La lingua del cavallo è un organo estremamente sensibile e riccamente vascolarizzato, fondamentale non soltanto per l'alimentazione e la deglutizione, ma anche per il comfort e la comunicazione durante il lavoro.
Eppure proprio la lingua è una delle parti del corpo più frequentemente sottoposte a pressioni, costrizioni e traumi nel contesto sportivo e addestrativo.
Tagli, lacerazioni, ematomi, gonfiori, compressioni vascolari e danni permanenti possono derivare dall'uso di determinate attrezzature o da pratiche che limitano artificialmente i movimenti naturali della bocca.
Perché la lingua è così importante?
La lingua svolge numerose funzioni essenziali:
- contribuisce alla masticazione;
- facilita la deglutizione;
- partecipa alla termoregolazione;
- aiuta il cavallo a esplorare l'ambiente;
- collabora alla gestione del morso durante il lavoro.
Qualsiasi lesione può quindi influire direttamente sul benessere e sulla qualità della vita dell'animale.
Le principali cause di lesioni della lingua
Imboccature troppo severe
Morsi particolarmente rigidi o utilizzati con mani pesanti possono comprimere la lingua tra il metallo e le strutture ossee della mandibola.
Le conseguenze possono includere:
- abrasioni;
- ulcerazioni;
- ematomi;
- perdita di sensibilità;
- dolore cronico.
Morsi severi e compressione della lingua
Non tutte le imboccature esercitano la stessa pressione sulla bocca del cavallo. Alcuni morsi particolarmente severi, soprattutto se utilizzati con mani pesanti o in combinazione con capezzine molto strette, possono comprimere la lingua tra il metallo e le strutture ossee della mandibola.
Tra le imboccature più controverse figurano alcuni modelli dotati di leve, catenelle, porti molto alti o azioni combinate che aumentano significativamente la pressione sulla lingua, sulle barre della mandibola e sul palato.
Le possibili conseguenze comprendono:
- schiacciamento dei tessuti molli;
- riduzione della circolazione sanguigna;
- ematomi e gonfiori;
- ulcerazioni;
- tagli e lacerazioni;
- perdita temporanea della sensibilità;
- dolore cronico.
Nei casi più gravi possono verificarsi lesioni profonde della lingua, documentate sia in ambito sportivo sia nelle corse ippiche. Alcuni studi veterinari hanno rilevato la presenza di ferite, cicatrici e alterazioni permanenti nei cavalli sottoposti a pressioni eccessive sulla bocca.
Capezzine e chiudibocca troppo stretti
Quando la bocca viene serrata artificialmente, la lingua perde parte della propria capacità di movimento naturale.
La compressione può favorire:
- schiacciamento dei tessuti;
- alterazione della circolazione sanguigna;
- difficoltà di deglutizione;
- aumento dello stress.
Addestramento coercitivo
Tecniche basate sul controllo forzato della testa e del collo possono aumentare la pressione esercitata sulla bocca e sulla lingua.
Il disagio che ne deriva può manifestarsi con:
- movimenti anomali della lingua;
- tentativi di portarla fuori dalla bocca;
- apertura della bocca;
- resistenza al contatto.
Spesso questi comportamenti vengono interpretati come problemi disciplinari anziché come possibili segnali di dolore.
Il frenalingua nelle corse
Tra i dispositivi più controversi figura il frenalingua, conosciuto a livello internazionale come tongue tie.
Si tratta di una fascia elastica, una striscia di tessuto o altro materiale che viene avvolto attorno alla lingua del cavallo e fissato alla mandibola inferiore per impedirne determinati movimenti.
L'obiettivo dichiarato è generalmente quello di:
- impedire al cavallo di portare la lingua sopra il morso;
- evitare che si morda la lingua durante la corsa;
- prevenire presunti problemi respiratori durante lo sforzo;
- migliorare il controllo dell'animale.
L'uso del frenalingua è vietato dalla FEI negli sport equestri dal 2004, ma continua a essere consentito in numerose giurisdizioni ippiche, in particolare nelle corse al trotto.
Una pratica sempre più contestata
Le critiche riguardano principalmente:
- il dolore provocato dalla compressione;
- il rischio di lesioni permanenti;
- lo stress associato alla procedura;
- la mancanza di prove scientifiche solide sui benefici dichiarati.
Il processo di applicazione consiste nell'afferrare la lingua del cavallo, estenderla e fissarla tramite una fascia o un laccio sotto la mandibola.
