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C'è un agriturismo chiuso da tempo nel pavese, a Borgo Priolo, dove da anni si susseguivono storie di trascuratezza e mala gestione di cavalli. Nella primavera del 2019 la Forestale dava notizia di due dozzine di cavalli malnutriti, ospitati in un recinto pieno di escrementi, in condizioni igienico-sanitarie intollerabili. Un allevatore, proprietario della struttura con attività di noleggio cavalli aperta al pubblico, in provincia di Pavia, era stato allora sanzionato dai Carabinieri Forestali pertinenti territorialmente per la situazione di negligenza in cui deteneva gli equini.

I militari avevano svolto un controllo nella proprietà insieme ai funzionari dell'ATS di Pavia: dalla verifica era risultato che i cavalli erano tenuti in condizioni di vita difficili, il loro recinto in particolare era molto sporco, in quanto non veniva pulito da diversi giorni. Il proprietario era stato allora sanzionato in base alla normativa amministrativa in essere. Il Servizio veterinario dell'Ats si era occupato di ordinare migliori condizioni di vivibilità dei cavalli, ma senza che tale provvedimento risultasse risolutivo a lungo termine. Infatti, nel 2020 partivano altre segnalazioni, che sfociavano in un sequestro cautelativo che affidava i cavalli alla stessa persona indagata. Dopo qualche mese il magistrato scioglieva la riserva e gli equini tornavano nella piena disponibilità del proprietario.

Purtroppo, non sembrava essere cessata la mala gestione da cui, nell'autunno del 2021, sono pervenute nuove segnalazioni per le condizioni particolarmente critiche di alcuni dei cavalli. A ciò avevano fatto seguito nuovi sopralluoghi delle autorità preposte, che avevano portato a un nuovo provvedimento di sequestro con affido al sindaco.

Successivamente, dei 37 cavalli sequestrati, 6 furono affidati a Progetto Islander, e i rimanenti dati in custodia a privati tramite Horse Angels odv a inizio del 2022.

L'incolpato aveva fatto ricorso anche in Cassazione per la restituzione dei cavalli, che gli è stata negata.

Oggi è partito il processo al Tribunale di Pavia. Le 2 associazioni si sono costituite parte lesa.

L'incolpato si è detto innocente delle accuse a lui riferite e che lo dimostrerà.

Horse Angels ha affidato la difesa all'Avv. Annalisa Gasparre del Foro di Pavia.

Galleria immagini (le immagini si riferiscono a inizio 2022, quando i cavalli da noi fotografati erano già stati affidati al Sindaco e Horse Angels è subentrata per gli affidi a terzi):

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Aversa, Tribunale di Napoli Nord. Nel 2016, un cavallo trottatore, veniva trovato positivo al testosterone all'ippodromo di Aversa, in Campania. Era arrivato secondo in ordine di arrivo.

Per l'illecito, la giustizia sportiva aveva deciso per una sospensione di due anni alle corse per il cavallo. I test antidoping davano positività sia in prima, sia in seconda analisi ma, per un vizio di forma di trasmissione degli atti, l'allenatore viene assolto in giustizia sportiva e il cavallo, venduto, finiva macellato illegalmente a Sperone, in provincia di Avellino, Campania, nel 2018.

Lo stesso allenatore, poco tempo dopo, ha avuto un altro cavallo trovato positivo alla medesima molecola, un metabolita del testosterone, sostanza proibita. Il cavallo arrivava primo nella corsa deferita. Le due analisi confermavano la positività e il cavallo veniva sospeso per due anni. L'allenatore in giustizia sportiva prendeva 4 mesi di sospensione e 1.000 euro di sanzione. Il cavallo veniva retrocesso in classifica.

Gli atti furono trasmessi alla Procura penale di Aversa, che reinviava a giudizio l'allenatore e proprietario per ipotesi di doping/maltrattamento e frode sportiva.

Horse Angels si era costituita parte lesa, difesa dall'Avv. Laura Mascolo del Foro di Napoli.

In data odierna è arrivata la sentenza di primo grado

Gli imputati, proprietario e allenatore dei cavalli, ritenuti responsabili dei reati a loro ascritti vengono condannati (doping - ex art 544 ter, comma II e frode in competizione sportive - ex art 1 L. 401/89 sportiva), ciascuno alla pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione (pena sospesa) e € 15.000,00 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

Inoltre dovranno risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti dalla costituita parte civile, il cui ammontare sarà determinato in separato giudizio civile.

