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Massa Carrara: quattro rinviati a giudizio per presunta sottrazione di equidi e falsificazione dei passaporti

Il Giudice dell'Udienza Preliminare del Tribunale di Massa, Marta Baldasseroni, ha disposto il rinvio a giudizio di quattro persone nell'ambito di un procedimento che riguarda la presunta sottrazione di equidi, la falsificazione dei documenti identificativi degli animali e la loro successiva commercializzazione.

L'inchiesta ha avuto origine dalla denuncia presentata nel settembre 2019 da una donna residente a Pietrasanta, proprietaria di due giovani asine affidate temporaneamente ad altre persone.

Le due asinelle scomparse

Secondo l'ipotesi formulata dalla Procura, due degli imputati si sarebbero appropriati delle asinelle Gilda e Bella Luna, ricevute in affido temporaneo.

Gli inquirenti contestano che, dopo essersene impossessati, gli animali sarebbero stati ceduti ad altri allevamenti situati fuori provincia mediante l'utilizzo di documentazione identificativa che sarebbe stata alterata.

La falsificazione dei passaporti equini costituisce uno degli aspetti centrali del procedimento, poiché il documento di identificazione accompagna l'animale per tutta la vita e contiene informazioni essenziali sulla sua identità e sulla destinazione alimentare.

Le contestazioni relative ai cavalli destinati al macello

L'inchiesta riguarda anche altri episodi.

Secondo l'accusa, uno degli imputati avrebbe condotto al macello di Fivizzano un cavallo identificato come Pasquino, mentre l'animale sarebbe stato in realtà il cavallo sportivo Meadownland, mediante l'utilizzo di documentazione ritenuta non corrispondente all'identità dell'equide.

Ad altri due imputati viene inoltre contestato di aver avviato alla macellazione un cavallo di nome Tornado, che, secondo l'ipotesi accusatoria, non sarebbe stato destinabile alla produzione alimentare.

Le contestazioni comprendono anche ipotesi di reato relative alla commercializzazione di prodotti alimentari non conformi alla normativa.

La parte civile

La proprietaria delle due asinelle, dalla cui denuncia ha preso avvio l'indagine, si è costituita parte civile nel procedimento per chiedere il risarcimento degli eventuali danni subiti.

La prima udienza dibattimentale è stata fissata per il mese di settembre.

Il ruolo del passaporto equino

La vicenda richiama l'attenzione sull'importanza del documento di identificazione dell'equide, comunemente chiamato passaporto.

Oltre a identificare univocamente l'animale attraverso il microchip, il passaporto contiene informazioni fondamentali sulla sua storia sanitaria e, soprattutto, indica se l'equide sia destinato (DPA) oppure non destinato (NON DPA) alla produzione di alimenti per il consumo umano.

L'eventuale alterazione di tali dati può compromettere la tracciabilità degli animali e incidere sulla sicurezza della filiera alimentare.

Presunzione di innocenza

Il rinvio a giudizio non costituisce un accertamento di responsabilità.

Le persone imputate devono considerarsi presunte innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna, come previsto dall'articolo 27 della Costituzione.

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