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foto di repertorio

Pedofilo radiato dalla FISE si era ritesserato, la sentenza FISE

Istruttore di un centro ippico condannato in via definitiva per violenza sessuale su minori: radiazione federale e conferma delle sanzioni per chi ne ha favorito la permanenza nell'ambiente sportivo

Stato del procedimento penale: 🟢 Sentenza definitiva

Stato del procedimento sportivo: 🟢 Decisioni disciplinari definitive

Autorità: Corte d'Appello di Torino – Corte di Cassazione – Tribunale Federale FISE – Corte Federale d'Appello FISE

Materia: Diritto penale – Reati contro la libertà sessuale – Giustizia sportiva – Tutela dei minori

I fatti

Il procedimento penale ha riguardato un istruttore federale e gestore di un centro ippico piemontese, accusato di aver commesso violenze sessuali nei confronti di sei allievi minorenni che frequentavano la struttura.

Secondo quanto accertato nei giudizi di merito, l'istruttore instaurava rapporti di fiducia con alcuni ragazzi attraverso regali e altre attenzioni, per poi abusare di loro all'interno del centro ippico.

Le vittime avevano un'età compresa tra i 7 e i 16 anni.

Il procedimento penale

Il processo si è sviluppato nell'arco di circa dieci anni.

La Corte d'Appello di Torino ha condannato l'imputato alla pena di quattro anni e sei mesi di reclusione.

La Corte di Cassazione ha successivamente rigettato il ricorso, rendendo definitiva la sentenza di condanna.

La giustizia sportiva

A seguito della definitività della condanna penale, la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) ha disposto la radiazione del tesserato dall'ordinamento federale.

La radiazione costituisce la massima sanzione disciplinare prevista dalla Federazione e comporta l'esclusione definitiva dall'attività federale.

Il successivo procedimento disciplinare

Negli anni successivi la Procura Federale ha accertato che il soggetto radiato continuava a frequentare un circolo affiliato alla FISE e a partecipare, di fatto, ad attività riconducibili all'ordinamento federale.

Secondo gli accertamenti disciplinari, alcuni tesserati e il circolo coinvolto avrebbero consentito al soggetto radiato di mantenere una presenza attiva nell'ambiente sportivo, eludendo gli effetti della radiazione.

Il Tribunale Federale FISE ha quindi irrogato:

  • la sospensione di due anni nei confronti di quattro tesserati;
  • un'ammenda di 5.000 euro;
  • la sospensione di due anni del circolo ippico.

Con sentenza del 23 gennaio 2025, la Corte Federale d'Appello FISE ha respinto tutti i reclami, confermando integralmente le sanzioni disciplinari.

Principio di diritto

La radiazione federale deve essere effettiva e non può essere aggirata consentendo, direttamente o indirettamente, la partecipazione del soggetto radiato alle attività di un circolo affiliato o dell'ordinamento sportivo.

I dirigenti, i tecnici e gli altri tesserati che favoriscono consapevolmente tale situazione possono essere chiamati a rispondere disciplinarmente.

Perché la decisione è importante

La vicenda costituisce un precedente di particolare rilievo sotto un duplice profilo.

Da un lato conferma che una condanna penale definitiva per gravi reati commessi nell'ambito dell'attività sportiva può determinare la radiazione dall'ordinamento federale.

Dall'altro afferma che la tutela dei minori e l'effettività delle sanzioni disciplinari richiedono anche la responsabilizzazione dei circoli affiliati e dei tesserati, che non possono consentire, neppure informalmente, la prosecuzione dell'attività di un soggetto radiato.

Normativa di riferimento

  • Codice penale – Delitti contro la libertà sessuale.
  • Statuto della Federazione Italiana Sport Equestri.
  • Regolamento di Giustizia FISE.
  • Codice di Comportamento Sportivo del CONI.
  • Principi del safeguarding sportivo applicabili nell'ordinamento federale.

Perché compare nell'archivio "Diritto e Cavalli"

Il caso non riguarda il benessere degli equidi, ma la sicurezza delle persone all'interno delle strutture equestri. È inserito nell'archivio perché rappresenta un importante precedente sulla responsabilità degli enti sportivi nel garantire ambienti sicuri per i minori e sull'obbligo di dare piena esecuzione ai provvedimenti disciplinari adottati nei confronti dei propri tesserati.

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