Il Giudice si è riservato 60 giorni per depositare la sentenza integrale, dalla lettura della quale capiremo bene tutte le motivazioni alla base della stessa.

Le analisi eseguiti sui campioni biologici dei cavalli, prelevati nell'immediatezza delle corse, hanno dato esito positivo in prime e seconde analisi: un cavallo veniva trovato positivo con una concentrazione calcolata di Testosterone di 253, 8=1.2 ng/ml e l'altra cavalla, veniva trovata positiva con una concentrazione calcolata di Testosterone di 170,5=5.2 ng/ml.

La concentrazione è altissima, tenendo conto che le soglie consentite di presenza di testosterone nei castroni (quali il cavallo di questa corsa) è al di sotto dei 0.02 microgrammi/ml, mentre quella consentita alle femmine è al di sotto dei 0.05 microgrammi/ml.

Comunque il reato di doping, ovvero di maltrattamento previsto al II comma dell'art. 544 ter, è un reato di pericolo e si configura nel momento in cui viene provato l'uso di "sostanze stupefacenti o vietate, ovvero si sottopongono i cavalli a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi", senza che ci sia nemmeno bisogno della prova del danno subito dall'animale.

Horse Angels si dichiara soddisfatta di questo primo risultato ottenuto in penale per doping in corse di cavalli.

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Era il 2018, a Chieusi, in provincia di Foggia, quando si svolse una edizione delle Carresi tra le più drammatiche. In quella edizione infausta morì anche uno spettatore travolto dagli animali.

Ora, 38 persone sono chiamate a giudizio per maltrattamento animale.

Si legge tra i capi di accusa, che costringevano i bovini in attività incompatibili con la loro natura, conducevano cavalli e buoi su tracciato non idoneo alle corse, tale da provocare sofferenza osteo articolare, percuotevano gli animali con pertiche in legno, per costringerli alla performance, innaturale per i bovini, che normalmente avanzano al passo, non alla corsa.

Per quanto ci riguarda, i bovini non sono animali da corsa e non dovrebbero essere adibiti ad attività incompatibili con la loro natura per mezzo della forza.

Possono fare le processioni religiose al passo, come già in altre regioni, ma senza essere maltrattati, percorssi o costretti ad andature contro natura. Sono animali meravigliosi e sarebbe bello fossero adibiti ad attività ludico ricreative pacifiche, o a pet terapia, in cui possano mostrare la loro collaborazione millenaria con l'essere umano. Speriamo la gente si possa inventare queste attività nuove con i bovini e farle diventare tradizione, sostituendo invece le corse, capaci come sono di provocare sofferenza e foriere di dimostrazioni di forza dell'essere umano sulla natura che sono oramai fuori moda.

In data 19 gennaio 2023 c'è stata l'udienza preliminare, Horse Angels ha depositato la costituzione di parte civile, difesa dall'Avv. Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria, successivamente l'udienza è stata rinviata al 2 Marzo per repliche degli imputati sulle costituzioni.

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Nel corso del 2022, Horse Angels aveva denunciato alla Procura della Repubblica di Brescia una donna perché aveva pubblicato il proprio video sui social mentre compiva atti sessuali con un cavallo.

L'esposto era stato depositato tramite il difensore di fiducia, l'Avv. Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria.

La procura medesima ha archiviato, adducendo come motivazione che il maltrattamento esiste solo se si rilevano "lesioni, sevizie, comportamenti, fatiche o lavori insopportabili".

Nel caso in questione, l'atto sessuale risulterebbe non invasivo.

Valutiamo l'opposizione all'archiviazione perché i reati di zooerastia, benché ancora non abbiamo nel nostro ordinamento giuridico una norma che li vieti esplicitamente, includendo la commercializzazione dei video stessi, vanno perseguiti e riconosciuti come maltrattamento animale.

Praticare atti sessuali con animali è indice di malattia mentale e lo sfruttamento a fini pornografici degli animali richiederebbe una protezione anticipata da parte dell’ordinamento penale.

