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La FISE sospende due tesserati collegati al fascicolo di Perugia sulla macellazione abusiva

La sospensione cautelare disposta dalla FISE nei confronti di un proprietario-commerciante e, più recentemente, anche di un istruttore di 2° livello che svolge attività di commercio di cavalli, entrambi coinvolti nel procedimento penale di Perugia relativo a una presunta macellazione abusiva di equidi, rappresenta un segnale importante. Il mondo sportivo equestre non può più permettersi di ignorare situazioni che rischiano di compromettere la credibilità dell'intero sistema.

Se nel primo caso il soggetto risultava tesserato come proprietario, nel secondo il coinvolgimento di un istruttore pone interrogativi ancora più profondi. Chi ricopre un ruolo educativo dovrebbe essere un punto di riferimento per allievi e proprietari, promuovendo il rispetto del cavallo, la legalità e la trasparenza. Quando una figura con tali responsabilità viene raggiunta da un provvedimento cautelare disciplinare in relazione a fatti tanto gravi, il tema non è soltanto giudiziario, ma anche etico.

Questa vicenda potrebbe rappresentare un'occasione per riflettere sulla necessità di una più netta separazione tra chi svolge un ruolo di formazione e chi opera nel commercio dei cavalli, soprattutto quando possono emergere conflitti di interesse. L'istruttore dovrebbe essere il consulente dell'allievo e del proprietario, non il soggetto che trae un vantaggio economico dalla compravendita degli animali che consiglia.

Anche gli utenti del settore equestre sono chiamati a fare la propria parte. Un professionista serio non è chi promette il cavallo "a buon prezzo", magari proveniente da filiere opache o che vive di continue intermediazioni sull'usato, ma chi lavora con competenza, trasparenza e nell'interesse del binomio, mettendo al centro il benessere del cavallo atleta.

È il momento di pretendere standard etici più elevati per chi ricopre ruoli educativi e tecnici all'interno dello sport equestre.

Naturalmente, spetterà alla magistratura accertare eventuali responsabilità penali e agli organi di giustizia sportiva assumere le decisioni definitive sul piano disciplinare. Se i fatti contestati dovessero essere accertati, un provvedimento di radiazione costituirebbe una risposta coerente con la gravità delle condotte e un segnale di rispetto nei confronti dei cavalli coinvolti, compresi quelli appartenenti al circuito sportivo FISE.

Segui tutta la vicenda nel penale: Caso Perugia: traffico illecito di cavalli non DPA | Dossier

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