Tra i procedimenti giudiziari più gravi in materia di tutela degli equidi figura quello celebrato davanti al Tribunale di Messina, relativo agli abusi subiti da una cavalla fattrice gravida, culminati con la perdita del puledro e la morte dell'animale.
La vicenda rappresenta uno dei rarissimi casi in cui il maltrattamento di un cavallo è stato contestato nell'ambito di condotte di natura sessuale, con gravissime conseguenze sul benessere dell'animale.
I fatti contestati
Nel marzo 2015 la Procura della Repubblica di Messina dispose la citazione a giudizio di uno stalliere, accusato di aver sottoposto una cavalla di nome Tafna, in stato di gravidanza, a ripetuti maltrattamenti.
Secondo il capo d'imputazione, tali condotte avrebbero provocato gravissime lesioni all'animale, fino a determinare:
il distacco della placenta;
l'aborto;
la successiva morte della cavalla.
Oltre al reato di maltrattamento di animali, la Procura contestò anche il reato di danneggiamento, in relazione alla perdita definitiva della fattrice, bene di proprietà altrui.
Le prove raccolte
L'accusa si fondava principalmente sulle registrazioni effettuate dalle telecamere di videosorveglianza installate all'interno della struttura.
Secondo quanto emerso nel procedimento, le immagini avrebbero documentato le condotte contestate, costituendo uno degli elementi probatori principali a sostegno dell'imputazione.
Il processo
L'imputato non comparve davanti al Tribunale e il procedimento proseguì secondo le regole processuali allora vigenti per l'assenza dell'imputato.
All'esito del giudizio, il Tribunale pronunciò una sentenza di condanna.
Il quadro giuridico
La vicenda evidenzia come il diritto penale tuteli gli animali anche quando le condotte illecite non consistono in violenze tradizionalmente intese.
L'articolo 544-ter del Codice penale punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale oppure lo sottopone a sevizie o a comportamenti incompatibili con la sua natura e idonei a provocarne gravi sofferenze.
Quando dalle condotte derivano conseguenze particolarmente gravi, come lesioni irreversibili o la morte dell'animale, tali circostanze assumono rilievo nella valutazione della responsabilità penale e della determinazione della pena.
Nel caso di animali appartenenti a terzi possono inoltre concorrere reati contro il patrimonio, qualora la condotta provochi la perdita del valore economico dell'animale.
Il valore delle prove video
Il procedimento costituisce anche un esempio dell'importanza della videosorveglianza nelle strutture che ospitano equidi.
Le registrazioni possono risultare determinanti per:
documentare eventuali condotte illecite;
ricostruire con precisione la dinamica dei fatti;
tutelare sia gli animali sia i proprietari;
fornire elementi probatori utilizzabili nel processo penale.
Un precedente significativo
Il caso Tafna ricorda che i reati contro gli animali possono assumere forme molto diverse e che l'ordinamento prevede strumenti di tutela anche per condotte particolarmente gravi e lesive della dignità e del benessere dell'animale.
La vicenda sottolinea inoltre l'importanza dei sistemi di controllo nelle strutture equestri e della tempestiva denuncia di qualsiasi comportamento anomalo, affinché situazioni di abuso possano essere accertate e perseguite secondo la legge.