È necessario, quindi, dissuadere e scoraggiare – anche con la sanzione penale – la produzione di materiali che sono realizzati violando gli animali, analogamente a quanto previsto per la pedopornografia o, per restare nel mondo animale, a quanto previsto dall’art. 544 quinquies c.p. relativamente ai combattimenti tra animali (che punisce chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica), nonché prevedere delle aggravanti specifiche per lo sfruttamento sessuale.

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Nel luglio del 2020, una ditta di trasporto cavalli conto terzi di Roma aveva affittato un van trasporto per cavalli da corsa a persone che dovevano andare in Sardegna con i propri cavalli a correre, 4 dei cavalli trasportati sono morti.

Il camion è stato collocato nel garage inferiore della nave, dunque la stiva. I cavalli sono stati trovati morti all'arrivo a Olbia da Civitavecchia. Erano 4 cavalli anglo arabi sardi di pregio che avrebbero dovuto gareggiare a Chilivani in ippodromo. Secondo la compagnia di navigazione, sarebbero sbarcati vivi, ma il vanista sosteneva che fossero sbarcarti morti.

Il mezzo con nove cavalli da corsa era partito da Civitavecchia sulla Moby Aky diretto a Olbia. Poco dopo lo sbarco, chi li trasportava, durante un normale controllo in una piazzola poco fuori dal porto, si è reso conto della tragedia. Su nove cavalli trasportati quattro erano morti, un quinto versava in gravi condizioni. In pratica erano sopravvissuti soltanto quelli che si trovavano nella parte anteriore del mezzo.

I cavalli erano provenienti da Anguillara, allenati dal trainer Massimiliano Narduzzi. I cavalli deceduti sono Bometeor, Bomodel da Clodia, Botrus, Bandidu de Zamaglia.

Horse Angels aveva presentato un esposto alla procura perché fosse avviata una indagine per ravvisare eventuali negligenze e quindi responsabilità, poiché il Regolamento CE 1/2005 che disciplina i trasporti di animali e che ne tutela il benessere, prevede che siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  • siano state previamente prese tutte le disposizioni necessarie per ridurre al minimo la durata del viaggio e assicurare i bisogni degli animali durante il viaggio;
  • il trasporto sia effettuato senza indugio verso il luogo di destinazione e le condizioni di benessere degli animali siano controllate a intervalli regolari e opportunamente preservate;
  • nessuno possa affidare mediante contratto o subappaltare il trasporto di animali tranne che a trasportatori autorizzati;
  • gli organizzatori assicurino che il benessere degli animali non sia compromesso a causa di un insufficiente coordinamento delle diverse parti del viaggio e si tenga conto delle condizioni atmosferiche;
  • gli animali siano trasportati in mezzi fissati, adeguatamente ventilati e, ove necessario, dotati di distributori automatici non capovolgibili e contenenti acqua e cibo sufficienti per un viaggio di durata doppia di quella prevista;
  • il conducente svolga le funzioni di guardiano.

L'autopsia è stata eseguita dal Consulente Tecnico del pm Ilaria Corbelli, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Sassari, Dott. Antonio Pintore, e dai Consulenti Tecnici delle parti lese (Scuderia Clodia e Horse Angels).

Horse Angels è difesa dall'avvocato Giulia Maria Cossu del Foro di Cagliari. E i nostri CT nominati per l'autopsia sono stati il Dott. Fabio Schirru, veterinario specialista in medicina e chirurgia del cavallo, con master in scienze forensi veterinarie, e il Prof Pietro Riccaboni, docente di anatomia patologica veterinaria all'Università di Milano.

Ieri, si è svolta l'udienza preliminare del processo di primo grado.

Secondo la perizia disposta dagli inquirenti, gli animali morirono per un colpo di calore nel garage della nave, durante la traversata. Sotto accusa ci sono  il comandante del traghetto Antonio Scotto Di Cicariello, il primo ufficiale di coperta Francesco Lo Nostro, l'allievo ufficiale di coperta Ernesto Prudente e l'autista del camion incaricato del trasporto dei cavalli, Maurizio Conti, difeso da Maurizio Mani.

