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Sposa cade da cavallo durante il servizio fotografico: la Cassazione conferma la responsabilità dell'agriturismo

Cassazione civile, Sezione III, ordinanza n. 12911 del 22 aprile 2022

Mettere un cavallo a disposizione degli ospiti per un servizio fotografico significa assumersi anche la responsabilità di impedirne un utilizzo pericoloso.

È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 12911/2022, che ha confermato la responsabilità del titolare di un agriturismo per le lesioni riportate da una sposa caduta da cavallo durante i festeggiamenti del proprio matrimonio.

Una decisione che interessa non solo gli agriturismi, ma anche maneggi, centri equestri, strutture ricettive e organizzatori di eventi che utilizzano cavalli come attrazione o elemento scenografico.

Il fatto

Durante il ricevimento di nozze organizzato presso un agriturismo della provincia di Milano, una sposa venne invitata a realizzare alcune fotografie in sella a un cavallo presente nella struttura.

Nel tentativo di salire sull'animale, la donna cadde a terra riportando lesioni che la portarono a chiedere il risarcimento dei danni.

Il Tribunale di Milano accolse la domanda, condannando il titolare dell'agriturismo al pagamento di oltre 41.900 euro, oltre interessi e spese processuali.

La decisione venne successivamente confermata dalla Corte d'Appello.

Di chi era il cavallo?

Nel processo non fu possibile accertare con certezza chi fosse il proprietario dell'animale.

Per i giudici, tuttavia, questo elemento non era decisivo.

Il cavallo, infatti, era stato messo a disposizione durante l'evento proprio per consentire agli invitati di realizzare fotografie e riprese video.

Ciò bastava a dimostrare che l'animale fosse nella disponibilità dell'agriturismo, il quale ne aveva assunto il controllo e l'utilizzo nell'ambito dell'organizzazione della cerimonia.

La ragazza che teneva il cavallo

Un altro punto centrale della causa riguardava la persona che conduceva il cavallo.

Una giovane presente durante il matrimonio aveva dichiarato di essere esperta e di occuparsi dell'animale, ma nel corso del processo aveva negato qualsiasi rapporto di collaborazione con l'agriturismo.

La Corte d'Appello ha ritenuto questa versione poco credibile.

Secondo i giudici, appariva difficilmente plausibile che una persona mettesse gratuitamente a disposizione il proprio tempo e il proprio cavallo per tutta la durata di un matrimonio senza alcun collegamento con la struttura.

Perché l'agriturismo è stato ritenuto responsabile

La Corte ha ricostruito con precisione la dinamica dell'incidente.

È emerso che:

  • la sposa aveva manifestato esitazione per circa quindici minuti prima di salire;

  • era stata aiutata con una sedia per montare;

  • la persona che conduceva il cavallo aveva collaborato all'operazione anziché impedirla;

  • una collaboratrice dell'agriturismo, figlia del titolare, aveva più volte invitato la sposa a salire sull'animale;

  • pur avendo assistito alla scena, nessuno aveva impedito che una persona inesperta montasse il cavallo.

Secondo i giudici, tutto questo dimostrava l'assenza delle necessarie misure di prevenzione.

Il ricorso in Cassazione

Il titolare dell'agriturismo ha impugnato la decisione sostenendo di non poter essere ritenuto responsabile dell'accaduto.

La Corte di Cassazione ha però dichiarato il ricorso inammissibile, confermando integralmente le decisioni dei giudici di merito e condannando il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

Un principio importante per tutto il settore equestre

Questa decisione assume particolare rilievo perché ribadisce un principio fondamentale.

Chi mette un cavallo a disposizione del pubblico, anche solo per finalità ricreative o fotografiche, ha il dovere di adottare tutte le cautele necessarie affinché l'animale non venga utilizzato in modo pericoloso.

Non è sufficiente sostenere che l'incidente sia stato causato dall'iniziativa della persona salita in sella.

Se la situazione era prevedibile e poteva essere evitata attraverso un'adeguata vigilanza, la responsabilità può ricadere anche sulla struttura che aveva organizzato l'attività.

I servizi fotografici con i cavalli richiedono competenza

Negli ultimi anni è aumentata la richiesta di servizi fotografici con cavalli durante matrimoni, cerimonie ed eventi privati.

Si tratta di attività che possono svolgersi in sicurezza soltanto rispettando alcune regole fondamentali:

  • utilizzare cavalli abituati a questo tipo di contesto;

  • affidarne la gestione a personale realmente qualificato;

  • evitare che persone inesperte montino l'animale;

  • effettuare una preventiva valutazione dei rischi;

  • predisporre adeguate procedure di sicurezza.

Il cavallo non è un elemento scenografico né un semplice accessorio per una fotografia.

È un animale vivo, con reazioni proprie, che richiede competenza nella gestione e nella conduzione.

Una sentenza che richiama alla responsabilità

Per Horse Angels, questa ordinanza della Cassazione rappresenta un importante richiamo alla cultura della prevenzione.

Il benessere del cavallo e la sicurezza delle persone procedono insieme.

Ogni volta che un equide viene impiegato in attività aperte al pubblico, la responsabilità di chi organizza l'evento non si limita a mettere l'animale a disposizione, ma comprende anche il dovere di evitare che venga utilizzato in condizioni non sicure.

È un principio che tutela contemporaneamente gli animali, gli operatori e tutte le persone che scelgono di avvicinarsi al mondo del cavallo.

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