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Doping nell'ippica: controlli, sostanze vietate e responsabilità

Quando si parla di doping nei cavalli da corsa si pensa spesso soltanto alla possibilità di alterare il risultato di una gara.

Il problema è più ampio.

L'impiego di sostanze proibite può riguardare la regolarità della competizione, la salute dell'equide e la responsabilità delle persone che lo gestiscono.

Per questo l'ippica dispone di un sistema specifico di controllo delle sostanze proibite, con norme, prelievi, analisi di laboratorio, veterinari incaricati e procedure disciplinari.

In Italia il riferimento è il Regolamento per il controllo delle sostanze proibite cavalli adottato dal MASAF, che disciplina il sistema dei controlli e comprende anche specifici disciplinari relativi alle attività veterinarie, all'identificazione dei cavalli e alla gestione dei campioni.

Che cosa si intende per doping nel cavallo da corsa?

Nel linguaggio comune “doping” indica l'impiego di sostanze per migliorare artificialmente la prestazione.

Dal punto di vista regolamentare il concetto è più ampio.

Il sistema di controllo riguarda la presenza nell'organismo del cavallo di sostanze proibite, loro metaboliti, isomeri o determinati indicatori scientifici, secondo quanto previsto dal regolamento e dai relativi allegati.

La normativa distingue inoltre categorie e modalità di proibizione differenti.

Per questo non è corretto ridurre il doping alla sola somministrazione di un “farmaco per correre più forte”.

Una positività può derivare da situazioni differenti e deve essere valutata secondo le procedure previste dalla normativa.

Perché esistono i controlli antidoping?

I controlli hanno almeno tre obiettivi.

Proteggere la regolarità della competizione

Una gara deve essere disputata secondo regole uguali per tutti.

L'utilizzo di sostanze proibite può alterare le condizioni della competizione e compromettere l'equità sportiva.

Proteggere il cavallo

Questo è l'aspetto più importante dal punto di vista del benessere.

Una sostanza può modificare la percezione del dolore, alterare la risposta fisiologica allo sforzo oppure influenzare il comportamento e la prestazione.

Il rischio è che un cavallo venga sottoposto a un'attività che il suo organismo non sarebbe in condizioni di sostenere.

Garantire la responsabilità del sistema

Il controllo delle sostanze consente di verificare il rispetto delle regole e di intervenire quando emergono irregolarità.

Il doping non è quindi soltanto un problema del singolo cavallo o della singola gara.

È una questione che coinvolge l'intera filiera della competizione.

Quali sostanze sono vietate?

Il regolamento MASAF contiene una specifica lista delle sostanze proibite e dei metodi proibiti, articolata in categorie. La normativa è accompagnata da allegati e disciplinari tecnici.

Non è quindi corretto pubblicare un semplice elenco generico di “farmaci dopanti”.

Una sostanza può essere vietata in determinate condizioni, mentre altre possono essere soggette a regole specifiche relative alla presenza nell'organismo, ai tempi di somministrazione o alla modalità di utilizzo.

Per questo la verifica deve essere effettuata sulla normativa vigente e non su vecchie liste pubblicate online.

Una distinzione importante

Farmaco veterinario e sostanza proibita non sono necessariamente sinonimi.

Un farmaco può essere legittimamente utilizzato per curare un cavallo.

Il problema può sorgere quando la sostanza è presente nell'organismo in una fase nella quale il cavallo è soggetto ai controlli previsti dal regolamento oppure quando viene utilizzata in violazione delle disposizioni applicabili.

La gestione farmacologica di un cavallo atleta richiede quindi particolare attenzione.

Il libro delle medicazioni

La normativa prevede specifiche disposizioni relative alla registrazione dei trattamenti.

Il libro delle medicazioni rappresenta uno strumento importante per documentare i trattamenti effettuati e permettere di ricostruire la storia farmacologica dell'equide.

La tracciabilità è fondamentale perché consente di collegare:

diagnosi → trattamento → sostanza utilizzata → periodo di somministrazione → eventuale competizione.

Il MASAF pubblica anche indicazioni operative relative al libro delle medicazioni nell'ambito della normativa sulle sostanze proibite.

Il problema dei tempi di eliminazione

Una delle questioni più delicate riguarda il tempo necessario perché una sostanza o un suo metabolita non sia più rilevabile secondo i criteri previsti dai controlli.

Non esiste sempre una semplice regola del tipo:

“Ho smesso di somministrare il farmaco, quindi il giorno dopo il cavallo è sicuramente negativo.”