Gli avvocati difensori dei due ufficiali, Giovanni Cimmino e Francesco Longhini, hanno chiesto l'oblazione per il reato di maltrattamento di animali e il gup Marco Contu si pronuncerà nella prossima udienza fissata per il 4 maggio.

Si sono costituite parti civili la scuderia Clodia, rappresentata dall'avvocata Nazarena Tilocca, e la onlus Horse Angels, patrocinata dall'avvocata Giulia Cossu.

Sono state citate in giudizio come responsabili civili la Moby e la ditta di autotrasporti Pieraccini.

Da aggiornare con l'esito delle decisioni al 4 maggio venturo.

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E' andato in onda un nuovo servizio di Striscia la Notizia relativamente allo stato di denutrizione in cui versavano bovini ed equini nell'Università di Agraria di Allumiere, una cooperativa di agricoltori e allevatori sita tra i Comuni di Allumiere e Tolfa, in provincia di Roma, il servizio titola: Sono salvi i cavallini di Santa Marinella.

300mila euro sono stati stanziati dalla Regione per acquisto del fieno su richiesta del Sindaco di Tidei di Santa Marinella, vedi servizio di Striscia qui sotto.

https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/sona-salvi-i-cavallini-di-santa-marinella_332808/

Peccato che in questi stessi giorni, c'è stata segnalata la morte di una vitella, abbandonata al pascolo, senza smaltimento ecologico della carcassa, nonostante questo possa portare all'inquinamento di falde acquifere.

Allora noi, come tanti altri cittadini, vorremmo chiedere come si procederà con questi soldi stanziati...che sono molti !!!

Se a fronte dello stanziamento si prevede, oltre a somministrare il fieno, di curare gli animali dalle eventuali patologie di cui sono afflitti; e se si intende regolarizzare in anagrafe i cavalli, o continueranno a persistere le criticità segnalate, anche, tra gli altri, alla procura di Civitavecchia da Horse Angels, tramite il proprio legale di fiducia Avv. Katia Valentini del foro di Roma, Procura che ha aperto un fascicolo sull'intera vicenda di questi animali partita a luglio 2022 e di cui si attende l'esito delle indagini preliminari.

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I fatti risalgono alle prove di addestramento di qualche anno fa, quando dei microchip di cavalli sarebbero stati scambiati per far partecipare due purosangue inglesi, Captain Forest e Bolliwood, alla competizione con i nomi di Romantico baio e Robinson, dei mezzosangue.

Condannati in primo grado nel 2019 Luigi Bruschelli detto Trecciolino e il veterinario Mauro Benedetti per falso sia materiale sia ideologico.

Il primo a 4 anni e 6 mesi e il secondo a 2 anni e 4 mesi per il falso determinato dal tentativo di scambiare i cavalli e le loro identità.

Nel primo grado invece era caduta l'accusa di maltrattamento nei confronti del fantino. I cavalli di cui si parla nel procedimento, preparati in vista delle Carriere 2016, erano S’othieresu, Fulmine femmina e Mocambo. L’accusa era di aver somministrato antinfiammatori per partecipare all’addestramento, aumentandone la performance.

L'appello si è tenuto a Firenze il 9 gennaio 2022. Appello voluto sia dai condannati, che dalla pm Sara Faina, che ha contestato l’assoluzione per il maltrattamento.

Sia il fantino che il veterinario erano presenti all’udienza di Firenze nel corso della quale il procuratore generale ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado per il falso e l’accoglimento dell’appello della procura per i presunti maltrattamenti.

Parti civili numerose associazioni animaliste e il comune di Siena, quest'ultimo soltanto per i reati di falso riguardanti i cavalli scambiati.

Horse Angels parte lesa, difesa dall'Avv. Chiara Lombardo del Foro di Firenze.

La sentenza di appello è prevista per marzo prossimo insieme alle repliche.

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Nel settembre 2018 era stato denunciato il presunto maltrattamento di 2 puledri nella municipalità di Corviale, a Roma, nell'area del parco adiacente all'edificio noto come il Serpentone.

I due puledri, rinominati Ringo e Starr erano stati sequestrati e tramite Horse Angels odv affidati a privati.

Da allora sono passati molti anni, Ringo e Starr non sono più puledri, ma cavalli adulti, senza che ci sia stato notificato l'inizio del procedimento giudiziario. Motivo per cui, il presunto maltrattamento è prossimo alla prescrizione.

