La morte di un cavallo può avere conseguenze non solo sul piano emotivo, ma anche su quello giuridico. Il caso di Gaston D, avvenuto nel 2018 in provincia di Modena, evidenzia come uno stesso episodio possa dar luogo a valutazioni differenti in sede penale, disciplinare sportiva e deontologica.
I fatti
Nel 2018 il cavallo Gaston D, il cui valore economico era stimato in circa 150.000 euro, era stato affidato dal proprietario al cavaliere Elia Matteo Simonetti per il proseguimento dell'attività sportiva presso il Circolo Ippico "La Nuova Corte" di Sozzigalli (Modena).
Secondo quanto ricostruito successivamente, durante una notte il cavallo uscì dal box e cadde in un canalone in cemento, dove rimase per diverse ore.
Il proprietario ha sostenuto che:
il box non sarebbe stato chiuso correttamente;
i soccorsi veterinari sarebbero stati richiesti con ritardo;
il cavallo sarebbe stato sedato e rimosso dal canalone prima dell'arrivo del veterinario;
il ricovero in una clinica specialistica, consigliato dal veterinario intervenuto, non sarebbe stato effettuato;
l'accaduto non gli sarebbe stato comunicato tempestivamente.
Il proprietario venne informato solo alcuni giorni dopo, quando le condizioni dell'animale erano ormai gravissime. Gaston D morì poche ore più tardi.
L'indagine penale
Dopo aver ricostruito la dinamica dell'accaduto, il proprietario presentò denuncia alla Procura della Repubblica di Modena ipotizzando, tra gli altri, i reati di maltrattamento di animali, uccisione di animali e truffa.
La Procura dispose alcune indagini ma il procedimento venne archiviato.
Secondo il provvedimento di archiviazione, non risultavano elementi sufficienti per dimostrare il dolo richiesto per sostenere l'accusa di aver volontariamente provocato la morte dell'animale.
L'archiviazione non costituisce un accertamento dell'inesistenza dei fatti, ma attesta che, sulla base degli elementi raccolti, non erano stati individuati presupposti sufficienti per sostenere l'accusa in giudizio.
Il procedimento disciplinare della FISE
Diverso è stato l'esito in ambito sportivo.
Il Tribunale Federale della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) ha infatti ritenuto sussistenti violazioni dei regolamenti federali e, con decisione del 29 luglio 2020, ha inflitto a Elia Matteo Simonetti una sospensione di tre mesi.
Le sanzioni disciplinari della giustizia sportiva perseguono finalità differenti rispetto al processo penale: tutelano il corretto esercizio dell'attività federale e il rispetto delle norme etiche e regolamentari.
Il procedimento davanti all'Ordine dei Veterinari
Anche sotto il profilo deontologico il caso ha avuto sviluppi.
A seguito di un esposto presentato dal proprietario, l'Ordine dei Medici Veterinari territorialmente competente ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del veterinario intervenuto.
L'esito è stato l'irrogazione della sanzione dell'avvertimento, una misura disciplinare prevista dall'ordinamento professionale.
Le valutazioni degli Ordini professionali non riguardano la responsabilità penale, ma il rispetto dei doveri previsti dal Codice Deontologico della professione veterinaria.
Penale, disciplinare e deontologia: tre piani diversi
Il caso Gaston D dimostra come uno stesso fatto possa produrre esiti differenti a seconda dell'autorità chiamata a valutarlo.
Il procedimento penale accerta l'eventuale commissione di un reato e richiede prove rigorose della responsabilità.
La giustizia sportiva verifica il rispetto delle norme federali e può irrogare sanzioni anche in assenza di responsabilità penale.
L'Ordine professionale valuta la conformità della condotta ai principi deontologici della professione.
Le tre valutazioni sono autonome e possono concludersi con decisioni diverse.
L'importanza della documentazione
Il caso evidenzia anche l'importanza, per i proprietari di cavalli, di richiedere e conservare tutta la documentazione relativa a incidenti, trattamenti veterinari, cartelle cliniche e comunicazioni intercorse con le persone cui l'animale è affidato.
Una ricostruzione completa dei fatti rappresenta spesso l'elemento decisivo sia nei procedimenti giudiziari sia in quelli disciplinari.
Una vicenda che resta significativa
Indipendentemente dagli esiti processuali, la vicenda di Gaston D continua a essere richiamata come esempio dell'importanza della corretta gestione degli equidi affidati a terzi, della tempestività nelle cure veterinarie e della trasparenza nei rapporti con i proprietari.
Il benessere del cavallo richiede infatti non solo competenze tecniche, ma anche il rispetto degli obblighi professionali, sportivi e deontologici che gravano su tutte le persone coinvolte nella sua custodia e nella sua cura.