La permanenza di una sostanza nell'organismo può dipendere da numerosi fattori.

Per questo la gestione farmacologica di un cavallo destinato alla competizione deve essere effettuata con particolare attenzione e nel rispetto della normativa.

Come vengono effettuati i controlli?

I controlli possono prevedere il prelievo di campioni biologici.

Tra i materiali utilizzati rientrano, secondo le procedure previste, sangue e urine.

Il sistema comprende procedure specifiche per:

  • identificazione del cavallo;

  • prelievo;

  • confezionamento;

  • conservazione;

  • trasporto;

  • analisi;

  • gestione dei campioni;

  • eventuali ulteriori accertamenti.

Il regolamento MASAF comprende disciplinari specifici anche per il confezionamento dei campioni di sangue e di urina.

Chi effettua i controlli?

Nel sistema ippico intervengono veterinari appositamente incaricati.

Il MASAF continua a pubblicare nel 2026 provvedimenti di nomina dei veterinari destinati ai controlli antidoping presso gli ippodromi, distinti per trotto e galoppo.

Il controllo antidoping è quindi una procedura istituzionale inserita nell'organizzazione delle corse.

Non si tratta semplicemente di un test effettuato occasionalmente dopo una gara particolarmente importante.

Quando vengono effettuati i controlli?

I controlli possono essere effettuati nell'ambito delle procedure previste per le competizioni e per i cavalli soggetti alla normativa.

La programmazione dei controlli e la designazione dei veterinari fanno parte dell'attività amministrativa del MASAF.

Il sistema comprende quindi sia le procedure relative alla singola corsa sia una struttura organizzativa più ampia.

Che cosa succede se un controllo è positivo?

Una positività non dovrebbe essere descritta giornalisticamente come una condanna immediata.

Il risultato analitico deve essere gestito secondo le procedure previste dal regolamento.

A seconda della situazione possono entrare in gioco:

  • verifiche;

  • ulteriori analisi;

  • procedure disciplinari;

  • provvedimenti sulla gara;

  • sanzioni;

  • responsabilità dei soggetti coinvolti.

La conseguenza concreta dipende quindi dal caso e dalla normativa applicabile.

Per questo è importante distinguere sempre tra:

controllo positivo → procedimento → eventuale accertamento della responsabilità → sanzione.

Sono fasi diverse.

Una positività significa necessariamente che qualcuno ha dopato il cavallo?

No.

Una positività analitica è un dato che deve essere interpretato secondo il regolamento e le procedure previste.

La ricostruzione della vicenda può richiedere l'esame della documentazione sanitaria, dei trattamenti effettuati, dei campioni e degli altri elementi disponibili.

Per questo, quando Horse Angels racconta un caso di doping, è importante utilizzare una terminologia precisa:

  • “positivo al controllo”;

  • “sostanza rilevata”;

  • “procedimento disciplinare”;

  • “sanzione”;

  • “condanna”, soltanto quando esiste effettivamente una decisione definitiva che lo giustifichi.

Doping e benessere: il punto centrale

La questione non è soltanto se una sostanza permetta di correre più velocemente.

Un problema ancora più grave può verificarsi quando una sostanza nasconde un segnale che dovrebbe fermare l'attività.

Dolore e affaticamento hanno anche una funzione biologica.

Se vengono alterati farmacologicamente, il rischio è che l'equide continui a essere sottoposto a uno sforzo che non sarebbe compatibile con le sue condizioni.

Per questo il contrasto al doping è anche una misura di tutela del benessere.

Il regolamento MASAF del 2023 dichiara espressamente tra le proprie finalità la tutela del benessere del cavallo e l'adeguamento del sistema all'evoluzione scientifica, farmacologica e normativa.

Doping e farmaci: non confondere le due cose

Un cavallo da corsa può avere bisogno di cure veterinarie.

Una diagnosi può richiedere l'utilizzo di un farmaco.

Questo non significa automaticamente che sia stato commesso doping.

La questione centrale è la gestione del trattamento in relazione alla normativa sulle sostanze proibite e all'attività agonistica.

È quindi importante che proprietari, allenatori e professionisti che gestiscono il cavallo conoscano gli obblighi previsti e documentino correttamente i trattamenti.

Doping accidentale

Esiste anche il rischio di una positività non intenzionale.

Una sostanza può essere presente nell'organismo in conseguenza di un trattamento veterinario effettuato per motivi sanitari.