Al fine di sistemare definitivamente i cavalli, ancora privi di passaporto da allora, dietro istanza di Horse Angels, difesa dall'Avv. Katia Valentini del foro di Roma, per i puledri il GIP del Tribunale di Roma ha così statuito:

"Per effetto della legge 189/04 gli animali sono assimilabili non più alle cose ma alle persone, tanto è vero che, a loro tutela, è stato previsto un istituto, l'affidamento che è lo stesso per i minori, per cui, nell'ottica di contenere le spese di custodia secondo il meccanismo di cui all'art. 151 comma 3 del T.U. delle spese di giustizia, e al contempo favorire l'inserimento degli animali in un ambiente familiare, deve potersi consentire, prima acora della definizione del procedimento penale, l'affidamento degli animali sequestrati ai privati...".

Tutto ciò premesso, non avendo mai l'indagato reclamato gli animali, deve perciò ritenersi che abbia abbandonato ogni (eventuale) pretesa su di essi.

Perciò il GIP ha disposto il dissequestro e asegnazione definitiva, a titolo gratuito, dei due puledri, con possibilità di regolarizzarli all'anagrafe, a chi li ha mantenuti sino ad oggi, come da istanza di Horse Angels odv.

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Un maxi processo a Napoli contro clan organizzato, 68 imputati, per discariche abusive e corse clandestine di cavalli, è iniziato in primo grado nel 2013 e si è concluso nel 2022, purtroppo, con assoluzioni e prescrizioni! Del resto i reati erano stati accertati nel 2008 e la lentenza processuale ha fatto il resto.

Due i filoni del processo:

  • Febbre da cavallo. Il clan gestiva, attraverso affiliati, un'associazione dedita all’organizzazione di corse clandestine di cavalli cui venivano somministrate sostanze dopanti che comportavano sevizie o strazio per gli animali. Il sodalizio criminale organizzava queste corse in modo itinerante. Si spostavano soprattutto in regione Campania. Varie le tipologie di gare di trotto organizzate nelle strade: dal confronto a due, con eliminatorie, ottavi e quarti di finale, alla semifinale e persino la finalissima del "campionato" abusivo. Varie - anche - le tipologie di “sevizie” alle quali i poveri cavalli venivano regolarmente sottoposti: dalle terrificanti condizioni in cui erano costretti a ‘sopravvivere’ (box 2 metri per 1 senza luce, garage, stalle abusive, “legati al morso con 2 catene e moschettoni da 30 centimetri, immobili per intere giornate”), alle bastonate quotidiane con le mazze ferrate, fino al martirio finale a colpi di martello, per i cavalli più fortunati la morte tramite revolver. Nel bel mezzo, una gamma di torture per somministrare le droghe e migliorare le performance. Dalle intercettazioni predisposte dagli organi inquirenti della giustizia, il clan non si faceva mancare le regolari corse in ippodromo a Napoli, con i medesimi cavalli dopati.

Intercettazioni non ritenute valide per il reato di corse clandestine di cavalli.

Horse Angels era costituita per questo filone del processo, difesa dall'Avv. Scardamaglio del Foro di Napoli.

  • Dirty Water. Il clan gestiva discariche di rifiuti in provincia di Napoli. Gli imputati sversavano i liquami raccolti nelle fogne e nei terreni dei comuni del settentrione napoletano in maniera abusiva e non congrua. Dall’analisi delle acque fognarie, che poi sono finite in mare, erano presenti stagno, idrocarburi pesanti, berillo e altri materiali pericolosi.

Tra le altre parti offese, il Ministero dell'ambiente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il comune di Napoli e numerose associazioni animaliste e ambientaliste.

Il processo di primo grado è iniziato nel 2013 e si è concluso nel 2022 con prescrizioni e assoluzioni. I beni sequestrati sono stati restituiti.

Unica nota positiva, i fatti erano del 2008 e allora erano stati sequestrati oltre 100 cavalli da corsa, affidati agli stessi indagati. Un successivo sopralluogo aveva determinato che 69 dei cavalli sequestrati erano spariti senza tracciabilità e per questa "sottrazione di beni sottoposti a sequestro", grazie alla querela di Horse Angels, difesa dall'Avv. Laura Mascolo del Foro di Napoli, tre imputati erano stati condannati nel 2020, vedi qui link.

