nel tempo, in ripetuti episodi di violenza sessuale protratti fino al 2011.
La giovane non parlò immediatamente con la famiglia.
La denuncia
Per alcuni anni la ragazza mantenne il silenzio.
La decisione di denunciare arrivò solo dopo un episodio verificatosi quando ormai frequentava l'università: l'ex istruttore si presentò all'uscita delle lezioni per incontrarla e consegnarle un regalo di compleanno.
Fu allora che la giovane raccontò quanto, secondo la sua ricostruzione, era accaduto negli anni precedenti.
Affiancata da un centro antiviolenza e supportata da un percorso psicologico, presentò denuncia.
Nel corso delle indagini venne ascoltata in incidente probatorio, confermando le accuse.
Il processo
Nel dibattimento la difesa dell'imputato ha contestato le accuse e ha chiesto di sottoporre il proprio assistito a una perizia medico-legale, sostenendo l'esistenza di una malformazione congenita incompatibile con i fatti contestati.
La richiesta è stata rigettata dal giudice.
Al termine del giudizio di primo grado, il Tribunale ha ritenuto l'imputato responsabile e lo ha condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione, oltre al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 15.000 euro in favore della parte civile.
La sentenza non è definitiva e potrà essere impugnata nei successivi gradi di giudizio.
Il rapporto istruttore-allievo
La vicenda richiama l'attenzione su un tema che riguarda non solo l'equitazione, ma tutte le discipline sportive.
L'istruttore riveste una posizione di particolare autorevolezza nei confronti delle persone che segue, soprattutto quando si tratta di minori. Questa relazione educativa richiede il massimo rispetto dei confini professionali, un comportamento irreprensibile e la piena consapevolezza della responsabilità affidata a chi insegna.
Qualunque abuso di tale posizione costituisce una violazione gravissima del rapporto di fiducia che è alla base dell'attività sportiva.
La tutela dei minori nello sport
Negli ultimi anni il mondo sportivo ha compiuto importanti passi avanti nella prevenzione degli abusi, anche grazie all'introduzione di specifiche norme sulla tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili.
Le associazioni e società sportive sono oggi chiamate ad adottare modelli organizzativi, codici di condotta e procedure di segnalazione, affinché ogni persona possa praticare sport in un ambiente sicuro e rispettoso.
La prevenzione non consiste soltanto nel punire i comportamenti illeciti, ma nel creare contesti nei quali sia più difficile che possano verificarsi e più facile segnalarli tempestivamente.
Una responsabilità condivisa
Per Horse Angels, il benessere nel mondo equestre riguarda non soltanto i cavalli, ma anche le persone.
Un ambiente realmente sano è quello in cui vengono tutelati contemporaneamente gli animali, i praticanti, i tecnici e soprattutto i minori.
La fiducia è il fondamento di ogni percorso educativo. Proprio per questo deve essere accompagnata da trasparenza, formazione, controlli e strumenti efficaci di prevenzione.
Solo così l'equitazione può continuare a essere un luogo di crescita, rispetto e sicurezza per tutti.
