Nel 2024, in provincia di Ravenna, due ex cavalli da corsa, insieme a degli asinelli, venivano sottoposti a sequestro nell'ambito di un procedimento per maltrattamento di animali.
Gli animali furono dati in custodia giudiziaria a dei privati cittadini del ravennate.
A distanza di circa due anni, per loro è arrivato un passaggio fondamentale: sono giunti alla confisca.
La vicenda si inserisce nel nuovo quadro normativo introdotto dalla cosiddetta legge Brambilla, che ha rafforzato la tutela degli animali sottoposti a procedimento giudiziario, prevedendo anche strumenti per consentirne l'acquisizione definitiva e la sottrazione alla disponibilità di chi ne era responsabile.
Nel loro caso è stato effettuato il versamento della cauzione previsto per procedere all'acquisizione degli animali, permettendo così di chiudere, per quanto riguarda la loro sorte, la fase legata alla disponibilità degli equidi.
Questo passaggio, però, non significa che il procedimento penale sia terminato.
Il processo relativo ai fatti contestati prosegue infatti autonomamente nei confronti delle persone coinvolte. La confisca degli animali e la loro definitiva destinazione non coincidono con la conclusione del procedimento penale.
Gli asinelli a confisca sono andati in adozione. Mentre i due cavalli sono rimasti alla volontaria animalista che se ne è occupata per i precedente due anni. La loro storia giudiziaria, iniziata con un sequestro nel 2024, arriva così a un punto importante: la confisca li ha sottratti definitivamente alla situazione dalla quale erano stati sequestrati e permette di guardare alla loro sistemazione futura senza dover attendere la conclusione del processo.
Il processo continuerà il suo corso. Per loro, invece, può finalmente cominciare una nuova vita.
