Il Tribunale di Lecce, in composizione collegiale, ha condannato a 18 anni di reclusione un istruttore di equitazione, oggi sessantottenne, riconosciuto colpevole di violenza sessuale aggravata nei confronti di due allieve minorenni. La pena è superiore agli 11 anni richiesti dalla Procura.
Secondo quanto accertato nel corso del processo, gli episodi si sarebbero verificati tra il 2018 e il 2020 all'interno del maneggio gestito dall'imputato, nel Salento.
Una delle vittime aveva 13 anni quando, dopo appena quattro lezioni di equitazione, raccontò ai genitori quanto accaduto. Dalla denuncia prese avvio l'indagine che, nel 2022, portò all'arresto cautelare dell'istruttore, successivamente posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il processo è iniziato il 24 gennaio 2023.
L'altra vittima aveva 9 anni. Secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale, avrebbe subito abusi per un periodo di circa due anni, senza riuscire a parlarne a causa dello stato di soggezione in cui sarebbe stata mantenuta. La vicenda emerse soltanto quando una lettera scritta dalla bambina a una coetanea venne scoperta dai familiari, che presentarono immediatamente denuncia.
Tra gli elementi emersi nel procedimento vi è anche il fatto che alcune condotte sarebbero state giustificate dall'istruttore come presunte attività finalizzate alla costruzione di un rapporto empatico con il cavallo. Secondo l'accusa, facendo riferimento in modo improprio a concetti legati all'etologia equina e al grooming, l'uomo avrebbe indotto una delle minori a compiere gesti sul cavallo e avrebbe progressivamente instaurato un contatto fisico con la bambina, poi sfociato negli abusi contestati.
È importante sottolineare che l'etologia equina è una disciplina scientifica che studia il comportamento del cavalloe non prevede né giustifica in alcun modo pratiche di questo tipo. L'utilizzo di tale terminologia, secondo quanto emerso nel processo, avrebbe costituito un pretesto per manipolare le giovani allieve.
Questa vicenda rappresenta un grave caso di abuso della posizione di fiducia che un istruttore riveste nei confronti di allieve, allievi e delle loro famiglie. Ricorda inoltre quanto sia fondamentale che chi frequenta un centro equestre, soprattutto se minorenne, sia tutelato da ambienti sicuri, da personale qualificato e da adulti pronti ad ascoltare e raccogliere senza esitazione qualsiasi segnale di disagio o richiesta di aiuto.