Le regole di gara spesso non prevedono una valutazione veterinaria obbligatoria della lingua prima o dopo l'utilizzo del dispositivo.
Cosa dice la ricerca scientifica?
Uno studio pubblicato nel 2022 sull'Equine Veterinary Journal (Barton et al.) non ha evidenziato un miglioramento significativo delle dimensioni delle vie aeree superiori nei cavalli sottoposti al frenalingua.
I risultati non hanno quindi confermato l'ipotesi secondo cui il dispositivo migliorerebbe la respirazione durante l'esercizio.
Altri studi hanno inoltre documentato un aumento degli indicatori comportamentali di stress nei cavalli che indossano questo dispositivo.
La letteratura scientifica disponibile suggerisce che eventuali benefici respiratori siano limitati a una ristretta categoria di soggetti e che il meccanismo attraverso il quale si verificherebbero non sia ancora del tutto chiarito.
I possibili effetti collaterali
Le complicazioni riportate includono:
- dolore;
- ansia;
- stress;
- difficoltà nella deglutizione;
- gonfiore della lingua;
- ematomi;
- tagli e lacerazioni;
- alterazioni della circolazione sanguigna;
- danni permanenti ai tessuti.
Nei casi più gravi la compressione può compromettere il normale afflusso di sangue alla lingua, causando colorazione bluastra dei tessuti e possibili danni irreversibili.
Le lesioni della lingua nelle competizioni
Le lesioni della lingua non rappresentano soltanto un problema di benessere animale, ma possono anche costituire una violazione regolamentare.
In diverse discipline equestri e ippiche i veterinari di gara controllano la presenza di sangue nella bocca del cavallo, poiché sanguinamenti e ferite possono indicare un utilizzo eccessivo o scorretto dell'attrezzatura.
Tuttavia molte lesioni non producono sanguinamenti evidenti e possono passare inosservate pur causando dolore significativo all'animale.
Quando il cavallo mostra la lingua
Molti cavalli cercano di sottrarsi al disagio spostando la lingua, facendola uscire lateralmente o tentando di portarla sopra il morso.
Questi comportamenti vengono talvolta considerati difetti da correggere.
In realtà possono rappresentare importanti segnali di:
- dolore;
- disagio;
- conflitto con l'attrezzatura;
- problemi odontoiatrici;
- errori di addestramento;
- eccessiva pressione delle mani.
Punire il sintomo senza affrontarne la causa rischia di aggravare il problema.
Alternative più rispettose
Prima di ricorrere a dispositivi costrittivi è opportuno valutare:
- la corretta regolazione del morso;
- eventuali problemi dentali;
- la conformazione della bocca;
- la qualità dell'addestramento;
- l'equilibrio del cavaliere o guidatore;
- possibili patologie delle vie respiratorie.
Tra le alternative proposte figurano:
- cerotti nasali per favorire la dilatazione delle narici;
- capezzine correttamente regolate;
- revisione dell'imboccatura utilizzata;
- programmi di addestramento meno coercitivi.
Molti problemi attribuiti alla lingua trovano soluzione attraverso una migliore gestione del cavallo piuttosto che mediante strumenti costrittivi.
La lingua come indicatore di benessere
Quando un cavallo:
- apre continuamente la bocca;
- mette la lingua fuori lateralmente;
- tenta di passare la lingua sopra il morso;
- scuote la testa;
- evita il contatto;
- manifesta improvvisa resistenza al lavoro;
non sempre sta mostrando un problema di addestramento.
In molti casi potrebbe stare cercando di comunicare dolore, compressione o disagio provocati dall'attrezzatura utilizzata.
Una moderna cultura equestre dovrebbe imparare a interpretare questi segnali come possibili richieste di aiuto, non come difetti da reprimere.
Conclusioni
Le lesioni della lingua rappresentano una problematica spesso invisibile ma potenzialmente molto dolorosa per il cavallo. Attrezzature inappropriate, morsi severi, capezzine troppo strette, addestramento coercitivo e dispositivi come il frenalingua possono compromettere il benessere dell'animale senza offrire benefici dimostrati nella maggior parte dei casi.
Il rispetto del cavallo richiede di considerare i comportamenti della bocca non come atti di ribellione, ma come possibili indicatori di disagio fisico o psicologico. Comprendere questi segnali è il primo passo verso un'equitazione e un'ippica più etiche e rispettose del benessere animale.