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Nicky Henderson, a cui è stato dato uno stop per tre mesi nel 2009 dopo che uno dei cavalli da lui allenato, di proprietà della Regina Elisabetta, è risultato positivo all'acido tranexamico, ha dichiarato in un'udienza presso il Royal College of Veterinary Surgeons che "molti addestratori" stavano usando l'agente di coagulazione del sangue all'epoca in cui fu incriminato.

Moonlit Path era il nome della cavalla, positiva dopo una corsa disputata ad Huntingdon, in cui era arrivata sesta su 11 partecipanti.

L'allenatore, Nicky Henderson, è stato incriminato dalla British Horseracing Authority (Bha). Si è difeso sostenendo che la sostanza rilevata era stata somministrata all'animale da un veterinario a scopo terapeutico, non per migliorare le prestazioni sportive. Non gli hanno creduto.

Il campione sotto accusa conteneva tracce di acido tranexamico, un farmaco usato sia sugli animali che sugli umani per prevenire o curare le emorragie.

La Bha lo ha interdetto alle corse per 3 mesi e multato per 40mila sterline. 

Ben diversa la situazione in Italia, dove solo nel 2021 tre cavalli sono risultati positivi all'acido tranexamico, con penalità sportiva di 2 mesi di stop all'allenatore e solo 500 euro di multa.

Ma quando si chiede al Masaf (prima Mipaaf) il perché delle "sanzioni all'acqua di rosa" in Italia, rispetto all'estero, viene solitamente risposto che le pene italiane sono congrue con il mondo delle corse del Bel Paese, dove si guadagna molto meno dall'essere ippici, rispetto ad altri paesi come la Gran Bretagna appunto.

L'acido tranexamico è finito in passato anche alla Corte di Cassazione italiana, Cass. pen. 38647/17. Il caso riguardava una competizione “sportiva” avente a protagonista il cavallo vincente che, sottoposto a controllo per il rilevamento della presenza di eventuali sostanze dopanti, risultava positivo. In particolare risultava essergli stato somministrato l'acido tranaxemico che, a prescindere dalla quantità, era vietato dal regolamento in essere, con decreto ministeriale n. 797 del 16 ottobre 2002.

Il proprietario del cavallo in concorso con l’allenatore e “guidatore” venivano condannati dai giudici di merito per reato di maltrattamento e per violazione della legge antidoping perché, al fine di alterare il corretto e leale svolgimento della competizione avevano somministrato al cavallo sostanze dopanti vietate e dannose per l’animale.

La Corte di cassazione osservava in particolare che lo scopo dell’individuazione delle sostanze proibite è quello di proteggere l’integrità e la salute del cavallo che possono essere compromesse dall’assunzione di tali sostanze al fine di aumentarne o diminuirne le prestazioni sportive.

In definitiva, la Corte affermava che «la somministrazione di sostanze vietate ai sensi dell’allegato 1 del Regolamento UNIRE approvato con D.M. n. 797 del 16/10/2002, integra il reato di cui all’art. 544 ter cod. pen.», ovvero il maltrattamento di animali.

L'acido tranexamico è protagonista ora di una nuova querelle giudiziaria per un doping del 2020 giunto a giudizio.

Era stato somministrato ad un cavallo castrone che ora avrebbe 13 anni e che in carriera ha corso 202 corse, totalizzando quasi 60mila euro di vincite e che ha corso la sua ultima corsa a reclamare nel luglio 2022. Altro dettaglio su cui c'è caduto l'occhio, su vetinfo risulterebbe ancora nell'ultimo ippodromo in cui ha corso, per quel meccanismo per cui molti cavalli da corsa, terminata la carriera, non sono più tracciabili.

A processo, se non scelgono una soluzione alternativa, ad esempio la messa alla prova, andranno 3 imputati: proprietario, allenatore e allevatore, per concorso di reato in doping e maltrattamento del cavallo.

Horse Angels riconosciuta in preliminare parte lesa, difesa dall'Avv. di fiducia Giuseppe Marino, del Foro di Reggio Calabria. 

Il processo è fissato per la primavera 2023 al Tribunale di Savona.

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