Possono inoltre esistere problemi legati alla contaminazione, alla gestione dei prodotti o alla mancata conoscenza dei tempi necessari per l'eliminazione.

Questo non significa che ogni positività accidentale sia automaticamente priva di conseguenze.

Significa che la ricostruzione dei fatti deve essere distinta dall'ipotesi di una somministrazione deliberata finalizzata ad alterare la prestazione.

Il rischio dei prodotti “innocui”

Nel mondo equestre circolano numerosi prodotti presentati come integratori, prodotti naturali o sostanze prive di effetti farmacologici rilevanti.

“Naturale” non significa necessariamente “irrilevante ai fini antidoping”.

Un prodotto può contenere sostanze capaci di determinare un risultato analitico oppure contaminazioni non immediatamente evidenti.

Per un cavallo sottoposto a controlli, ogni prodotto destinato alla somministrazione dovrebbe quindi essere valutato con attenzione.

Doping e responsabilità

Quando viene rilevata una sostanza proibita, la domanda pubblica tende a essere immediata:

“Chi ha dopato il cavallo?”

Dal punto di vista giuridico e disciplinare la questione può essere molto più complessa.

Occorre ricostruire:

  • chi aveva la disponibilità del cavallo;

  • chi ne curava la gestione;

  • quali trattamenti erano stati effettuati;

  • quali prodotti erano stati utilizzati;

  • chi li aveva prescritti o somministrati;

  • quali documenti erano disponibili;

  • quali obblighi prevedeva la normativa;

  • quali responsabilità possono essere attribuite.

La presenza di una sostanza proibita e la responsabilità personale di un determinato soggetto sono quindi questioni che devono essere analizzate secondo le procedure previste.

Perché il doping è un problema anche quando non cambia il risultato?

Perché la tutela dell'equide non dipende dal fatto che il cavallo abbia vinto o perso.

Una sostanza proibita può essere problematica indipendentemente dalla posizione ottenuta al traguardo.

Il principio dovrebbe essere:

prima la salute dell'equide, poi la prestazione.

Il controllo antidoping serve proprio anche a impedire che la ricerca della prestazione trasformi il cavallo in uno strumento sul quale sperimentare farmacologicamente.

I dati sul doping nell'ippica

I dati sulle positività sono importanti perché permettono di capire la dimensione del fenomeno e la sua evoluzione.

Ma anche qui è necessario distinguere:

  • numero di controlli;

  • numero di positività;

  • sostanze rilevate;

  • cavalli coinvolti;

  • disciplina;

  • tipo di competizione;

  • procedimenti conclusi;

  • sanzioni effettivamente applicate.

Un numero isolato può essere facilmente interpretato in modo scorretto.

Per questo Horse Angels ha scelto di dedicare al doping un cluster specialistico separato, nel quale analizzare dati, sostanze, normativa, casi di positività e responsabilità con maggiore dettaglio.

Il ruolo di Horse Angels

Horse Angels considera il contrasto al doping parte integrante della tutela degli equidi impiegati nelle competizioni.

Non soltanto perché una gara deve essere regolare.

Ma perché un cavallo non dovrebbe essere sottoposto a una prestazione sportiva attraverso l'alterazione farmacologica delle sue normali risposte fisiologiche.

Per questo riteniamo importante:

  • conoscere la normativa;

  • rendere comprensibili i controlli;

  • analizzare i dati;

  • distinguere positività e responsabilità;

  • documentare i casi;

  • evitare accuse non dimostrate;

  • mantenere il focus sul benessere dell'equide.

In sintesi

Il doping nell'ippica non è semplicemente la storia di una sostanza trovata in un campione.

È un sistema che coinvolge:

farmaci → trattamenti veterinari → tracciabilità → controlli → analisi → regolamenti → procedimenti → responsabilità → benessere del cavallo.

Il controllo delle sostanze proibite serve contemporaneamente a proteggere la regolarità della competizione e la salute degli equidi.

E quando emerge una positività, la domanda non dovrebbe essere soltanto:

“Ha dopato il cavallo?”

Prima ancora bisogna chiedere:

“Quale sostanza è stata rilevata? In quale circostanza? Quale procedura è stata applicata? Qual è stato l'esito del procedimento?”

È da queste informazioni che nasce una corretta informazione sul doping.


Aggiornamento: agosto 2026.

Fonti principali: Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – Regolamento per il controllo delle sostanze proibite cavalli e relativa documentazione; provvedimenti MASAF 2026 relativi ai controlli antidoping.


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