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Frusta nel trotto: cosa è cambiato in Europa dal 2025?

Per anni le regole sull'uso della frusta nelle corse al trotto sono state molto diverse da un Paese europeo all'altro.

In alcuni ordinamenti il limite era espresso soprattutto attraverso il numero di colpi consentiti e la loro distribuzione nel finale della corsa. In altri erano già presenti restrizioni più articolate sui movimenti del guidatore, sulla posizione della frusta e sulle modalità di utilizzo.

Questa situazione è cambiata con una riforma coordinata a livello europeo.

Dal 1° aprile 2025, i Paesi aderenti alla Union Européenne du Trot (UET) hanno adottato nuovi standard comuni sull'impiego della frusta nel trotto.

Il cambiamento più significativo riguarda proprio il modo di concepire l'uso dello strumento: non più semplicemente una questione di quanti colpi siano consentiti, ma di come e perché la frusta venga utilizzata.

Dalla conta dei colpi alla modalità di utilizzo

Nelle precedenti normative nazionali il confronto era relativamente semplice.

La domanda era:

quanti colpi può ricevere il cavallo durante una corsa?

Per esempio, nella precedente normativa italiana il limite era di sette colpi negli ultimi 200 metri.

In Svezia il limite era di cinque colpi negli ultimi 400 metri, mentre la Francia prevedeva sette colpi negli ultimi 500 metri, con un massimo di tre negli ultimi 200.

Questi dati appartengono però alla precedente disciplina e non devono essere utilizzati per descrivere l'attuale normativa.

La riforma UET del 2025 ha introdotto un'impostazione differente.

La frusta deve essere utilizzata come segnale e non come strumento di percussione.

La nuova regola comune

Secondo i nuovi standard UET, il guidatore può utilizzare la frusta per dare un segnale al cavallo e, quando necessario, per governarlo in una situazione di pericolo.

Ma il movimento ammesso per il segnale è estremamente limitato.

La frusta deve essere utilizzata attraverso il solo movimento del polso, senza generare il movimento dalla spalla o dal gomito.

Sono inoltre vietati i movimenti all'indietro o laterali.

Il principio è quindi diverso dal semplice conteggio delle frustate:

non è sufficiente che il numero di colpi sia entro il limite; deve essere rispettata anche la modalità di utilizzo prevista dal regolamento.

Perché la UET ha cambiato le regole?

La riforma nasce dalla volontà dei Paesi membri di armonizzare le regole e innalzare gli standard relativi al benessere dei cavalli.

Nel comunicato con cui l'UET annunciava la nuova disciplina, l'organizzazione sottolineava la necessità di mantenere la frusta come strumento legato alla sicurezza, evitando però un suo utilizzo punitivo.

È un cambiamento importante anche dal punto di vista culturale.

Il dibattito non riguarda più soltanto quante volte sia possibile colpire un cavallo senza incorrere in una sanzione.

Riguarda la funzione stessa dello strumento.

L'Italia ha recepito la riforma

Anche l'Italia ha modificato il proprio Regolamento delle Corse al Trotto.

Il nuovo articolo 66, entrato in vigore il 1° aprile 2025, recepisce i nuovi standard UET.

La normativa italiana stabilisce che la frusta possa essere utilizzata per dare un segnale al cavallo e per governarlo quando ciò sia necessario per la sicurezza.

È vietato utilizzarla a scopo punitivo.

Durante la corsa il guidatore deve inoltre tenere le redini con entrambe le mani, salvo le specifiche eccezioni previste dal regolamento.

Sono vietati anche comportamenti come l'utilizzo delle redini per muovere bruscamente il morso nella bocca del cavallo o il loro impiego sotto la coda per incoraggiarlo.

La frusta non può inoltre essere utilizzata con movimenti laterali o all'indietro.

Il regolamento stabilisce anche caratteristiche tecniche relative alla frusta utilizzata nel trotto, compresa la lunghezza massima di 140 cm per quella impiegata sul sulky.

Svezia, Francia e Germania

La modifica non riguarda soltanto l'Italia.

La UET ha pubblicato le nuove disposizioni dei diversi Paesi aderenti, che presentano ormai principi comuni sull'utilizzo della frusta.

In Svezia, la normativa attuale prevede che la frusta possa essere utilizzata come segnale o per governare il cavallo in caso di pericolo immediato. Il segnale deve essere dato attraverso il movimento del polso; nel trotto con sulky le redini devono essere tenute con entrambe le mani.

