Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 26130/2020 – Responsabilità del gestore di un maneggio per l'infortunio di uno stalliere
Massima
Quando il giudice d'appello riforma una sentenza assolutoria pronunciando una condanna, è tenuto a fornire una motivazione particolarmente rigorosa ("motivazione rafforzata") e, ove necessario, a rinnovare l'istruttoria dibattimentale. In mancanza, la decisione può essere annullata dalla Corte di cassazione.
I fatti
Il procedimento riguardava il gestore di un maneggio della provincia di Lecce, imputato per lesioni colpose aggravate dalla violazione della normativa sulla sicurezza del lavoro, in relazione all'infortunio subito da uno stalliere durante l'attività di gestione dei cavalli.
Secondo l'accusa, il lavoratore aveva riportato gravi lesioni in seguito al morso di un cavallo mentre svolgeva le proprie mansioni. Al gestore veniva contestato di non aver adottato le necessarie misure di prevenzione e di non aver fornito adeguati dispositivi di protezione.
In primo grado il Tribunale di Lecce aveva assolto l'imputato, ritenendo non sufficientemente dimostrata la responsabilità penale e rilevando criticità nella ricostruzione della dinamica dell'infortunio.
La Corte d'Appello di Lecce riformava integralmente la decisione, condannando il gestore a cinque mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni in favore della parte civile, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 10.000 euro.
La decisione della Cassazione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato.
I giudici hanno ricordato che, quando una sentenza assolutoria viene riformata in condanna, il giudice d'appello deve motivare in modo particolarmente approfondito le ragioni del diverso convincimento rispetto al primo giudice e, quando la diversa valutazione riguarda prove dichiarative, deve procedere alla loro rinnovazione nel contraddittorio delle parti.
Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che tali principi non fossero stati adeguatamente rispettati.
Essendo nel frattempo maturata la prescrizione del reato, la Cassazione ha annullato la sentenza agli effetti penali. Ha tuttavia disposto il rinvio al giudice civile competente in grado d'appello per la decisione sulle domande risarcitorie della parte civile.
Principi di diritto
La sentenza ribadisce due principi consolidati:
la condanna in appello di un imputato assolto in primo grado richiede una motivazione rafforzata, idonea a spiegare in modo puntuale le ragioni del diverso esito del giudizio;
quando la riforma dipende da una diversa valutazione delle prove testimoniali, il giudice d'appello deve, di regola, procedere alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale.
Materia: responsabilità del gestore di maneggio – sicurezza sul lavoro – lesioni colpose – processo penale.