Un parto difficile, una puledra che non riesce a sopravvivere e una causa civile conclusa con il riconoscimento di un risarcimento. È questa la vicenda raccontata a Horse Angels da Gaia Gocciadoro, piccola allevatrice di cavalli da trotto dell'Emilia-Romagna.
La storia riguarda Ultrababy Font, una fattrice prossima al parto, e la puledra Ikigai, il cui nome, in giapponese, significa "ragione di vivere" o "ragione di esistere".
Un parto che si complica
L'11 giugno 2023 Gaia conduce la propria cavalla presso una clinica veterinaria dopo l'inizio del travaglio.
Secondo il racconto della proprietaria, il parto si presentava particolarmente complesso: la puledra aveva già impegnato il canale del parto ma non riusciva a nascere.
La fattrice veniva sottoposta ai primi tentativi di assistenza e alla somministrazione di farmaci destinati a favorire il parto.
Il trasferimento in un'altra clinica
La proprietaria riferisce che, non essendo stato possibile risolvere la situazione, la cavalla sarebbe stata dimessa durante la notte senza che il parto fosse stato completato.
Sempre secondo quanto riferito da Gaia Gocciadoro, al momento della dimissione non sarebbe stata consegnata una relazione clinica contenente le cure praticate né altra documentazione sanitaria relativa agli interventi eseguiti.
La fattrice veniva quindi trasferita d'urgenza presso una seconda struttura veterinaria.
Qui i sanitari tentarono ogni possibile intervento, compreso il taglio cesareo, riuscendo a salvare la madre ma non la puledra, che morì a causa delle complicazioni conseguenti al parto distocico.
I dubbi della proprietaria
Dopo la perdita di Ikigai, la proprietaria si è posta diversi interrogativi.
Tra questi:
- se un intervento specialistico più tempestivo avrebbe potuto aumentare le possibilità di sopravvivenza della puledra;
- se il taglio cesareo, eseguito in una fase più precoce, avrebbe potuto modificare l'esito del parto;
- se la documentazione clinica avrebbe dovuto essere consegnata al momento del trasferimento;
- se una struttura che accetta una fattrice con un parto complicato debba essere organizzata per affrontare anche le emergenze ostetriche.
Si tratta di quesiti che hanno costituito il presupposto dell'azione legale successivamente intrapresa.
La causa civile
Ritenendo che vi fossero profili di responsabilità nella gestione dell'assistenza veterinaria, la proprietaria ha promosso un'azione civile per ottenere il risarcimento dei danni.
Horse Angels ha seguito la vicenda sin dalle prime fasi, raccogliendo la testimonianza della proprietaria e pubblicandola come contributo al dibattito sulla qualità dell'assistenza veterinaria nei parti equini ad alto rischio.
L'aggiornamento del 2025
Nel corso del 2025 la vicenda si è conclusa con il riconoscimento, in favore della proprietaria, di un risarcimento pari a 10.000 euro.
Non disponendo degli atti del procedimento, Horse Angels non formula valutazioni sulle motivazioni giuridiche che hanno portato alla definizione della controversia né sulla natura dell'accordo o della decisione.
Resta il fatto che la vicenda evidenzia quanto sia delicata la gestione dei parti difficili nelle cavalle e quanto siano fondamentali la tempestività degli interventi, la continuità dell'assistenza e una corretta documentazione clinica.
Una lezione per allevatori e proprietari
Le distocie rappresentano una delle principali emergenze della medicina riproduttiva equina. In questi casi il fattore tempo può risultare determinante sia per la sopravvivenza della fattrice sia per quella del puledro.
Per questo motivo è essenziale che i proprietari siano informati sulle possibilità di intervento, sulle procedure adottate dalla struttura veterinaria e sulla documentazione sanitaria relativa alle cure prestate, soprattutto quando si rende necessario il trasferimento presso un'altra clinica.
Aggiornamento
2025: la proprietaria ha comunicato a Horse Angels di aver ottenuto un risarcimento di 10.000 euro a conclusione della vicenda giudiziaria.
