Solo Caf ha corso per la Tris premio Città Francesi all'ippodromo di Agnano a Napoli nel gennaio 2023. Un cavallo trottatore maschio baio di 12 anni, quindi anziano per le corse, prossimo all'età in cui non avrebbe più potuto correre.

Il cavallo è morto in ippodromo in corsa. E' cascato lungo il percorso, corsa fermata e poi rifatta successivamente.

Solo Caf ha disputato 213 corse in carriera, di cui 23 vinte. Aveva totalizzato quasi 97mila euro di premi vinti.

Da regolamento, è obbligatorio l'antidoping per i cavalli che muoiono in corsa o a ridosso, ma non l'autopsia.

Abbiamo fatto un esposto perché fosse fatta l'autopsia, che è stata eseguita dall'Università di Veterinaria di Napoli, Federico II.

Ad un anno dalla morte del cavallo è giunta la richiesta di archiviazione.

Il cavallo è stato sottoposto ad esame autoptico e l'esame necroscopico effettuato dal Prof. orlando Paciello e dal dott. Giuseppe Piegari ha confermato che la causa del decesso è avvenuta per "insufficienza respiratoria secondaria da emorragia polmonare indotta dall'esercizio, dovuta alla rottura dei capillari polmonari indeboliti da patologie infiammatorie, frequente causa di morte improvvisa nel cavallo sportivo".
 
Nel commento si evidenzia che "l'emorragia polmonare indotta dall'esercizio (EIPH) è una frequente causa di morte improvvisa del cavallo improvvisa del cavallo sportivo. Deriva dalla rottura dei capillari polmonari indeboliti dalle patologie infiammatorie, in associazione alle elevate  pressioni sanguigne, capillari e transmurali che si creano durante l'esercizio fisico..." e che "la corrente di pensiero più recente è, però, l'EIPH possa costituire un'inevitabile conseguenza dell'esercizio fisico equino".
 
Dall'antidoping, è emerso che il cavallo fosse negativo.
 
Il Sostituto Procuratore ha, quindi, chiesto l'archiviazione perchè "dalle indagini esperite dalla p.g. delegata (carabinieri Forestali nucleo di Napoli) non sono emersi elementi costituenti reato."

Il reato è punibile solo se si vuole uccidere o, comunque, dalla morte del cavallo non è dimostrabile un elemento psicologico del genere (dolo) in questo caso. Anche perchè chiariscono l'esame autoptico e il parere del veterinario (che si rifa alle risultanze scientifiche), che molti cavalli sportivi muoiono così, essendo una causa frequente di morte: tutt'al più potrebbe esserci una colpa (accettare il rischio che succeda o rappresentarselo come molto probabile) e questo non è reato e, quindi, non è punibile.

Il risultato dell'indagine è simile a quello ottenuto per altri esposti per morti bianche di cavalli in corsa. C'è sempre questa "immunità" dovuta al fatto che la morte è considerata un rischio del mestiere per i cavalli da corsa. E con questo non si responsabilizzano mai gli operatori a non esagerare con allenamenti e gare, perché tanto se muore il cavallo, nessuno ne risponde.

Il video della corsa