Anche in Francia la disciplina aggiornata dal 2025 stabilisce che la frusta debba essere utilizzata come segnale e con il solo movimento del polso, senza movimenti provenienti dalla spalla o dal gomito. Sono inoltre vietati diversi comportamenti considerati incompatibili con il rispetto del cavallo.

Questo significa che il vecchio confronto secondo cui “la Svezia consente cinque colpi, la Francia sette e l'Italia sette” non rappresenta più la situazione normativa attuale.

È diventato un dato storico, utile per capire da dove siamo partiti ma non per descrivere le regole oggi in vigore.

La vera domanda: la nuova regola protegge di più il cavallo?

Qui comincia la parte più interessante.

Una modifica del regolamento non equivale automaticamente a una modifica della pratica.

Una regola può essere più restrittiva sulla carta e tuttavia produrre effetti limitati se i controlli sono insufficienti, le infrazioni non vengono rilevate o le sanzioni non hanno un effetto deterrente.

Per questo il passo successivo è verificare cosa succede in pista.

Ed è proprio qui che la ricerca scientifica può diventare importante.

La frusta fa davvero correre più forte?

Una delle argomentazioni tradizionalmente utilizzate per giustificare l'impiego della frusta è che possa aumentare la prestazione del cavallo negli ultimi metri della corsa.

Ma se l'obiettivo è valutare il benessere, la domanda dovrebbe essere più precisa:

la frusta produce effettivamente un vantaggio prestazionale sufficiente a giustificarne l'utilizzo?

La ricerca recente sul trotto sta iniziando a mettere in discussione questa convinzione.

Uno studio condotto analizzando corse di trotto svedesi ha osservato che l'utilizzo della frusta non risultava associato a un miglioramento del piazzamento e che, negli ultimi 100 metri, le frustate erano più frequentemente seguite da una decelerazione che da un'accelerazione.

Il risultato non significa che ogni singola frustata provochi necessariamente un rallentamento.

Significa però che l'assunto secondo cui colpire il cavallo nel finale produca automaticamente una maggiore velocità non trova una conferma semplice nei dati osservati.

Questo rende ancora più interessante la scelta normativa di spostare l'attenzione dalla quantità di colpi alla funzione della frusta.

E la sicurezza?

La sicurezza è uno degli argomenti utilizzati a favore della permanenza della frusta.

Il nuovo regolamento non elimina infatti completamente lo strumento.

La frusta può essere utilizzata quando è necessario governare il cavallo in una situazione che presenta un rischio per le persone o per gli animali.

La questione diventa quindi distinguere fra uso come ausilio di sicurezza e uso come mezzo coercitivo per ottenere una prestazione.

È una distinzione importante anche per il dibattito pubblico.

Non è necessario sostenere che ogni utilizzo della frusta abbia la stessa funzione o produca lo stesso effetto per interrogarsi sull'opportunità di limitarne progressivamente l'uso.

Il cambiamento delle regole non nasce dal nulla

La riforma del 2025 si inserisce in un dibattito molto più ampio sul rapporto tra sport e benessere animale.

Negli ultimi anni la ricerca ha prestato crescente attenzione alla capacità degli strumenti di controllo di modificare comportamento, stress, dolore e prestazione.

Parallelamente è cambiata anche la sensibilità del pubblico.

Per l'ippica questo significa che la licenza sociale a operare non può più essere considerata acquisita una volta per tutte.

La reputazione dello sport dipende anche dalla sua capacità di dimostrare che le proprie pratiche vengono aggiornate alla luce delle conoscenze disponibili.

Ma la normativa non riguarda soltanto la frusta

Un confronto interessante tra i regolamenti nazionali riguarda anche imboccature, finimenti e altri equipaggiamenti.

Ed è proprio qui che il vecchio confronto Italia-Svezia può essere recuperato, ma aggiornato.

La UET pubblica infatti le normative nazionali relative alle attrezzature utilizzabili nel trotto, comprese le disposizioni riguardanti morsi e finimenti.

Il fatto che un determinato equipaggiamento sia consentito in un Paese e vietato in un altro non dimostra automaticamente che sia dannoso.

Ma rappresenta un dato interessante da mettere in relazione con la ricerca scientifica sul dolore, sul comportamento e sulla capacità del cavallo di comunicare disagio.

Per questo, più che costruire una classifica dei Paesi “buoni” e “cattivi”, è più utile chiedersi:

quali equipaggiamenti vengono autorizzati, quali vengono vietati e sulla base di quali evidenze?

Dalla sanzione al cambiamento culturale

La nuova normativa UET rappresenta quindi un passo interessante.

Ma il vero obiettivo dovrebbe essere più ambizioso della semplice riduzione delle infrazioni.

