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Condanna definitiva per un operatore equestre: il ruolo educativo prevale sulla qualifica formale

Quando l'insegnamento con i cavalli comporta una posizione di garanzia anche nei confronti dei minori

Una recente vicenda giudiziaria conclusasi con una condanna definitiva offre l'occasione per riflettere su un principio di particolare importanza per il mondo equestre: chi svolge un ruolo educativo all'interno di un centro ippico assume specifici doveri di tutela nei confronti dei minori, indipendentemente dalla qualifica formale ricoperta.

L'operatore equestre è stato condannato in via definitiva a tre anni e dieci mesi di reclusione per fatti commessi tra il 2018 e il 2019 all'interno di un maneggio, nei confronti di una ragazza minorenne.

Il nodo della qualifica: istruttore o addestratore?

Uno degli aspetti più interessanti della vicenda riguarda la linea difensiva adottata durante il processo.

La difesa ha sostenuto che l'imputato non svolgesse il ruolo di istruttore, ma esclusivamente quello di addestratore di cavalli, figura che, secondo tale ricostruzione, non avrebbe comportato quel particolare rapporto educativo posto a fondamento dell'accusa.

Il Tribunale ha invece privilegiato un criterio sostanziale rispetto a quello meramente formale.

Secondo i giudici, ciò che rileva non è tanto il titolo con cui una persona viene qualificata, quanto le funzioni concretamente esercitate.

Dall'istruttoria è infatti emerso che l'operatore svolgeva attività di insegnamento e seguiva la giovane anche nell'apprendimento della gestione del cavallo da terra, instaurando così un rapporto caratterizzato da affidamento, autorevolezza e funzione educativa.

La posizione di garanzia dell'operatore equestre

La sentenza ribadisce un principio destinato ad assumere rilievo ben oltre il singolo caso.

Chi insegna equitazione o accompagna minori nelle attività con i cavalli non svolge soltanto un'attività tecnica o sportiva.

Assume anche una vera e propria posizione di garanzia, che comporta obblighi di protezione, correttezza e rispetto derivanti dal rapporto educativo instaurato con gli allievi.

È proprio questa posizione di particolare responsabilità che ha costituito uno degli elementi centrali della decisione.

Il rapporto tra giustizia sportiva e giustizia penale

Per gli stessi fatti era già intervenuto un provvedimento di radiazione da parte della giustizia sportiva della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE).

La vicenda costituisce un esempio concreto di come il sistema disciplinare sportivo e quello penale operino su piani distinti.

La giustizia sportiva valuta il rispetto dei doveri derivanti dall'appartenenza all'ordinamento federale e può adottare provvedimenti come sospensioni o radiazioni.

La magistratura ordinaria, invece, accerta l'eventuale responsabilità penale secondo le regole previste dal Codice penale e dal Codice di procedura penale.

I due procedimenti sono autonomi e possono concludersi in tempi diversi, pur prendendo origine dai medesimi fatti.

Un principio che riguarda tutto il settore equestre

La decisione rappresenta un importante richiamo per tutto il mondo dell'equitazione.

Nei centri ippici, nelle scuole di equitazione e nelle associazioni sportive, il rapporto tra istruttori, tecnici, addestratori e allievi minorenni è fondato su un particolare affidamento da parte delle famiglie.

Per questo motivo, ai fini della responsabilità, i giudici guardano alla realtà dei fatti più che alle qualifiche riportate nei tesseramenti o nei contratti.

Chi esercita concretamente funzioni di insegnamento, formazione o accompagnamento assume gli obblighi che derivano da tale ruolo e risponde delle proprie condotte in relazione alla posizione di fiducia che gli è stata affidata.

La tutela dei minori come valore fondamentale dello sport

La vicenda conferma come la tutela dei minori rappresenti un principio fondamentale sia nell'ordinamento sportivo sia in quello penale.

Per il settore equestre ciò significa investire non solo nella formazione tecnica degli operatori, ma anche nella diffusione di una cultura della responsabilità, della prevenzione e della protezione delle persone più vulnerabili.

La fiducia che famiglie e allievi ripongono nei professionisti del settore costituisce uno degli elementi essenziali dell'attività sportiva e deve essere tutelata con il massimo rigore, sia sul piano disciplinare sia su quello giudiziario.

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