FISE: sei mesi di sospensione per un'amazzone accusata di abuso sul cavallo durante un concorso di dressage
La giustizia sportiva della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) ha confermato l'importanza del benessere del cavallo quale principio fondamentale dell'attività sportiva, sanzionando un'amazzone per comportamenti ritenuti incompatibili con il Codice di condotta federale.
Con la Decisione del Giudice Sportivo Nazionale n. 16/2023, emessa il 26 luglio 2023, è stata inflitta una sospensione di sei mesi all'atleta Giulia Eva Di Mauro per fatti avvenuti durante un concorso di dressage organizzato presso il Centro Ippico Le Lame, in Umbria.
Il caso
Il procedimento trae origine da quanto accaduto nel giugno 2023 durante una prova riservata ai giovani cavalli di sei anni.
Il cavallo Mac Kenzie Sr, sauro di sei anni, avrebbe manifestato resistenza nei confronti dell'amazzone già durante la competizione.
Successivamente, nel campo prova, alcuni comportamenti dell'atleta vennero segnalati agli steward della manifestazione.
Secondo quanto accertato nel procedimento disciplinare, l'amazzone avrebbe ripetutamente punito il cavallo con la frusta e avrebbe esercitato strattoni sull'imboccatura, comportamenti ritenuti lesivi del benessere dell'animale.
Le difese dell'atleta
Nel corso del procedimento disciplinare l'amazzone ha contestato integralmente gli addebiti.
In particolare ha sostenuto che:
- le attività svolte rientrassero nelle normali pratiche di riscaldamento, addestramento e gestione del cavallo in gara;
- dopo la prova fosse stata invitata in modo brusco ad allontanarsi dal campo prova;
- si fosse semplicemente spostata in un'area libera per consentire al cavallo di defaticare e asciugarsi prima del rientro in box;
- il comportamento del cavallo fosse stato determinato dalla presenza di un altro equide condotto a mano;
- la steward non avesse assistito direttamente ai presunti episodi di abuso, ma ne fosse venuta a conoscenza attraverso altre persone.
La decisione del Giudice Sportivo
Il Giudice Sportivo Nazionale non ha ritenuto convincenti le giustificazioni offerte dall'atleta.
Nella decisione viene richiamato il Codice di condotta per il benessere del cavallo, recepito dalla FISE sulla base dei principi della FEI, secondo cui:
- nessun cavallo può essere maltrattato o sottoposto ad abuso;
- costituisce abuso qualsiasi azione od omissione che provochi o possa provocare dolore o disagio, anche psicologico;
- è vietato frustare o colpire un cavallo in maniera violenta, eccessiva o ripetuta;
- il benessere del cavallo deve prevalere in ogni momento su qualsiasi interesse agonistico o commerciale.
La decisione richiama inoltre il Regolamento Dressage FISE, che ribadisce come il benessere dell'animale debba essere garantito non soltanto durante la competizione, ma anche nelle fasi di addestramento, allenamento, riscaldamento e gestione del cavallo.
Le sanzioni
Per tali motivi il Giudice Sportivo ha disposto:
- la sospensione dell'atleta per sei mesi da ogni attività sportiva, ludica e agonistica sotto l'egida FISE;
- il divieto di accedere ai campi prova, ai campi gara e ai box durante le manifestazioni federali;
- la sospensione dell'eventuale qualifica di istruttore o tecnico ricoperta dall'atleta per tutta la durata della sanzione;
- una ammenda di 1.500 euro nei confronti della ASD Ars Equestre, in persona del legale rappresentante pro tempore.
Una decisione significativa
La pronuncia rappresenta uno dei casi nei quali la giustizia sportiva FISE ha applicato in maniera rigorosa il principio secondo cui il benessere del cavallo costituisce il valore prioritario dell'attività sportiva.
La decisione ricorda che le regole federali non si limitano a vietare il maltrattamento in senso stretto, ma sanzionano anche comportamenti che possano provocare sofferenza o disagio all'animale, indipendentemente dall'esito della competizione.
Si tratta di un orientamento coerente con i principi della Federazione Equestre Internazionale (FEI), che pongono la tutela del cavallo al centro dell'attività agonistica.
Riferimento: Giudice Sportivo Nazionale FISE, Decisione n. 16/2023 del 26 luglio 2023.