Se la frusta viene considerata sempre meno come uno strumento per "far andare più forte" il cavallo e sempre più come un ausilio da utilizzare esclusivamente come segnale o per la sicurezza, cambia progressivamente anche la cultura dello sport.

E questo è probabilmente il passaggio più importante.

Una buona normativa non dovrebbe limitarsi a punire chi supera un determinato numero di colpi. Dovrebbe contribuire a rendere progressivamente meno normale l'idea che il cavallo debba essere colpito per ottenere una prestazione.

Cosa resta da verificare

La riforma del 2025 rende oggi molto più difficile utilizzare i vecchi confronti numerici fra Italia, Francia, Germania e Svezia.

Ma apre una nuova possibilità di ricerca.

Sarà interessante verificare nei prossimi anni:

  • quante infrazioni vengono effettivamente contestate;
  • quali sanzioni vengono applicate;
  • se le infrazioni diminuiscono;
  • come cambia l'utilizzo della frusta nelle corse;
  • se il nuovo sistema modifica realmente le modalità di guida;
  • se le prestazioni cambiano in assenza dell'uso coercitivo della frusta;
  • quali differenze rimangono tra i Paesi UET nell'utilizzo di imboccature e finimenti.

Perché la vera efficacia di una norma si misura anche nella pratica, non soltanto nel testo del regolamento.

Dal vecchio al nuovo regolamento

Il vecchio articolo di Horse Angels confrontava i Paesi soprattutto sulla base del numero massimo di colpi consentiti.

Quel confronto aveva senso nel contesto normativo dell'epoca.

Oggi, invece, va letto come una fotografia storica della regolamentazione precedente alla riforma UET del 2025.

La situazione attuale è diversa.

Italia, Francia, Svezia e gli altri Paesi aderenti all'UET sono stati portati verso un sistema nel quale l'utilizzo della frusta non viene più definito soltanto dal numero di colpi, ma dalla modalità, dalla finalità e dal movimento con cui viene utilizzata.

È un cambiamento che merita di essere seguito.

Perché, per il cavallo, la differenza tra una regola scritta e una regola applicata può essere enorme.

Fonti e approfondimenti

UET – Regolamenti nazionali del trotto
UET – Regulations

UET – comunicazione sulla nuova disciplina della frusta
UET – New whip rules

MASAF – Regolamento delle Corse al Trotto, art. 66
MASAF – Regolamento delle Corse al Trotto

 

Prima della riforma UET del 2025

Prima dell'armonizzazione introdotta dal 1° aprile 2025, le normative nazionali dell'ippica al trotto stabilivano limiti differenti soprattutto in relazione al numero di colpi consentiti e alla fase della corsa.

Il vecchio confronto raccolto da Horse Angels evidenziava queste differenze:

Paese Regolamentazione precedente
🇸🇪 Svezia Massimo 5 colpi negli ultimi 400 metri. Vietato colpire addome, inguine e testa. Redini con entrambe le mani; vietato colpire sulky o finimenti.
🇩🇪 Germania Massimo 5 colpi al traguardo. Vietato alzare il braccio sopra la spalla, tenere le redini con una sola mano, utilizzare la frusta lateralmente o all'indietro e colpire equipaggiamento o cavallo con la frusta rovesciata.
🇫🇷 Francia Massimo 7 colpi negli ultimi 500 metri, di cui non più di 3 negli ultimi 200 metri. Redini con entrambe le mani e frusta utilizzata nell'asse del cavallo.
🇮🇹 Italia Massimo 7 colpi negli ultimi 200 metri. Vietato alzare il braccio sopra la spalla; redini con entrambe le mani e frusta utilizzata nell'asse del cavallo, senza movimento laterale o all'indietro.

Le sanzioni erano anch'esse differenti tra i Paesi. In Italia le violazioni potevano comportare sanzioni economiche e sospensione dalla guida, mentre altri ordinamenti prevedevano, in determinate circostanze e soprattutto in caso di recidiva, sanzioni più severe fino alla sospensione o al ritiro della licenza.

Questi dati sono oggi storici e non descrivono la normativa vigente. Sono riportati per documentare il quadro regolamentare precedente alla riforma UET entrata in vigore nel 2025.

La differenza più importante rispetto al sistema precedente è che il nuovo approccio non si basa più semplicemente sulla domanda “quanti colpi sono consentiti?”, ma pone al centro modalità e finalità dell'utilizzo della frusta: il movimento deve essere limitato al polso e lo strumento non deve essere utilizzato a scopo punitivo.

 

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