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Il declino dell'allevamento di cavalli per il macello in Italia: perché il settore è in crisi

Ultimo aggiornamento: luglio 2026

Negli ultimi vent'anni l'allevamento di cavalli destinati alla produzione di carne ha attraversato una profonda trasformazione. Se all'inizio degli anni Duemila la filiera equina rappresentava ancora un comparto agricolo significativo, oggi il numero di equidi macellati è diminuito di oltre l'80% e sempre meno aziende allevano cavalli con finalità alimentari.

Questo cambiamento non dipende da un'unica causa, ma dall'intreccio di fattori economici, culturali, normativi e sociali che hanno modificato il rapporto degli italiani con il cavallo.


Indice

  • I numeri del declino
  • Perché gli italiani mangiano meno carne di cavallo
  • Il cavallo è sempre più un animale d'affezione
  • Gli allevamenti non sono più competitivi
  • Il peso delle importazioni
  • Il ruolo della normativa europea
  • Il fine carriera dei cavalli
  • Quale futuro per il settore?

I numeri del declino

I dati della Banca Dati Nazionale degli Equidi mostrano una riduzione costante del numero di equidi macellati in Italia.

Anno Equidi macellati
2005 137.644
2010 67.005
2015 49.395
2020 33.130
2021 30.092
2022 23.827
2023 24.022
2025 22.854

Nel giro di vent'anni il numero degli equidi macellati si è ridotto di oltre l'86%.

Non si tratta di una semplice oscillazione del mercato, ma di una trasformazione strutturale che coinvolge l'intera filiera.


Gli italiani mangiano sempre meno carne di cavallo

Il primo fattore che spiega il declino è la diminuzione della domanda.

La carne equina continua a essere consumata in alcune aree del Paese, soprattutto in Veneto, Puglia, Emilia-Romagna, Sicilia e Sardegna, ma il consumo nazionale è in costante diminuzione.

Le nuove generazioni acquistano carne di cavallo molto meno rispetto al passato e molti consumatori hanno modificato le proprie abitudini alimentari.


Il cavallo è sempre più considerato un animale d'affezione

Negli ultimi decenni è cambiata anche la percezione sociale del cavallo.

Sempre più persone lo considerano un compagno per lo sport, il tempo libero, la riabilitazione o la relazione con l'uomo, piuttosto che un animale destinato alla produzione alimentare.

Questa evoluzione culturale ha ridotto l'accettazione sociale della macellazione equina e ha alimentato il dibattito sul riconoscimento degli equidi come animali d'affezione.


Gli allevamenti sono sempre meno redditizi

L'allevamento dei cavalli richiede investimenti elevati.

Rispetto ad altre specie allevate per la produzione alimentare, gli equidi hanno tempi di crescita più lunghi, necessitano di ampi spazi, alimentazione di qualità e cure veterinarie costose.

Negli ultimi anni l'aumento dei costi di produzione ha ridotto ulteriormente la redditività del settore.

Molti allevatori hanno quindi scelto di riconvertire la propria attività verso:

  • cavalli sportivi;
  • turismo equestre;
  • allevamento amatoriale;
  • altre produzioni agricole.

Il peso delle importazioni

Una parte della carne equina consumata in Italia proviene da animali allevati o macellati all'estero.

Questo ha ridotto ulteriormente la competitività degli allevamenti nazionali.

Negli ultimi anni l'Italia ha continuato a importare equidi vivi e carne equina da altri Paesi europei e sudamericani, dove i costi di produzione risultano inferiori.


La normativa è diventata più rigorosa

Anche il quadro normativo è cambiato.

Le regole europee sulla tracciabilità degli equidi, sul benessere animale, sul trasporto e sull'impiego dei medicinali veterinari hanno aumentato gli obblighi a carico degli operatori.

Per gli allevatori questo significa maggiori costi amministrativi, sanitari e organizzativi.

La crescente diffusione dello status non DPA ha inoltre ridotto il numero di cavalli potenzialmente destinabili alla produzione alimentare.


Il problema del fine carriera

Il declino della macellazione non significa automaticamente che il problema degli equidi a fine carriera sia stato risolto.

Ogni anno migliaia di cavalli terminano la propria attività sportiva, riproduttiva o lavorativa.

Molti trovano una nuova collocazione, ma altri rischiano l'abbandono, la trascuratezza o di alimentare circuiti illeciti.

Per questo motivo il pensionamento e il ricollocamento rappresentano oggi una delle principali sfide del settore equino.


Una trasformazione ancora incompleta

La diminuzione della macellazione riflette un cambiamento culturale importante, ma non basta da sola a garantire il benessere degli equidi.

Occorre affrontare anche le cause che generano gli esuberi:

  • sovrapproduzione di cavalli;
  • carriere sportive molto brevi;
  • assenza di fondi strutturali per il fine carriera;
  • difficoltà economiche dei proprietari.

Senza interventi su questi aspetti, il rischio è che il problema si sposti dalla filiera legale verso fenomeni di abbandono, maltrattamento o traffico illecito.


La posizione di Horse Angels

Horse Angels considera il declino della produzione di carne equina un cambiamento positivo sotto il profilo culturale, ma ritiene che debba essere accompagnato da politiche pubbliche capaci di garantire un futuro dignitoso ai cavalli che escono dall'attività sportiva, riproduttiva o lavorativa.

Per questo l'associazione propone:

  • il riconoscimento degli equidi come animali d'affezione;
  • un fondo nazionale per il fine carriera;
  • incentivi al ricollocamento e all'adozione;
  • una programmazione più responsabile delle nascite;
  • il rafforzamento della tracciabilità degli equidi.

Domande frequenti

Esistono ancora allevamenti di cavalli da carne in Italia?

Sì, ma sono molti meno rispetto al passato e il settore è in costante contrazione.

Perché il numero dei cavalli macellati diminuisce?

Per la riduzione dei consumi, i cambiamenti culturali, l'aumento dei costi di allevamento, le importazioni e una normativa più rigorosa.

Significa che la macellazione scomparirà?

Non necessariamente. La filiera esiste ancora, ma il suo peso economico e sociale è molto inferiore rispetto a vent'anni fa.

Il calo delle macellazioni elimina il problema degli esuberi?

No. I cavalli a fine carriera continuano a rappresentare una sfida importante e richiedono politiche dedicate al pensionamento e al ricollocamento.


Box Horse Angels

Il futuro del settore equino non può essere costruito soltanto riducendo la macellazione. Per Horse Angels è necessario intervenire sulle cause degli esuberi: programmare meglio le nascite, sostenere economicamente il fine carriera, favorire il ricollocamento e riconoscere il cavallo come animale d'affezione. Solo così sarà possibile coniugare benessere animale, sostenibilità economica e responsabilità sociale.

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