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Fattorie del sangue e ormoni da cavalle gravide: la verità dietro eCG e Premarin

Fattorie del sangue e ormoni da cavalle gravide: quando la medicina e la zootecnia si basano sullo sfruttamento degli equini

Pochi consumatori sanno che alcuni farmaci e prodotti utilizzati in medicina umana e nell'allevamento intensivo dipendono ancora oggi dallo sfruttamento di cavalle gravide.

Dietro nomi tecnici come eCG, PMSG o Premarin si nasconde una realtà poco conosciuta fatta di prelievi di sangue, raccolta di urina, gravidanze ripetute e, in alcuni casi, gravi compromissioni del benessere animale.

Le cosiddette "fattorie del sangue" e le aziende che raccolgono urina da cavalle gravide rappresentano due facce dello stesso problema: l'utilizzo del corpo della cavalla come fonte industriale di ormoni.

Quando il corpo della cavalla diventa una fabbrica di ormoni

Durante la gravidanza, l'organismo della cavalla produce naturalmente diverse sostanze ormonali.

Alcune di queste hanno un elevato valore commerciale e vengono raccolte per essere utilizzate:

  • nell'allevamento intensivo di suini, bovini e ovini;
  • nella produzione di farmaci per la fertilità;
  • nella terapia ormonale sostitutiva della menopausa;
  • nella ricerca biomedica.

L'industria ha quindi sviluppato sistemi per sfruttare queste sostanze su larga scala.

Le fattorie del sangue e l'ormone eCG

L'eCG (gonadotropina corionica equina), storicamente nota anche come PMSG, viene prodotta naturalmente dalla cavalla durante una fase specifica della gravidanza.

Questo ormone viene utilizzato principalmente negli allevamenti intensivi per:

  • sincronizzare i cicli riproduttivi;
  • indurre l'ovulazione;
  • aumentare la fertilità;
  • programmare le nascite;
  • migliorare la produttività degli allevamenti.

Per ottenerlo, le cavalle vengono mantenute gravide e sottoposte a prelievi periodici di sangue.

Come funziona il sistema

Nelle strutture più controverse, documentate da numerose inchieste internazionali, le cavalle vengono:

  • fecondate ogni anno;
  • sottoposte a ripetuti prelievi di sangue;
  • mantenute in condizioni spesso inadeguate;
  • sfruttate fino all'esaurimento della loro capacità produttiva.

Secondo le organizzazioni per la protezione animale, in alcune realtà i prelievi possono raggiungere volumi tali da compromettere seriamente la salute dell'animale.

Le conseguenze possono includere:

  • anemia;
  • perdita di peso;
  • debolezza;
  • maggiore suscettibilità alle malattie;
  • stress cronico.

Gli aborti indotti

Uno degli aspetti più contestati riguarda l'interruzione volontaria della gravidanza.

Poiché l'eCG viene prodotto solo in una specifica fase della gestazione, una volta terminato il periodo utile per l'estrazione dell'ormone alcune cavalle possono essere sottoposte ad aborto per essere nuovamente fecondate e riavviare il ciclo produttivo.

Non tutte le strutture adottano questa pratica, ma le indagini effettuate in alcuni Paesi hanno documentato casi in cui essa viene utilizzata per massimizzare la produzione di ormone.

Gli ormoni ottenuti dall'urina delle cavalle gravide

Lo sfruttamento delle cavalle gravide non riguarda soltanto il sangue.

Da decenni esiste un'altra industria meno conosciuta ma estremamente redditizia: quella degli estrogeni ottenuti dall'urina di cavalle gravide.

L'esempio più noto è il Premarin, farmaco utilizzato per la terapia ormonale sostitutiva nella menopausa.

Il nome stesso deriva da "PREgnant MARes urINe", cioè "urina di cavalle gravide".

Come viene raccolta l'urina

Nelle aziende dedicate a questa produzione, le cavalle vengono mantenute gravide e tenute per lunghi periodi in condizioni che favoriscono la raccolta dell'urina.

Le associazioni animaliste hanno denunciato nel corso degli anni:

  • limitazioni del movimento;
  • restrizioni nell'accesso all'acqua;
  • condizioni di stabulazione incompatibili con il benessere equino;
  • gestione orientata esclusivamente alla massimizzazione della produzione.

Dopo il parto, molti puledri risultano economicamente poco interessanti per il sistema produttivo e il loro destino è stato oggetto di numerose critiche.

Un mercato globale poco trasparente

I principali Paesi coinvolti nella produzione di eCG comprendono:

  • Argentina;
  • Uruguay;
  • Islanda;
  • altri Paesi dell'America Latina.

Per gli estrogeni derivati dall'urina delle cavalle gravide, la produzione è stata storicamente concentrata soprattutto in Nord America.

Le filiere risultano spesso poco trasparenti e difficili da monitorare.

Le critiche della comunità scientifica e animalista

Le principali contestazioni riguardano:

Sofferenza animale

Le cavalle vengono utilizzate come strumenti biologici per la produzione industriale di ormoni.

Gravidanze ripetute

La riproduzione viene trasformata in un ciclo produttivo continuo.

Mancanza di controlli

In diversi Paesi la normativa sul benessere animale è insufficiente o scarsamente applicata.

Alternative disponibili

Sempre più esperti ritengono che molte applicazioni possano essere sostituite da prodotti sintetici o tecnologie moderne.

Esistono alternative?

Sì.

Negli ultimi anni sono stati sviluppati:

  • ormoni sintetici;
  • biotecnologie riproduttive;
  • farmaci ricombinanti;
  • protocolli alternativi per la gestione della fertilità.

Anche nel trattamento della menopausa esistono terapie che non richiedono l'utilizzo di derivati ottenuti da cavalle gravide.

Molte aziende farmaceutiche stanno progressivamente investendo in soluzioni che riducono la dipendenza dalle fonti animali.

Una questione etica

Il problema non riguarda soltanto il benessere delle singole cavalle.

La domanda di fondo è se sia ancora accettabile utilizzare animali come "fabbriche biologiche" per produrre sostanze che la tecnologia moderna potrebbe ottenere in altri modi.

La crescente attenzione verso il benessere animale sta spingendo consumatori, medici, allevatori e aziende a interrogarsi sulla sostenibilità etica di questi sistemi.

Cosa possono fare i consumatori?

I consumatori possono:

  • informarsi sull'origine dei prodotti utilizzati;
  • sostenere aziende che adottano alternative etiche;
  • chiedere maggiore trasparenza nelle filiere;
  • supportare le organizzazioni che promuovono la tutela degli equini;
  • incoraggiare la ricerca su metodi sostitutivi.

Conclusioni

Le fattorie del sangue e la raccolta di urina da cavalle gravide rappresentano una delle forme meno conosciute di sfruttamento equino moderno. Migliaia di animali vengono utilizzati ogni anno per produrre ormoni destinati all'allevamento intensivo e alla medicina umana.

Sebbene queste pratiche abbiano avuto un ruolo storico nello sviluppo di importanti farmaci e tecnologie riproduttive, l'esistenza di alternative sempre più efficaci rende necessario un ripensamento etico del sistema.

Una medicina e una zootecnia realmente moderne dovrebbero puntare a ridurre progressivamente la dipendenza da pratiche che comportano sofferenza animale, favorendo soluzioni innovative, trasparenti e rispettose del benessere degli equini.

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