Corse clandestine di cavalli nel Nisseno: al via il processo per ventuno imputati
Il Tribunale di Caltanissetta ha disposto il rinvio a giudizio di ventuno persone nell'ambito di un procedimento penale relativo a presunte corse clandestine di cavalli organizzate lungo la strada statale 117 bis, tra Piazza Armerina e Mazzarino.
L'inchiesta trae origine da un'operazione condotta circa sei anni fa da Polizia di Stato e Guardia di Finanza, che aveva interrotto quella che, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbe stata una competizione clandestina già pronta a prendere il via.
Le accuse
Secondo la Procura, gli imputati avrebbero ricoperto ruoli diversi nell'organizzazione delle presunte corse illegali.
Tra le contestazioni figurano, a vario titolo:
- organizzazione di corse clandestine con equidi;
- raccolta di scommesse illegali;
- impiego di vedette per segnalare l'arrivo delle forze dell'ordine;
- partecipazione alle competizioni come fantini;
- maltrattamento di animali.
L'accusa sostiene inoltre che ai cavalli sarebbero state somministrate sostanze dopanti per aumentarne le prestazioni durante le gare.
Le contestazioni dovranno ora essere esaminate nel corso del dibattimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
L'operazione investigativa
Nel corso del blitz eseguito dagli investigatori furono adottate misure cautelari nei confronti di alcuni indagati.
Otto persone vennero poste agli arresti domiciliari, mentre altre tredici furono indagate in stato di libertà.
Le indagini hanno ricostruito una presunta organizzazione nella quale ciascun partecipante avrebbe avuto compiti specifici, dalla gestione delle scommesse alla vigilanza del percorso di gara.
Le corse clandestine: un fenomeno ancora presente
Le corse clandestine con cavalli rappresentano uno dei fenomeni più gravi di sfruttamento degli equidi in Italia.
Oltre ai rischi per la sicurezza pubblica, tali competizioni sono spesso caratterizzate da:
- utilizzo di strade aperte al traffico;
- impiego di sostanze dopanti;
- assenza di controlli veterinari;
- stress e sofferenza per gli animali;
- scommesse illegali gestite al di fuori dei circuiti autorizzati.
Negli ultimi anni numerose operazioni delle forze dell'ordine hanno consentito di interrompere gare clandestine in diverse regioni italiane e di avviare procedimenti penali nei confronti degli organizzatori.
Il processo
Con il rinvio a giudizio si apre ora la fase dibattimentale, durante la quale il Tribunale sarà chiamato ad accertare la fondatezza delle accuse formulate dalla Procura.
Fino all'eventuale sentenza definitiva, tutti gli imputati devono considerarsi presunti innocenti.
In conclusione
Il procedimento di Caltanissetta conferma l'attenzione della magistratura e delle forze di polizia verso il fenomeno delle corse clandestine di cavalli, una pratica che continua a rappresentare un grave problema sotto il profilo della tutela degli animali, della sicurezza stradale e della legalità.
Horse Angels contro le corse clandestine
Da anni Horse Angels ODV segnala alle autorità competenti episodi di presunte corse clandestine, presenta esposti e, quando ne ricorrono i presupposti, si costituisce parte civile nei procedimenti penali per la tutela degli equidi. L'associazione considera il contrasto alle competizioni illegali una priorità, sia per la protezione dei cavalli sia per la sicurezza delle persone coinvolte o esposte ai rischi di queste gare.
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