Fascicoli seguiti

In questa sezione tutte le azioni legali intraprese da Horse Angels che hanno dato adito a un procedimento giudiziario.

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Non c'è scusa che tenga. Non si abbandonano i cavalli (e nessun altro animale secondo le leggi vigenti), neppure per crisi economica o chiusura di maneggi. Tutt'al più si vendono o regalano.

E' iniziato il 10 dicembre 2019 il processo per l'abbandono dei cavalli di Valle Lepri, Ostellato (FE), partito dalla denuncia querela presentata da Horse Angels alla procura di Ferrara a seguito della morte di alcuni cavalli, affogati nel tentativo di abbeverarsi nel canale adiacente al loro pascolo, nell'autunno del 2018.

Imputato un agricoltore e allevatore veneto. Horse Angels costituita parte civile e difesa dall'Avv. Ciriaco Minichiello del Foro di Ferrara.

Horse Angels si è occupata della cura, mantenimento, accudimento di 2 dozzine di cavalli che erano stati abbandonati a Ostellato, in una valletta del fiume Po, a seguito del fallimento di un maneggio che persisteva su area limitrofa nello stesso Comune, fino a consegna a nuovi proprietari. Pignorato per debiti anche il terreno su cui abitavano. Entrambi, il terreno e i cavalli, sono stati ceduti a terzi in asta giudiziaria. Per quanto riguarda i cavalli, si è scelta questa procedura guidata per liberarli dalla sorte del processo e per permettere loro di essere presi in carico in piena proprietà da chi fosse stato disposto a pagare per il loro trasporto, messa in regola documentale e mantenimento. Il salvataggio dei cavalli è stato molto oneroso, sia per Horse Angels, sia per chi li ha presi in carico.

L'imputato si è trovato a dover rispondere in giudizio del reato penale previsto dall'art. 727 comma 2 c.p., perché deteneva in condizioni incompatibili con la loro natura dei cavalli, segnatamente privandoli del necessario governo dell'uomo (abbeveraggio, alimentazione e cure veterinarie), condizione produttiva di gravi sofferenze, poiché alcuni cavalli si ammalavano e altri morivano.

Peraltro l'associazione è stata designata custode giudiziale degli animali fino alla confisca degli stessi, avvenuta dopo che l'Istituto di Vendite Giudiziarie di Ferrara ha venduto il terreno. I volontari dell'associazione hanno operato da novembre 2018 ad agosto 2019 per la messa in sicurezza dei cavalli, fino cioè alla consegna dell'ultimo esemplare ed evacuazione dell'area in cui vivevano.

L'avv. di fiducia dell'imputato aveva proposto all'udienza di apertura il rito speciale previsto dall'oblazione. Per gli illeciti penali di minor rilievo è prevista una “scorciatoia” che evita all’imputato di dover affrontare il processo. Il vantaggio in alcuni casi è duplice: per chi ha commesso il fatto, perché ha la possibilità di cavarsela pagando solamente una somma di danaro; per la giustizia italiana, perché si evita di celebrare un processo lungo e dispendioso: l’oblazione consente di estinguere il reato commesso semplicemente pagando un’ammenda o una multa alle casse dello Stato. L'oblazione esclude le parti civili.

Il procuratore, Elisa Bovi, e Horse Angels, si sono opposti a chiudere il procedimento giudiziario con l'oblazione. Da cui il processo a seguito.

Udienza del 22 settembre 2020

Rigettata in toto, vista la gravità dei fatti contestati, l'istanza di oblazione presentata dall'imputato. Fissata la trattazione del processo al 19 gennaio 2021, davanti al giudice di Ferrara Dott. Andrea Migliorelli.

Udienza del 19 gennaio 2021

Nell’udienza in oggetto davanti al giudice Andrea Migliorelli si è sostanzialmente chiusa la fase istruttoria.

È stata sentita Chiara Berardelli, del servizio veterinario dell’Ausl di Ferrara, che ha raccontato le vicissitudini dei 28 cavalli – di cui 4 deceduti – e i vari provvedimenti presi per la loro tutela e non rispettati dalla proprietà, tanto che scattarono anche alcune sanzioni.

Alla fine le parti – la procura e l’associazione Horse Angels odv assistita dall’avvocato Ciriaco Minichiello  – hanno permesso un'acquisizione documentale corposa per il processo.

La sentenza di primo grado, 14 maggio 2021

E' arrivata la condanna, 6 mesi con la sospensione della pena (il procuratore aveva chiesto un anno), condizionata a pagare le spese processuali e la provvisionale riconosciuta ad Horse Angels. I danni civili da quantificarsi a parte.

Il magistrato Dott. Andrea Migliorelli si è riservato 70 giorni per le motivazioni.

Siamo soddisfatti del giudizio e cogliamo l'occasione di ringraziare l'Avv. Minichiello che ci ha sostenuto sin dalle prime fasi di denuncia.

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Mercoledì 12 maggio un fantino di nome (omissis), che lavora per un allenatore di cavalli da galoppo (omissis), presso l'Ippodromo di Pisa, durante il lavoro mattutino ha ripetutamente e brutalmente picchiato un cavallo che si opponeva alla routine in qualche modo.

Dopo essere rientrato in scuderia, aver docciato il cavallo, lo ha cosparso di alcool e gli ha dato fuoco. Il cavallo si é salvato, ha qualche esito da ustione, non è a rischio di perdere la vita ed è attualmente in cura. Il fatto che il cavallo si sia salvato, non è buon motivo secondo noi per non prendere provvedimenti.

Horse Angels, qui oscurando i nomi ma nell'esposto relativo citandoli, chiede al Direttore Generale del dipartimento Ippico presso il Mipaaf, Oreste Gerini, la radiazione del fantino e un'indagine per sapere se sono stati presi i provvedimenti di denuncia per la giustizia ordinaria. Nel caso non fosse stato fatto, che chi di dovere risponda sull'accaduto per le eventuali e ravvedibili responsabilità.

In particolare, chiediamo che la Procura della Repubblica di Pisa sia informata dell'accadimento e possa partire anche un procedimento di giustizia ordinaria, non valutando che il mero disciplinare sportivo sia sufficiente a rispondere a questa azione indegna, che merita l'attenzione della magistratura, allo scopo che nulla del genere possa più ripetersi, a fronte di più episodi venuti alla cronaca di operatori della filiera del cavallo che percuotono i cavalli se questi non rispondono alle aspettative di allenamento o gara.

C'è un decreto attualmente in Italia, il 36/2021, che vieta i metodi cruenti nell'addestramento dei cavalli sportivi, ed è una legge dello stato, non un mero regolamento sportivo. Da cui è lo stato, e non solo un giudice sportivo, attraverso la magistratura, che deve analizzare quanto è successo e decidere nel merito se e come punire il comportamento del fantino e le responsabilità eventuali sull'accaduto.

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