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Roberta Ravello

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Primum non nocere. Ippocrate, il padre della medicina.

Le scoperte nei laboratori di ricerca sugli animali non sono così utili come qualcuno vuole fare credere per la lotta alle malattie umane. Se si osserva la messa in produzione di nuovi farmaci a partire dalla ricerca sulle malattie, "Big Pharma" si affida ancora molto ai test sugli animali, prima di arrivare ai test clinici sull'essere umano, ma ci vogliono dai 10 ai 12 anni e costi esorbitanti per portare un singolo farmaco sul mercato.

In tutta questa sperimentazione, il 95% dei farmaci sperimentati come efficaci negli animali fallisce negli studi clinici sull'uomo. Del 5% che ce la fa, la metà di questi viene ritirata o riceve blocchi nella circolazione per via degli effetti collaterali imprevedibili negli esseri umani.

La ricerca sugli animali non solo è crudele, ma anche incline spesso al fallimento, il motivo è anche semplice: la nostra biologia è molto diversa da quella degli animali.

Ciò che può avere funzionato per una specie, non significa che sia funzionale per un'altra. Non importa quale sia il test farmacologico, gli animali non possono ricalcare con precisione le malattie umane, perché tutto è così diverso dal punto di vista biologico tra loro e noi, altrimenti tutte le medicine in uso umano sarebbero funzionali anche per gli animali e viceversa, e sappiamo bene che non è così.

Le cause di queste malattie su cui la farmacopea fa ricerca, perché le stiamo inducendo artificialmente negli animali tramite la vivisezione, la storia naturale delle stesse, la progressione della malattia, i cambiamenti fisiopatologici, i sintomi, le complicanze e le risposte ai farmaci, sono tutte diverse. E i risultati sono spesso confusi da età, sesso e differenze di ceppo in questi animali.

I metodi di induzione della malattia, l'ambiente e persino le pratiche di allevamento possono influenzare questi animali e il modo in cui si interpretano i loro dati e li si applica agli esseri umani. Nella migliore delle ipotesi, stiamo catturando un'istantanea dello stato di malattia umana in una copia animale, ma non è una replica accurata, oltre ad essere un metodo crudele di ricerca.

Quando inoltre si sperimenta la tossicità delle sostanze, dagli studi acuti a breve termine agli studi sull'esposizione cronica a lungo termine che possono richiedere fino a diversi anni, va preso in considerazione che tale sperimentazione è indice di sofferenza abnorme per gli animali da laboratorio, ne brutalizza la vita e ne porta alla morte a migliaia.

Lo spreco di vite, quando già esistono alternative, è un costo etico di cui tenere conto.

L'industria farmaceutica è l'unica al mondo che continua ad accettare un tasso di fallimento del 95%. Il giorno in cui apporteremo dei veri cambiamenti a questa mentalità sarà il giorno in cui si inizieranno a compiere veri progressi etici nella scienza e nella medicina per gli esseri umani e per gli animali.

Le alternative

"Una ricerca scientifica etica e che potrà portare risultati sicuramente più affidabili è quella che si basa sulla nostra specie (human based). Bisogna quindi cambiare strada se vogliamo far avanzare la ricerca scientifica, abbandonando i modelli animali, che non sono mai stati validati scientificamente, per passare alle metodiche sostitutive che si basano su metodi in vitro, come le colture cellulari, staminali o altri prodotti biologici, sistemi bioibridi, metodi in silico (simulazioni al computer), come gli organ on chip, recentemente inseriti in serie fino a creare un modello multiorgano complesso che simula le funzioni fisiologiche e quindi le risposte alle varie sostanze che si vogliono studiare, bioreattori con organoidi, modelli computazionali, senza trascurare le analisi statistiche, la bioinformatica, la robotica o ancora gli studi clinici ed epidemiologici, tessuti e organi per donazioni post-mortem e numerosi altri metodi, questi sì che sono stati validati scientificamente o in corso di validazione e ritenuti quindi affidabili dai centri che controllano e certificano questi metodi che non fanno uso degli animali. Solo così riusciremo a fare una ricerca scientifica etica e moderna" cfr Limav, Dott. Calleri.

Grazie ancora a a chi si impegna per rendere l'Italia un paese migliore per tutti i suoi abitanti, umani e animali, perché la vita di ogni animale vale!

Approfondimenti veterinari allegati

Libro in open source da leggere di Augusto Agabiti, teosofo italiano

La manifestazione precedente, il 26 settembre 2021 a Verona davanti allo stabulario Atpuit che detiene beagle per la sperimentazione

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